Sabato, 12 Febbraio 2022 17:46

Garanzia legale: le novità del Codice del Consumo

Dal 1° gennaio scorso sono state introdotte alcune modifiche. A spiegarcele è il presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti.

Il 1° gennaio 2022 sono entrate in vigore le modifiche apportate al Codice del Consumo. Queste sono applicabili esclusivamente ai contratti conclusi dopo tale data. Si tratta del recepimento di una direttiva europea che entra in vigore grazie al d.lgs 170/2021 andando così a modificare ed implementare il testo in vigore dal 2005. In particolare, impattano sugli articoli che vanno dal 128 al 135 aggiungendone altri 6 dal 135. Questi sono gli articoli che riguardano la garanzia legale: come è ormai risaputo la garanzia legale viene prestata sempre dal venditore, che sia il costruttore o il commerciante poco importa, poiché è l’effettivo atto di acquisto che fa sorgere l’obbligo di garanzia a carico di chi vende direttamente al consumatore e, quindi, in caso di difetto di conformità, l’essere tenuti a riparare, sostituire, rifondere parte del prezzo pagato, o rendere nullo il contratto.

Difetto di confornità
Nell’indagine fatta da Konsumer Italia nel 2017/18 fu sorprendente scoprire come oltre la metà dei consumatori non sapessero che la garanzia vale anche per gli indumenti, anch’essi rientranti a pieno titolo nei cosiddetti beni di consumo; difficile quindi ipotizzare che vi possa essere, in tempi brevi, una piena consapevolezza dell’esistenza della garanzia legale per quanto invece viene a precisarsi con le citate modifiche che riguardano i beni con elementi digitali, come ad esempio i tanti software che vengono venduti ma anche i semplici videogiochi, le App, fino ad arrivare agli animali vivi. Ed infatti quello che potrebbe apparire come un mero dettaglio delle modifiche è che non si parla più di “beni di consumo” ma semplicemente di “beni”, scelta espressamente operata per ampliare la nozione originaria di beni di consumo, per ricomprendervi “i beni con elementi digitali” e gli “animali vivi”: in particolare, si vengono a ricomprendere anche gli aggiornamenti dei software preinstallati su un bene o di nuova installazione che dal primo gennaio godranno, unitamente agli altri beni, della prevista estensione della presunzione di esistenza del difetto di conformità: se quest’ultimo si manifesta entro un anno dalla consegna del bene si presume esistesse già a tale data, mentre prima il termine era di 6 mesi. Certo, quando parliamo di aggiornamenti di software immaginiamo già quale confusione darà il solo capire se la garanzia deve darla il venditore materiale o il produttore del software.

Fidelizzazione del cliente
Le tutele per il consumatore in caso di difetto di conformità del bene vengono approfondite, pur mantenendo le quattro possibili soluzioni già note; ripristino, sostituzione del bene, riduzione proporzionale del prezzo e risoluzione del contratto a scelta del consumatore. È stato, inoltre, eliminato l’obbligo che ricadeva in capo al consumatore di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta. Ed ora la norma di chiusura del capo dedicato alla vendita dei beni rinvia espressamente alla disciplina del codice civile per quanto non previsto nel testo del Codice del Consumo, compreso il diritto al risarcimento del danno, che fino ad ora non era specificamente previsto. Tra l’altro proprio questa carenza, lasciando spazio all’interpretazione della norma, era di particolare nocumento per il consumatore che dal mancato o ridotto utilizzo del bene avesse ricevuto un vero e proprio danno non limitato al semplice inutilizzo del bene. Ad onor del vero sono tanti gli esercizi commerciali, soprattutto le grandi catene di vendita, che da sempre riconoscono anche ai software la sostituzione del programma se questo non funziona. Quindi almeno su alcuni aspetti la società reale ha anticipato quella istituzionale. Questione che andrebbe riconosciuta quale best practice proprio a vantaggio di chi si è preso carico di un investimento a volte anche molto oneroso che corrisponde alla fidelizzazione della propria clientela, conseguentemente alla propria reputazione. Ma come ben sappiamo la legge è legge e dal momento in cui diventa operante parte l’anno zero, tutto ciò che è alle spalle conta poco dal punto di vista istituzionale, resta comunque un vantaggio per la propria reputazione. In questo particolare momento di innovazione della norma, è ancora più importante operare per un avvicinamento tra imprese ed associazioni di rappresentanza dei consumatori. Stabilire rapporti di collaborazione, stipulare protocolli d’intesa ed affrontare insieme quelle che sicuramente saranno le diverse interpretazioni delle innovazioni. Investire sul dialogo può anche essere oneroso, sicuramente sarà molto meno oneroso dei tentativi di speculazione sull’interpretazione a cui saranno tentati alcuni appartenenti a quelle categorie professionali che dall’intervenire su una divergenza non perdono mai.

Fabrizio Premuti
Presidente di Konsumer Italia

 

Konsumer Italia è un’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori ed utenti, nonché di promozione sociale e senza fini di lucro, basata sull’impegno volontario di Cittadini esperti e specializzati in materie del consumo, che prestano la propria opera nelle strutture dell’associazione volontariamente a favore di altri Cittadini. Oggi conta 123 sedi in tutta Italia e poco più di 17mila iscritti.