Domenica, 09 Novembre 2014 00:00

Mystery Shopper: a Termoli un'isola (quasi) felice

Nella cittadina molisana visitati negozi Trony, Euronics, un indipendente e una catena di casalinghi

Fa ancora caldo, giovedì 9 ottobre, a Termoli, nel Molise in provincia di Campobasso, quando ci infiliamo nel punto vendita Euronics di via dei Pini in veste di Mystery Shopper. Ci accoglie anche dentro un’atmosfera estiva, rilassata, coi molti commessi in­daffarati ma tutt’altro che frenetici, e i pochi consumatori che passeggiano in un ambiente chiaro, spazioso, ordinato e pulito come una casa che aspetti ospiti importanti. Prima che possiamo curiosare tra corridoi di prodotti ben esposti e cartellini generosi, leggibili anche senza gli occhiali da presbite, ci sorprende un commesso con la voce da usignolo: “Scusi, ha bisogno di aiuto?”. Per un tv mi affida a un collega col tono del “trattamela bene”, lo guarda negli occhi e si sorridono, penso che l’armonia tra gli scaffali forse è proprio la stessa che c’è tra la gente che vi lavora, come una specie di spirito del luogo.

Mi prende sottobraccio e mi ringrazia
Quanti pollici, che distanza di visione, led o oled?, e poi c’è anche curvo... tante domande prima di un consiglio che quasi ci sentiamo denudati, si scusa per l’imbarazzo ma deve capire le nostre esigenze, dice, poi ci orienterà tra tutti quei televisori accesi e brillanti quasi a simulare una galleria d’arte. Conosce i modelli a menadito, ne elenca le principali funzioni e le racconta nella lingua di noi profani. Non entra troppo in profondità: non si mette ad esempio a misurare lo spazio ideale per ciascun polliciaggio, cosa capitataci in altri punti vendita eldom (il Mediaworld di Ancona su tutti) visitato per motivi personali. Ma del resto non era neanche richiesto. Sarà poi quel tono monocorda, quella cantilena che rassicura, o che siamo svegli da parecchio, ma siamo colti da una improvvisa incontrollabile raffica di sbadigli. Lui, gentile e disponibile al limite con l’apatia, dinamico come una lumaca attempata, elogia i colori vivi di Sony e non disprezza il buon rapporto qualità-prezzo di Panasonic, ondeggia fra proposte full hd e altre in 4K, che hanno una risoluzione doppia (!) rispetto a quella dei primi. Perché poi “quattro” kappa, se la risoluzione è doppia? Perché è una tecnologia usata nel cinema e poi applicata al mondo domestico, fa lui serio. Parla solo se direttamente interpellato e per il resto tace, nella rispettosa attesa di una nostra decisione. La palpebra crolla e qualsiasi smania di shopping, con dolcezza, si spegne. Veniamo però ridestati da un folletto in divisa con passo da Valchiria. è la commessa del bianco a cui chiediamo di una lavabiancheria. Svicola tra le corsie ben distinte per tipologia, tra cui spiccano anche le “snelle”, indicate da un cartello che lì per lì ci dipinge un sorriso in volto. Siamo così abituati all’inglese e agli inglesismi che ci siamo pure scordati come si chiamano le cose col loro nome. Manco fosse una vecchia compagna di bevute, mi prende sottobraccio e mi ringrazia, l’ho salvata da quella signora che viene da tre mesi e accidenti se ha mai comprato uno spillo.      

Con l'entusiasmo di chi ha vinto un viaggio ai Caraibi
Una lavatrice? Con la Miele non puoi sbagliare! Incolla gli occhi ai miei e sciorina a macchinetta storie su cestelli a nido d’ape, resistenze in ghisa anticalcare, vasche in acciaio così diverse dalle altre, tutte in vetroresina. Tira fuori una chiave, apre qualcosa e mi mostra la vasca sotto al cestello prima di consigliarmi una AEG, che è “subito sotto la Miele”. Dopo dieci minuti non ha ancora parlato di prezzi. Mi convince con il sistema di lavaggio dove l’acqua scende dall’alto e con l’automatismo dei programmi smart. Parla del lavaggio a vapore con l’entusiasmo di chi ha appena vinto un viaggio ai Caraibi, e dei programmi rapidi con la leggerezza della massaia a tempo perso. “Il ciclo da tre kg, se ci infili troppa, roba te la lava male ma non ti sputa fuori una maglietta”. E mi saluta, ma sono io a ringraziare lei per la bravura e l’allegria. Mi sciacquo la faccia in un bagno a regola d’arte: non si è trattato di un sogno. A poca distanza c’è un negozio Trony: ci accoglie coi suoi prezzoni cubitali, quelli che accalappiano lo sguardo e annientano ogni altro pensiero che non sia il risparmio del 10, 20, 40 per cento su migliaia di prodotti, come ammonisce un cartello. Nessuna specifica tecnica, nessun saluto. Ma anche qui l’abito non fa il monaco. L’addetta di ped e bianco è briosa ed estroversa, preparatissima. Non mi dà tempo di chiedere di un buon aspirapolvere che mi accende tutti i prodotti di fascia alta, la silenziosità è importante - sottolinea - e i filtri pure: allora apre la scocca di un traino Bosch e quella di un Rowenta, la devo bloccare se no le aprirebbe tutte, confronta la dimensione dei sacchetti e racconta dei sistemi che purificano l’aria in uscita.      

