Martedì, 23 Dicembre 2014 00:00

"Se costa la metà un motivo ci sarà": Mystery Shopper nelle Marche

Visitati negozi Expert, Unieuro e Euronics. E per la prima volta abbiamo ficcato il naso dentro un altro settore

L'atmosfera che si scalda in vista del Natale, le decorazioni graziose che arricchiscono gli scaffali, la frenesia che ci sale con le feste in arrivo, quando siamo tutti più buoni e siamo soprattutto disposti a comprare di più. C'è tutto questo a Jesi, in provincia di Ancona, nel punto vendita Expert di via Don Battistoni. I commessi sfrecciano, lo sguardo all'orizzonte, non vedono e non salutano. Un gran daffare tra lineari e magazzino, viaggiano anche a coppie senza parlare. Aspettiamo per un po', chissà se ci noteranno, ogni tanto alziamo il ditino in mezzo a scatole da sistemare e una leggera sensazione di polvere, in un negozio tutto sommato accogliente ma completamente vuoto, a parte una anziana coppia alle prese con un dubbio esistenziale sulla dispersione di calore delle stufe elettriche. E' il mattino di giovedì 11 dicembre, gli annunci del sottocosto sono discreti come un sussurro, i cartellini chiari e ricchissimi, quasi dei piccoli manuali di istruzioni. Deve essere una coppia di scienziati quella che attanaglia l'addetto alle vendite, masticano pane e entropia da far invidia a un trattato di fisica. Nell'attesa di un consiglio, mi posiziono in ascolto vicino all'unico termoconvettore acceso finché, con una temperatura corporea ormai sahariana, vedo il commesso svincolarsi dall'impasse e raggiungermi radioso. Vorrei una lavastoviglie free standing, colore indifferente, ma che sia un buon prodotto. Mi squadra qualche secondo, poi si esprime: "Per esempio, se compri una AEG spendi 700 euro, però penso che non siano queste le cifre (che puoi spendere, capisco io). Altrimenti andiamo su una cosa più tranquilla come una Rex o una Ignis". Chiedo il meglio e mi risponde con un sorriso pungente, mi squadra ancora con gli occhi grandi di stupore prima di un "okay, come vuoi". E con lo sguardo altrove e una voce mononota parte a sciorinare a macchinetta le mirabilia della Miele, la sua verniciatura porcellanata, i 14 coperti, la struttura inox e le diecimila ore di funzionamento garantite. Con la Rex risparmiamo qualcosa, mentre Indesit è un prodotto economico e non lo consiglia. Se proprio dobbiamo comprare Indesit allora c'è Ariston, che si vende da 50 anni. I consumi? Tra uno e due + non è che ci sia molta differenza? e incrocia le braccia.

Tensione e piede che batte
Ma perché è così teso? Il ritmo del suo piede, che sta battendo a terra da un po', si fa intenso. Cerco di capire da cosa dipendano quei dislivelli di prezzo tra certi apparecchi, e lui, dominato dal piede che si alza e si abbassa come un ossesso: "Ascoltami, se costa la metà, se costa 450 euro in meno, un motivo ci sarà, non è che te lo dico io, uno ci arriva anche da sé. La Indesit dura 7 o 8 anni se va bene, invece la Rex ne dura anche 15". Poi si calma un attimo, "non ti dico di spendere 800 euro ma con 500 o 550 ci prendi roba buona. Scartiamo la Candy, ché a parità di prezzo è meglio la Rex. Poi non è che ti posso ripetere le cose dieci volte". E tra quelle due verdi quasi identiche, una Bosch e una Siemens, perché quello scarto di 100 euro? "Se ti dovessi dire in concreto non c'e tanta differenza, poi la differenza la fa pure uno sportello, due molle differenti. Questa ha il fondo in resina, quella magari no, non lo so. Vedi dai - e si allontana a passo di gazzella - fatti un po' il punto della situazione, se devi chiedere ancora chiedi eh, ma io più di tante cose non ti so dire". Chiuso l'argomento. Molto più rapida la spedizione nel reparto macchine per caffè dove la commessa lesina le parole come gocce di saggezza. Che modello? Io: non so, un buon modello da regalare a mia madre. E lei: "Parto dalla più economica da 89 euro? o anche da 69 euro quella a capsule". Silenzio. Differenze? Caratteristiche?, chiedo io essenziale sperando di entrare nelle sue grazie attraverso il magico linguaggio della sintesi. "Dipende - fa lei - il caffè è sempre una cosa molto personale: io non ho problemi, ho una scelta ampia, queste sopra sono tutte automatiche, usano il grano e partono da 329 euro. Sotto è tutto macinato e cialde. Io le macchine te le ho presentate tutte, faccio fatica a darti indicazioni". Sondo infine un paio di automatiche e lei: "Non ho più niente da dirti, mì (appellativo locale), c'è la scheda elettronica, non vedi che c'è il display? Nelle altre invece ci sono due pulsanti? t'ho detto tutto".

