Lunedì, 31 Agosto 2015 00:00

COMMENTO - Qualche sorriso e spade di Damocle

Diciamolo sottovoce: i consumatori destano segni di risveglio. Ma la crisi della grande superficie fa tremare i polsi

Possiamo azzardare che l'aria, in fatto di consumi, è cambiata? Azzardiamo. Certo, non per tutti i settori di mercato e non per tutte le aziende, ma se pensiamo alla depressione cosmica di soli dodici mesi fa, oggi dovremmo fare colazione a Dom Perignon. Il bianco, trainato dal freddo, sta mettendo a segno un anno da incorniciare (va bene, confrontato con le ultime disgraziate annate), il piccolo elettrodomestico bene o male resta sempre una certezza, gli smartphone mantengono il loro status di oggetti del desiderio. Per non parlare della climatizzazione: bastonata lo scorso anno e portata in paradiso oggi. La grande malata resta l'elettronica di consumo, colpita da una febbre che non si abbassa e che probabilmente non si abbasserà tanto in fretta. Complessivamente, però, il mercato dell'elettrodomestico sta mandando segnali interessanti e il futuro potrebbe essere molto meno grigio rispetto a quanto siamo stati abituati nel recente passato. Insomma, diciamolo sottovoce: i consumatori italiani hanno voglia di mettersi alle spalle lacrime, sangue, sacrifici, pessimismi e roba varia. Il vero problema che ci pende sulla testa, a ben pensarci, è la crisi senza soluzione di continuità della grande superficie, attorno alla quale l'eldom ha costruito gran parte delle sue recenti fortune. Molto, allora, dipenderà da quelle insegne che proprio sulla grande superficie sono cresciute e diventate leader di mercato. Pensiamo prima di tutto a Media World, che vediamo ancora alla ricerca di una nuova dimensione, ma anche a Unieuro, di cui non si parla più di una venditta imminente, oltre che del debutto in Borsa. Unieuro, però, può ancora contare su una potenza di fuoco unica in fatto di comunicazione. E c'è da chiedersi se questi investimenti, in un contesto di consumi molto migliorato, abbiano portato risultati a lunga prospettiva. In sostanza, si apre una fase nella quale il negozio di prossimità prova a rimettere solide radici e con esse una vendita di qualità. Virgulti, però, ancora fragili. Molto dipenderà da come quelle insegne fondate sulla grande superficie troveranno una loro direzione. Se la troveranno. (graziano girotti)