Lunedì, 19 Agosto 2013 00:00

T?V Rheinland Italia: "Non conforme l'80% delle sigarette elettroniche analizzate"

A cura di: ing. Boris Tuzza, Vice General Manager - Business Stream Manager Products

TÜV Rheinland Italia, l’ente di certificazione di qualità leader a livello internazionale, nel quadro di una normativa a dir poco fumosa (letteralmente parlando), negli ultimi tempi ha realizzato una serie di analisi sul mercato delle sigarette elettroniche. Nell’ottanta per cento dei casi, tanto per dare un’idea della situazione allarmante in cui versa il settore, i dispositivi di ricarica elettronica non sono risultati conformi alle normative domestiche. Ad esempio, facendo funzionare gli apparecchi in continuo (non esiste un timer di fine utilizzo) questi apparecchi raggiungono una temperatura esterna, ovvero superficiale, pari a 60-70 gradi centigradi. Per non parlare di quella interna, sull’elemento resistenza, che può sfiorare i 150. È a tutela del consumatore finale che abbiamo implementato un’indagine completa su due fronti: quello dei controlli elettrici e quello delle verifiche chimiche.

Circa tre settimane

Sul primo aspetto, in particolare, data la carenza di una norma chiara ed esplicita, applichiamo anche la direttiva che riguarda la sicurezza generale dei prodotti, come indicato nel codice del consumo. Ciò ci permette di offrire un servizio completo presentandoci al tempo stesso con la massima serietà nei confronti delle autorità competenti. Nel caso delle sigarette elettroniche, valutiamo gli aspetti riguardanti la normativa sui giocattoli - i prodotti vengono infatti venduti anche nelle edicole - e sugli apparecchi medicali, come suggerisce l’attinenza tra i settori. Le procedure di analisi durano circa tre settimane, in presenza di un numero sufficiente di campioni da esaminare: dai dieci ai venti pezzi (a seconda della tipologia di prodotto da testare) alla luce della provenienza della merce - la maggior parte arriva dal Far East -, del costo bassissimo e del relativo livello di resistenza alle analisi stesse. Nel caso delle e-cigarettes il numero minimo di pezzi indicati è di 3-4, necessari a testare in maniera approfondita sia la parte chimica che quella meccanico-elettrica. L’optimum, tuttavia, è poter contare su un numero di apparecchi più ampio rispetto allo stretto necessario, possibilmente proveniente da diversi lotti di produzione, al fine di stilare una valida statistica di attestata conformità. Può infatti capitare che si riscontri una non conformità dopo cento prodotti analizzati e si sia così costretti a ritirare dal commercio l’intera produzione.

Operatori senza scrupoli

Puntiamo ad acquisire un peso specifico ancora maggiore nel rapporto col consumatore finale, che continueremo a tutelare da attori poco seri operanti nella catena distributiva. Le dichiarazioni diffuse da operatori senza scrupoli nel mercato delle e-cigarettes ci hanno spinto a diramare un’informativa completa a tutti gli importatori, che grazie a TÜV Rheinland Italia possono ora contare su processi di verifica specializzati e ben strutturati anche, e soprattutto, nel contesto di una carenza di regolamentazione che caratterizza ad oggi alcuni comparti.