Sabato, 21 Marzo 2015 00:00

Smartwatch e pagamenti: ancora scetticismo nel mondo

Una ricerca di GfK rivela che resta basso l'interesse dei consumatori

Una recente ricerca di GfK effettuata nello scorso mese di agosto 2014 attraverso interviste a 1.000 consumatori in cinque Paesi del mondo, rivela che soltanto il 35% dei consumatori in Cina, Germania, Sud Corea e Gran Bretagna sono interessati a sistemi di pagamento tramite smartwatch. Una ulteriore ricerca qualitativa condotta da GfK ha chiarito le ragioni di tale scetticismo. La maggior parte dei consumatori considerano i nuovi smartwatch come utili strumenti per attività di fitness e per il controllo della salute. In Germania soltanto il 20% dei rispondenti hanno dichiarato di essere interessati al loro utilizzo come sistemi di pagamento. Anche il 28% dei consumatori in Sud Corea e il 27% dei consumatori in UK hanno manifestato la stessa opinione, mentre i consumatori americani hanno mostrato un maggiore entusiasmo, con il 40% che hanno espresso interesse per il pagamento tramite smartwatch.

 

Barriere

Durante un workshop organizzato da GfK nel Regno Unito nel mese di febbraio 2015 sono state individuate le principali barriere all’utilizzo. La principale preoccupazione riguarda la sicurezza dei pagamenti tramite smartphone, considerata ancora inadeguata. I rispondenti considerano inoltre il pagamento via smartphone non ancora sufficientemente diffuso e più lento di quello con carta di credito o contanti. In tal senso il valore aggiunto rispetto ad altri strumenti di pagamento non è di fatto percepito. “Nonostante lo smartwatch sia stato posizionato come uno dei prodotti maggiormente in crescita tra i produttori di apparecchi tecnologici, i consumatori sembrano ancora riluttanti ad abbracciare le nuova tecnologia" commenta  Robert Wucher, Head of Technology and Digital Solutions di GfK. " Le nostre ricerche hanno mostrato che gli utenti non hanno ancora compreso totalmente le applicazioni offerte dalle wearable device, mentre i produttori ed i provider da parte loro sembrano non avere ancora compreso totalmente quali siano le più rilevati esigenze dei consumatori, al fine di potervi rispondere efficacemente con una strategia in grado di modificarne i comportamenti”.