Martedì, 24 Luglio 2012 00:00

Il commesso: "Ecco le offerte. Arrivederci!"

Nell'Anconetano per una nuova puntata di Mistery Shopping. Visitati MediaWorld, Trony e Mercatone Uno

Una musica assordante che sembra di essere in discoteca, colonne portanti dal rosso scrostato, e poi polvere, troppa polvere. Questa la sintesi della visita al megastore Mediaworld di Ancona, la mattina di venerdì 18 maggio, giornata dedicata alla nostra quarta incursione sotto le spoglie di consumatori mi­steriosi. All’in­gresso del negozio un addetto all’antitaccheggio ci accoglie con uno sguardo indagatore, probabilmente volto ad appurare la presenza di eventuali sacchetti o prodotti da imbustare. Di saluti o sorrisi di benvenuto nemmeno l’ombra. Pochi pas­si più avanti il banco “reception”, ampio e desolato, è animato solo dal trillo del telefono che squilla a vuoto. 
 
Dove sono gli addetti?
Ancor prima di addentrarci tra i se­greti del layout ci colpisce lo scaffale delle macchine per caffè. C’è qualcosa di strano, alla prima occhiata. Ma ecco di che si tratta: la plastica protettiva azzurrognola del poggiatazza e quella del corpo macchina sono staccate per metà e penzolano di lato, a­dagiandosi sul piano del lineare, pe­raltro macchiato di scuro. Avranno ap­pena consumato una degustazione di caf­fè, pensiamo cercando di trovare una giustificazione. Ma la degustazione non era stata di caffè, comprendiamo immediatamente: a pochi me­tri da lì stazionano difatti, nella principale delle corsie, un banchetto ricoperto di briciole e un microonde, assieme a un rotolo di carta da cucina, uno straccio appallottolato e un cestino traboccante di fazzoletti. Nes­sun addetto se ne cura, ma a proposito... dove sono gli addetti? Non se ne vede neanche uno, eppure è un tranquillo venerdì mattina e il negozio è tutt’altro che affollato. Veniamo al re­parto cottura. Cosa sono quei pannelli bianco-grigiastri vicino alle cucine a gas? Piani a induzione? Ma non erano neri e brillanti, come nella pubblicità?

Un dito di polvere fa
Infatti neri e lu­centi lo erano, ma un dito di polvere fa. E il grigiore della polvere ricopre i pannelli per intero senza risparmiare gli scaffali de­gli ac­cessori per la cucina, i cui espositori sono posizionati in maniera a dir poco fantasiosa, di traverso o direttamente “di schiena”. Notiamo che una confezione è rotta e che il salvafornello fuo­riesce triste­men­te dalla plastica. Lo stato di ab­bandono si percepisce anche tra lavatrici e asciugatrici raggruppate a poca distanza, ognuna del­le quali, oltre allo strato di polvere, porta un foglietto informativo male appiccicato. La desolazione aumenta nel comparto videocamere. Il lineare lun­go circa otto passi (sette metri?) o­spita in tutto dodici modelli di camcorder: uno scaffale praticamente “di­sa­bi­tato”, punteggiato di por­ta-cartellini vuoti in ordine sparso tra fi­li e­lettrici semiar­ro­tolati che penzolano dal piano. Nel­la parte inferiore del layout le scatole dei prodotti so­no sparpagliate e non allineate. Alcune sono pure aperte.

Meglio le fotocamere
Va meglio nel reparto fotocamere, in cui lo scaffale è quanto meno affollato di apparecchi, e in quello dei tv, tutti o quasi accesi, che impressionano con un effetto coin­volgente benché leggermente fra­stornante. L’ad­detto si mostra com­petente e attento alle esigenze di consumo. Pone molte domande sui gusti in tema di luminosità e colore, programmi preferiti, presenza di bambini in casa, e alla fi­ne consiglia uno smart tv con tecnologia led. Meno be­ne nel comparto stampanti dove, co­me per i tv, fingiamo di non sapere al­cunché: il commesso si mostra molto informato su due modelli in offerta, u­no “più semplice” e l’altro in grado di stampare foto con carta fotografica. Spie­ga come cambiare i colori e usare il wi-fi. Insiste sulla convenienza del prezzo e infine gira i tacchi. Mi volto anche io e vedo una intera corsia di printer di ogni marca, mo­dello, funzione e dimensione. Un par­co prodotti a dir poco vasto, che il commesso non ha neppure menzionato, concentrandosi su­gli unici due apparecchi in promozione. E se avessimo voluto spen­dere die­ci, o cinquanta euro in più per una stampante più dotata?, riflettiamo davanti al­le cartacce e ai frammenti di cartone depositati sotto a certi pallet di prodotti, sgradevoli e fuori luogo quasi come un bidone della spazzatura rovesciato sulla ta­vola da pranzo. Per non parlare del senso di oppressione che ci coglie passeggiando tra i frigoriferi, due file di prodotti separati da uno spazio mi­nimo, soffocante, che sembra di camminare in un opprimente tunnel di an­goscia, con la musica disco che continua a pulsarci in testa.

Atmosfera più rilassante
Presso Mercatone Uno, a Monsano (AN), la musica invece è soft e accogliente. Nel se­condo pdv visitato per questa quarta puntata di Mistery Shopping l’atmosfera è più rilassante, gli addetti salutano all’ingresso (in realtà si tratta dei cassieri, visto che l’uscita è parallela all’entrata, ed en­trando per la prima volta si è colti da un leggero disorientamento) e il re­parto eldom, in fondo allo store, è ampio e ben or­ganizzato. Solo il comparto piccolo elettrodomestico lascia un po’ a desiderare, con un layout poco accattivante a causa di fili attorcigliati e mezzo cellophanati penzolanti dal li­neare di ferri e scope elettriche. Qual­che scatola di parabole satellitari di­men­ti­ca­ta a terra e pannelli addossati a un pa­io di frigoriferi di­stolgono l’attenzione da cartellini complessivamente chiari e visibili, ricchi di in­for­ma­zio­ni in quasi tutte le categorie merceologiche (unica eccezione per i ferri da stiro, caratterizzati da etichette tutte prezzo e sigle). Un addetto, lo stesso sia per il bianco che per il bruno, è preparato ed esauriente. U­sciamo rinfrancati, con qualche critica in te­sta, tuttavia, per l’organizzazione del ped e i cartellini non sempre impeccabili. 

Negozio modello
La visita al terzo punto vendita an­co­netano se­lezionato ci conforta: nello store Tro­­ny di Osimo (AN), lo zerbino mu­sicale de­­licato si fonde con la di­screta ac­coglienza de­gli ad­detti, preparati e solerti nel consigliare prodotti in base a uso e preferenze di consumo, oltre che al gusto estetico. Quasi si scusano per la grande presenza di prodotti in offerta, e spie­gano: “Sono settimane di grandi promozioni, ma stanno per terminare”. Il negozio, su due livelli spaziosi di­visi in corsie basse e ben organizzate, invita alla scoperta dei lineari, ca­rat­te­riz­za­ti da informazioni utili e complete. Un ottimo modello da e­mulare. Così come Mercatone Uno, in fondo un despecializzato.