Dopo cinque minuti non ha ancora parlato di prezzo
Un bel viaggio in macchina fino al capoluogo non può che farci bene per smaltire quella delusione appiccicata addosso, e la amara sensazione di aver perso tempo per un acquisto che non avremmo mai fatto in quel negozio, tra i più grandi e specializzati della zona. Euronics, pdv interno al parco commerciale Cargo Pier di Osimo (AN), ci accoglie con una musica rilassante, alta ma non troppo, e il suo ingresso luminoso. Giovanotti con la maglia STAFF passano senza salutare, troppo indaffarati in un negozio semivuoto alle due del pomeriggio. Bella esposizione, i prodotti ordinati sembrano quasi seguire un ordine cromatico e non c'è un solo filo penzolante dai lineari di un pulito chirurgico. Colpiscono i cartellini del reparto stampanti, delle vere e proprie tabelle zeppe di caratteristiche tecniche, tutte felicemente comprensibili. Non finiamo la nostra esplorazione che ci vengono incontro un commesso e il suo sorriso. Vorremmo un monitor per computer. Quanti pollici? E che computer, mac o pc? Cerca di capire l'esigenza e intanto gli si contorce la fronte. Anticipa che col Mac ci servirà necessariamente un cavo aggiuntivo, illustra prodotti e risoluzioni diverse, spazza via i nostri antichi dubbi su tempi di risposta e nitidezza dell'immagine. Chiaro, gentile, propositivo, dopo cinque minuti non ha ancora parlato di prezzo. Magari può farci comodo un modello che sia anche tv - inventa - si confronta con un collega e ci affida a lui con una vigorosissima stretta di mano. Di bene in meglio sull'onda del full hd, l'addetto ci spiega il contrasto infinito di cui sono capaci gli apparecchi a led e l'impatto di un numero elevato di hertz su un monitor tv. Il consiglio personalizzato e spassionato è una gemma rara e la abbiamo trovata qui, racchiusa in un guscio di attenzione e competenza che non lascia dubbi: ecco un negozio di cui fidarsi. La conferma arriva dal settore ped cucina in cui chiediamo di un buon impastatore: "Il migliore è Kenwood con movimento planetario, ideale per impasti duri, morbidi e semi elastici". Ha gli occhi che brillano quasi, questo addetto grande e grosso, mentre racconta di fruste e ganci per la lavorazione della pasta. Mostra tutti i prodotti partendo dai modelli top, ne spiega la sicurezza del motore - immerso in un bagno d'olio per evitare che si surriscaldi - e la qualità dei materiali. Fa degli accessori opzionali e delle ciotole, adatte a diverse quantità di impasto, elementi essenziali che devono orientare una scelta importante. Scherza sul ricettario in dotazione che è diventato una applicazione sul telefonino e ci salutiamo infine con una bella risata che sa di arrivederci a presto.?

