Giovedì, 31 Dicembre 2015 00:00

Auguri ai commessi (e ai loro capi) di buona volontà

La risorsa umana deve riacquistare centralità nell'azione del trade

Facciamo gli auguri a modo nostro, cercando di evitare una liturgia troppo spesso derubricata ad atto formale e dovuto, e dunque senza significato. E non potendo fare gli auguri di persona a ciascun nostro lettore, come vorremmo (perché gli auguri o sono personali oppure non sono), rivolgiamo il nostro pensiero a una figura professionale dal peso specifico enorme ma che negli ultimi anni ha dovuto patire un tracollo verticale in fatto di preparazione: il commesso. Un tracollo che è la diretta conseguenza della desolante scarsezza di idee per fidelizzare il consumatore finale. Anzi, diciamo meglio: siccome al di là delle chiacchiere, la fidelizzazione è un lusso che ben pochi si vogliono permettere – avete letto bene: si “vogliono”, non abbiamo scritto si “possono” - ecco che la risorsa umana ha via via perso il suo carattere strategico per mantenere l'azienda in buona salute. Il dio-prezzo ha fatto piazza pulita attorno a sé e ha schiavizzato un po' tutto, trasformando il commesso da risorsa essenziale in fattorino da retrobottega.

Ovviamente non tutto è così e non per tutti è così. E allora gli auguri migliori per il nostro settore? Che siano sempre di più coloro che avendo il potere di decidere si convincano che senza addetti alla vendita preparati, disponibili e retribuiti in modo dignitoso, e magari pure coinvolti nei risultati aziendali (bestemmia?) non c'è futuro. Perché è una balla che il domani sia tutto nell'e-commerce, mentre è una sacrosanta verità che i clienti finali non vogliono perdere il contatto diretto con la persona. In quanto solo il contatto diretto crea fiducia, primo mattone della fidelizzazione. E auguriamo agli addetti di buona volontà di oggi, che ci sono, quelli che provano passione nel proprio lavoro nonostante tutto, tanto per capirci, quelli che ci scrivono imbufaliti per i nostri mystery shopper (e l'arrabbiatura è sintomo di passione), auguriamo a costoro - dicevamo - di non perdere mai la fiducia in se stessi. Insomma, l'auspicio per il nostro settore e' di ridestarsi da un lungo sonno. Per fortuna i segnali non mancano, anche se sono ancora troppo flebili. E ancora troppo diffuse certe pratiche manageriali in certe (troppe) industrie che portano puntualmente a stimolare il trade in operazioni di fine mese che non fanno altro che alimentare il circolo vizioso che ben conosciamo. (graziano girotti)