Venerdì, 26 Agosto 2011 00:00

Consumi, il nemico si chiama paura

Secondo una recente ricerca mondiale condotta da Nielsen è in Europa il più basso indice di fiducia

Si fa presto a dire che bisogna spendere per far ripartire l’economia. La situazione di incertezza provocata da una crisi strutturale che riguarda praticamente tutto il pianeta ha portato i consumatori a valutare con molta cautela ogni possibile investimento. Questa è una delle cause della ripresa che si sta dimostrando più lenta del previsto. Del resto, il potere d’acquisto di molti consumatori (praticamente tutti i dipendenti a stipendio fisso) non è che abbia subito drastiche riduzioni in periodo di crisi. A frenare gli acquisti, oltre alla minore disponibilità economica, ha contribuito non poco la paura che arrivino momenti peggiori.

Non solo italia

Il problema non è solo italiano. Una recente ricerca condotta da Nielsen a livello mondiale evidenzia una situazione analoga in molti Paesi. Ma è l’Europa l’area che continua a registrare il più basso livello di fiducia al mondo, mentre in Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa e America Latina c’è maggiore ottimismo. Le conseguenze sono evidenti: i consumatori in difficoltà pianificano tagli nelle spese discrezionali. Il dato è preoccupante, perché vanifica gli sforzi dei Governi e gli investimenti delle aziende.

Germania e Austria in controtendenza

In Europa il clima di sfiducia viene confermato nella maggior parte dei Paesi. Particolare pessimismo è stato espresso dai consumatori portoghesi,  ungheresi, greci, romeni, croati e italiani. “Nel nostro Paese - afferma Roberto Pedretti, managing director di Nielsen Italia - l’indice di fiducia è diminuito di 14 punti percentuali in un quadrimestre a causa di una visione pessimistica delle prospettive di lavoro e delle finanze personali”. In controtendenza risultano Germania e Austria, sostenute da una ripresa dal punto di vista dei livelli occupazionali, mentre la Svizzera rimane il Paese europeo con il tasso di ottimismo più elevato, con un indice costante nell’ultimo periodo.