Paura di perdere la vendita?
Arriviamo da Unieuro che è il primo pomeriggio di un giorno di sole, quasi in odore di primavera. Ma a proposito di odore, appena varcata la soglia di ingresso ci si arriccia il naso per una folata sgradevolmente imprecisata. Le offerte speciali, ovunque ingombranti, ricordano molto quelle della gestione precedente, i cartelli del tasso zero occupano lo sguardo in ogni direzione e all'inizio di ogni gondola spicca un cartellone da supersconto. Ben visibile da lontano, non mostra quale sia il prodotto in promozione, come a dire "Vieni a vedere, è un'occasione da non perdere, e non importa cosa ti serve davvero, perché il tuo acquisto del giorno è questo qua". I tv, tutti accesi, creano un effetto armonico, piacevole, quasi ipnotico. "Ha bisogno? - ci sveglia la voce di un addetto - per un buon aspirapolvere con sacco venga con me", e si piazza di fronte a un traino Bosch: precisa che è in promozione a 199 euro e non la finisce di descriverne i vantaggi. Conosce i prodotti a fondo e confronta le nuove etichette energetiche, ormai presenti, ad occhio, su un 30-40% dei prodotti. Usa l'energy label come vero e proprio strumento di vendita capace di infondere la serenità della trasparenza e la sicurezza di ogni performance. Parla, ispirato, di tecnologia ciclonica, polveri sottili, riemissione della polvere stessa nell'ambiente. Il discorso sul prezzo però è sempre tra i piedi, come a guidare una scelta che avrebbe davvero molti e molti altri argomenti da vendere. Lo stesso atteggiamento e la stessa (vasta) competenza li troviamo nel bianco, dove per la scelta di una lavatrice due commessi, prima lo stesso del settore pulizia e poi la collega del grande elettrodomestico, si producono in riflessioni all'ultimo chilowatt per spiegare le prestazioni di macchine solide e delicatissime sui tessuti, con schede elettroniche avanzate e sistemi di lavaggio antispreco. Mi trascinano però, sempre e comunque, verso la fascia media, ricca di ottimi prodotti, e poi in offerta c'è un modello Whirlpool, abbastanza compatto, con pratici sensori di carico. Chiedo degli apparecchi dotati di dosadetersivo e finalmente mi mostrano una Miele, con cestello a nido d'ape riscaldato per distendere le pieghe del lavaggio, con contrappeso in ghisa invece che in cemento, con la porcellana dura sul mobile, insomma, un altro pianeta di lavabiancheria. Perché non dirlo subito allora - ci domandiamo - e concentrarsi invece sul prezzo e sulle offerte speciali? Così tanta paura di perdere una vendita? Poi è Natale, e a Natale si sa, oltre a essere tutti più buoni, abbiamo anche un portafoglio più elastico.

Decathlon tra cyclette e vogatori
Tanto per non farci gli affari del nostro canale siamo andati a curiosare in un punto vendita Decathlon, angolo attrezzi ginnici: altro settore, abbiamo pensato, ma sempre una grande catena dai prezzi analoghi a quelli dell'eldom, per quanto riguarda il reparto visitato. Confrontare (e confrontarsi) non nuoce, specie in tempi di crisi. La differenza è subito evidente: nel punto vendita di Ancona, sempre nella zona di Osimo, cyclette e vogatori - vuoi per la tipologia di apparecchi in vendita, vuoi per filosofia della catena - sono alla portata di chiunque, pronti da provare. Davanti a noi c'è addirittura chi sta battendo il proprio record di calorie bruciate in venti minuti. La spiegazione dell'addetto, due spalle da atleta e un viso smagliante, è chiara e dettagliata: la scelta dello strumento va misurata in base all'altezza e al peso dello sportivo, al suo grado di allenamento e alla frequenza di utilizzo. Come una sorta di personal trainer ci fa salire in sella per mostrarci dal vivo come funziona il display, cosa indicano i diversi comandi e come impostare la seduta giornaliera. Uno spasso, insomma. Siamo così entusiasti che la cyclette la compriamo davvero. Nessun servizio di montaggio, decidiamo, risparmiamo 40 euro e poi il commesso dice che è facilissimo. In effetti lo è, solo che maledettamente l'apparecchio non funziona. Difetto di fabbricazione. Carichiamo lo scatolone nel baule e lo riconsegnamo al mittente. Notiamo qualche muso lungo di straforo ma la soluzione arriva in meno di cinque minuti: in pochi giorni ci recapiteranno un prodotto nuovo e funzionante, con tante scuse per il disturbo.