Martedì, 24 Giugno 2014 00:00

Andec: "Sulla copia privata firmato un decreto contraddittorio"

"In pratica si tratta di una tassa ai danni dei consumatori e a beneficio dello star system"

Secondo Andec, Associazione Nazionale Importatori e Produttori di Elettronica Civile, aderente a Confcommercio, il comunicato del Governo che rende nota la firma del ministro dei Beni Culturali Franceschini in calce al decreto sulla Copia Privata contiene "affermazioni discutibili e fuorvianti". In particolare:

???????????????? asserisce che le nuove risorse serviranno a promuovere "esordienti e opere prime", quando è noto che il gettito premia soprattutto le Major internazionali ed i "big" dello star system;

???????????????? nega che si tratti di una "tassa sui telefonini", ma poi informa che qualunque smartphone, indipendentemente dalla capacità di memoria e soprattutto dall'uso che ne fa il consumatore finale, verrà assoggettato alla fonte da un costo aggiuntivo pari a 4 euro, applicando cioè esattamente la stessa "logica" delle tasse;

???????????????? parla di "creatività garantita", cioè del compenso per copia privata come corrispettivo del lavoro degli autori, come se il compenso pagato da chi produce e importa apparecchi e supporti audio/video dovesse rappresentare la remunerazione del lavoro creativo;

???????????????? azzarda affermazioni sull'invarianza dei prezzi di vendita, come se fosse il Ministero a poter decidere se nuove componenti di costo dei prodotti arbitrariamente colpiti dal compenso possano o meno influire sulla determinazione dei prezzi di vendita degli stessi;

???????????????? afferma in modo imprudente che smartphone e tablet sono abitualmente venduti "a prezzo fisso", in paradossale, evidente contrasto con le norme antitrust italiane ed europee in materia di libera determinazione del prezzo di rivendita dei prodotti;

???????????????? riproduce una tabella comparativa dei compensi utilizzando come unici riferimenti europei la Francia e la Germania, cioè gli unici Paesi del Continente con compensi maggiori di quelli italiani.

Andec, si legge in una nota diffusa nei giorni scorsi, esprime delusione e rammarico per un provvedimento anacronistico e punitivo, "spinto" a furor di petizioni dal gotha della produzione artistica e finalizzato a drenare risorse da un settore in oggettiva difficoltà (quello dell'elettronica di consumo, in calo verticale da anni sul mercato italiano) per "compensare" un altro settore ritenuto arbitrariamente più meritevole di attenzione e di generose elargizioni con le tasche altrui.

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