Quando si parla di esperienza di acquisto
“Vieni con me”, e mi attacca la mano alla spazzola di un apparecchio acceso. Mi sento già risucchiare il mignolo nel tubo telescopico quando gira la rotella verso il livello massimo. Fa impressione la potenza di aspirazione e le devo chiedere di spegnere. Quando si dice che l’acquisto è un’esperienza forse si intende questo. Mi fa scoprire i vantaggi dell’estensione di garanzia e del finanziamento a tasso zero “effettivo”, mi vuol strappare l’acconto e presentare al direttore del negozio “per un certo sconto”, quando capisce che vorrei comprare anche la lavastoviglie. In un attimo mi ritrovo nel bianco, dove sempre lei mi guida tra i pezzi forti: marchi tedeschi e tecnologie infallibili - spiega - cestelli della facilità, consumi medi annuali e impeccabile silenziosità. Scappo verso una toilette più che discreta (solo lo spazzolino è smontato e rovesciato in terra) e all’uscita trovo lei, la commessa di prima, accanto al direttore di bella presenza e dal grande sorriso, che mi porge la mano e dice “sono a sua disposizione, la aspetto”. E verrebbe davvero voglia di non deluderlo, e rifare centinaia di chilometri apposta per comprare. Dietro l’angolo c’è Happy casa, catena di casalinghi con un reparto elettrodomestici. Un salto non guasta, oltretutto il punto vendita è stato appena inaugurato, mi svela un’amica autoctona. Ma sarà davvero aperto? Nel parcheggio non c’è una sola auto. L’odore di plastica bruciata fa girare la testa. Sarà per questo che il negozio è deserto. Bollitori, frullatori, microonde, piastre per capelli, aspirapolvere, rasoi: c’è un po’ di tutto a rappresentare il ped. Cartellini piccoli, nessuna informazione tecnica, tutto a marchio Capriccio. Il commesso non si ferma, sembra abbia i pattini. Hai da fare? Eh sì... (smorfia scocciata), se vuoi un consiglio al volo va bene ma noi non facciamo assistenza alla vendita altrimenti ‘non avrebbe questo costo la merce’. Io più che consigliarti posso farti vedere (come funziona, ndr) dopo l’acquisto. E fila via. L’aria è pura e piacevole come quella di una raffineria, meglio darsela a gambe, e raggiungiamo il parcheggio vuoto come se fosse un’oasi di pace. Passa un commesso del Trony visitato poco fa, strombazza con lo scooter e si sbraccia quasi a perdere l’equilibrio. “Buon pranzo!” Non c’è nessun altro, sembra proprio ce l’abbia con noi. Per un momento ci tornano alla mente le scene del film “Benvenuti al Sud”, quando il protagonista scopre che i suoi pregiudizi verso i “meridionali” erano, appunto, solo pregiudizi. La differenza è che noi i pregiudizi non li abbiamo mai avuti. Però questa familiarità, questa voglia di contatto umano sono a dir poco straordinari per addetti di un punto vendita di elettrodomestici, se non altro rispetto a quelli che abbiamo visitato negli ultimi quattro anni.       

La tratto bene sa...
Alle 16 riapre un pdv indipendente qui in zona, MG Elettronica in via Arti e Mestieri. Vale la pena di aspettare, ci dice una vocina interiore. Luminosissimo, non enorme, tutto dedicato al bianco di qualità: cinque minuti prima delle quattro ci fa strada un giovanotto che ha tutta l’aria del proprietario. “C’è la fila oggi!” sorride vedendomi lì ad aspettare, e accende subito la radio. Di frigo e cucina, di cui ho bisogno per la nuova casa, mi mostra dettagli e curiosità, pro e contro del no frost, soluzioni no frost nel congelatore con sistema ventilato nella zona frigorifero. Non ci sono prezzi esposti, mi fa accomodare in ufficio e quasi mi offre la merenda. “La tratto bene sa, per noi il servizio è parte del nostro lavoro, nelle cucine cambiamo i tubi - mica come nei centri commerciali - e ritiriamo il vecchio elettrodomestico senza costi extra”. Digita a lungo sulla calcolatrice e poi tira fuori un ottimo sconto, ma soprattutto chiede, riflette, spiega e consiglia. Dice che qui al Sud si usano frigo più alti, di due metri, rispetto al Nord dove vanno di più quelli da 1,85, che il forno elettrico è eccezionale se si usano tutte le funzioni disponibili e se si cucinano più pietanze in contemporanea. Se no conviene il gas, più rapido ed economico. Conosce la storia dei fratelli Bertazzoni come un’epopea di famiglia e sembra che ogni pezzo esposto, ogni elettrodomestico abbia il suo motivo per essere lì, con una storia da raccontare, con un bagaglio nascosto di significati che trapelano voglia di vivere, di conservare bene e cucinare meglio. Un’iniezione di ottimismo e simpatia. Come non farne il proprio negozio di fiducia?

 

LE PAGELLE

                             Ambiente    Accoglienza    Compet. addetti  Chiarezza inform.

EURONICS                   8                 8                       7                         7

TRONY                        6                 5                       8                         6

HAPPYCASA                 4                 4                       -                          4

MG ELETTRONICA         8                 8                       8                          7