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Venerdì, 19 Luglio 2019 18:43

Il carcere apre le porte ai RAEE

Un impianto di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici è attivo nella struttura penitenziaria di Bollate, vicino a Milano

Quello di Bollate è conosciuto per essere un carcere particolare. Promuove, infatti, un progetto educativo e di recupero attraverso l’organizzazione di varie attività di inclusione socio-lavorative di persone in difficoltà. Queste le premesse che oggi consentono alla casa di detenzione di entrare nella filiera dei RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici, con un impianto di trattamento inaugurato di recente.

La struttura occupa una superficie di circa 3.000 mq e ha capacità di trattamento di 3.000 tonnellate all’anno di rifiuti elettronici, inoltre è dotata di un impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia green. Attualmente impiega cinque detenuti, con la prospettiva di aumentare in futuro il numero di persone da inserire nel progetto lavorativo. Sono presenti due linee di trattamento: la prima per tv, monitor e grandi elettrodomestici, lavatrici e lavastoviglie ( RAEE R2 e R3), la seconda dedicata a piccoli elettrodomestici (RAEE R4) come telefoni cellulari, personal computer e periferiche, apparecchiature audio e video, utensili e giocattoli elettrici. Grazie alle attività di smontaggio, effettuate dagli operatori impiegati, vengono recuperati metalli come rame, ottone, bronzo, stagno), plastiche, gomma, schede elettroniche, hard disk, processori e alimentatori.

ImpiantoRAEE a Bollate

Si tratta di un progetto importante, sostenuto da Regione Lombardia che ha finanziato con due milioni di euro la realizzazione del capannone in cui si svolge il lavoro, mentre per la gestione delle attività è stata costituita la società LaboRAEE, controllata da Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali) del Gruppo A2A. L’impianto di trattamento può contare su due partnership che assicurano buoni volumi di conferimento. LaboRAEE, infatti, ha stretto un accordo biennale con Ecodom, uno dei principali consorzi della filera di raccolta e trattamento RAEE, per il conferimento in due anni di circa 1.300 tonnellate di lavatrici, lavastoviglie e forni da incasso. Mentre il contratto triennale con Syndial, società del Gruppo Eni, prevede il conferimento di circa 1.300 tonnellate di RAEE, in prevalenza personal computer, server e periferiche dismessi dal Gruppo. All’inaugurazione dell'impianto erano presenti il direttore aggiunto della Casa di Reclusione Milano Bollate Cosima Buccoliero, il direttore del Provveditorato per la Regione Lombardia dell’Amministrazione Penitenziaria Pietro Buffa, l’amministratore delegato di A2A Valerio Camerano, l’assessore Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaelle Cattaneo e l’assessore Mobilità e Ambiente del Comune di Milano Marco Granelli, i vertici di Syndial, società ambientale di Eni.

La II Casa di Reclusione di Milano-Bollate - ospita circa 1200 detenuti - si è distinta fin da subito per la sua vocazione a un trattamento “volto alla graduale inclusione sociale dei detenuti”, con un modello gestionale che si fonda sulla responsabilizzazione dei reclusi, una vigilanza dinamica e integrata fra gli operatori, una forte integrazione con il territorio. Ne è testimonianza L’ultimo esempio è, appunto, l’impianto di trattamento appena inaugurato.