Il Salone per gli arredi da ufficio vuole l'uomo al centro, alla ricerca del senso felice del lavoro. L'ha trovato Twitter?
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Come saranno gli ambienti  lavorativi del futuro? “Adattivi”, capaci di adeguarsi alle necessità  mutevoli di chi ci lavorerà. Questa, in somma sintesi, è la prospettiva in mostra al Workplale3.0, il Salone dedicato alle forniture per ufficio. Nell’era della mobilità, intesa come movimento, precaria in quanto sempre in evoluzione, anche gli uffici dovranno essere mutabili, modulari, flessibili, """"piegati"""" al ben-essere dell’individuo. In una società evoluta, come si spera sarà quella del futuro, l’uomo sarà tanto più produttivo quanto più riuscirà a essere felice al lavoro. Perché il lavoro dovrà “dare senso a cose e relazioni, generare una nuova qualità della vita, produrre emozioni e felicità”.  Detta così è una visione fantastica per i futuri lavoratori, vien voglia di farsi teletrasportare direttamente lì, saltando a piè pari la storia contemporanea di molti lavori e lavoratori nel nostro Paese. Oppure di andare a Dublino, dove questo futuro pare sia già arrivato. 

 

 

Il senso felice del lavoro

La sintesi concettuale del Salone è  espressa dall’installazione, “A Joyful sense at work” curata da Critiana Cutrona, architetto; visitarla è un' esperienza positivamente futurista, con le sue quattro proposte di uffici ideali. Ascoltare il racconto di Jason Wilson Max - capo del dipartimento design e Construction di Twitter EMEA, ospite di un evento proprio al centro dell'installazione, ha dato concretezza a concetti e prosettive rappresentati dall'installazione. Un esempio virtuoso, quello della sede Twitter a Dublino. Certo non tutti possono avere a disposizione le risorse e gli strumenti di queste aziende, però ognuno può farsi ispirare dagli esempi migliori. Meglio che guardare a quelli peggiori, no?

 

 

La lezione di Twitter EMEA

Oltre ai progetti architettonici e ingegneristici, per costruire la sua sede Twitter ha voluto definire il carattere da dare all'edificio che avrebbe accolto il lavoro di tante persone provenienti da tanti paesi diversi, una sede che oltre a essere bella e rappresentativa, doveva integrarsi nel tessuto cittadino, accogliere le persone al lavoro e distinguersi allo stesso tempo. Il primo obiettivo fondamentale indicato da Wilson-Max è stato la condivisione, necessaria per definire l’identità di un ambiente multietnico. Il secondo principio, conseguente al primo, citato dal manager è stato la passione, indispensabile per motivare il coinvolgimento e per far nascere il senso di identità e appartenenza. Perciò, insieme alla costruzione, è stato avviato un processo di confronto fra tutti gli interessati, architetti, designer, grafici, da cui sono scaturite indicazioni e attività, come la realizzazione di una specie di “passaporto” per la sede, un libretto con informazioni, note e aneddoti, come il fatto che Oscar Wilde fosse nato a 500 mt. dagli uffici Twitter. Il risultato, consegnato dopo 230 giorni di lavoro, è una sede che mantiene l’autenticità e l’identità della città che la ospita, richiama nei particolari un’architettura precedente all’arrivo del tech boom (a Dublino hanno sede: Apple ,Facebook, Google, Airbnb e altri), con dettagli della pavimentazione, della facciata. Al suo interno, gli ambienti di lavoro puntano all'accoglienza e alla condivisione, indispensabili, secondo l'azienda americana, per costruire un vero senso di appartenenza di brand. Quello che per Twitter, rappresenta il senso della gioia al lavoro è """" la celebrazione delle persone che lavorano e della città che li ospita"""". 


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