“In molti hanno pensato di approfittare del Black Friday per i regali di Natale (e non solo), ma ora basta dare uno sguardo ai reclami raccolti dai nostri sportelli per capire che non sempre la convenienza è quella che vogliono farci credere”. E’ quanto dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori all’indomani degli sconti e delle offerte speciali promosse negli ultimi giorni tra il Black Friday e il Cyber Monday.
“Il problema - prosegue Dona - è che tra offerte online, promozioni, saldi anticipati e quant’altro si genera una crescente confusione tra i consumatori. A confermarcelo è la grande quantità di reclami e segnalazioni che stiamo ricevendo in questi giorni agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori. Per questo motivo abbiamo realizzato una indagine sui raggiri più diffusi durante queste settimane che possiamo riassumere in tre principali filoni di scorrettezza denunciati dagli utenti. In testa alla classifica, le famose promozioni ‘fino a esaurimento scorte’ per le quali a molti è sembrato più facile restare a bocca asciutta che cogliere l’affare. Una montagna di segnalazioni ci è giunta, ad esempio, per una campagna lanciata dalla piattaforma ePRICE: secondo quanto riferito dai consumatori delusi, durante la black hour (cioè i sessanta minuti in cui si è concentrata l’offerta) era impossibile accedere al sito. L’operatore si è difeso imputando il disservizio al grande successo dell’iniziativa. Al secondo posto abbiamo registrato le classiche offerte gonfiate così da farle apparire scontate (esattamente come fanno i commercianti scorretti durante i saldi). Un consumatore ad esempio ci segnala che nella catena di elettronica Euronics hanno dimenticato di rimuovere i vecchi volantini così svelando un trucco vecchio come il mondo, ma evidentemente ancora in voga. Al terzo posto della classifica dei reclami di questo post Black Friday, infine, il vero e proprio saccheggio perpetrato a danno dei nostri dati che vengono continuamente estorti con la scusa di consentire l’accesso a sconti e promozioni. Sul punto però si è espresso in maniera inequivocabile il Garante della privacy: i consumatori devono poter navigare liberamente su un sito di e-commerce senza essere obbligati a rilasciare il consenso per finalità di marketing e promozione commerciale. Tanto più che il consenso deve essere libero: non si può obbligare l’utente - conclude Dona - a ricevere pubblicità solo per accedere alla vetrina online di un sito internet”.
A queste lamentele si aggiungono i classici disservizi degli acquisti online: ritardo nella consegna, prodotto diversi rispetto all’ordine, ma anche difficoltà nel reso e nella richiesta di rimborso.