Domenica, 25 Settembre 2022 21:41

Giornata internazionale del caffè: un mondo dentro la tazzina

Il 1° di ottobre si celebra la bevanda aromatica amata in tutto il mondo. È un’occasione per saperne di più: come si produce, come si consuma e soprattutto: fa bene o fa male?

Ogni giorno nel mondo si bevono oltre tre miliardi di tazze di caffè. Gli italiani, raffinati estimatori, preferiscono l’espresso e ne consumano mediamente circa due tazzine a testa: il caffè è la seconda bevanda più consumata al mondo. La Giornata internazionale del caffè è stata indetta per celebrare questo successo, ma è anche una buona occasione per accendere i riflettori sul lavoro - e il mondo - che ci permette di gustare il pregiato oro in tazza. La ricorrenza, che dal 2014 cade il 1° ottobre di ogni anno, è promossa dall’ International Coffee Organization (ICO), riunendo i maggiori paesi esportatori e importatori, rappresenta il 98% della produzione e il 67% del consumo globali. L’organizzazione, attraverso la cooperazione internazionale, incoraggia efficaci partnership tra i governi, l'industria del caffè, la società civile e i coltivatori di caffè, con l'obiettivo prioritario di costruire una filiera sostenibile e resiliente, che sia fonte di prosperità per tutte le comunità di coltivatori nel mondo. La Giornata internazionale del caffè 2022 è dedicata all’economia circolare del caffè, nella convinzione che trasformare i rifiuti di questa particolare filiera in nuovi prodotti e risorse energetiche alternative possa creare importanti opportunità di lavoro e di reddito, con una riduzione di costi di produzione. L’organizzazione mondiale è convinta, infatti, che "soluzioni innovative e circolari per la catena del valore globale del caffè promuoveranno la sostenibilità economica, sociale e ambientale dal seme alla tazza, dai coltivatori ai baristi e dai produttori ai consumatori. ‘Business as usual’ non è una strategia sufficiente per garantire la sostenibilità economica a lungo termine del settore del caffè. Serve invece un cambiamento sistemico”.

raccolta CAFFe

Chi coltiva il caffè
Il caffè cresce nelle fasce climatiche tropicali e subtropicali, la pianta arriva a piena produzione dopo cinque - otto anni di coltivazione, indicativamente il ciclo produttivo dura 15 anni e si esaurisce dopo trenta. Esistono circa un centinaio di specie di caffè, ma sono due le varietà più note e vendute: l’arabica (Coffea Arabica) e la robusta (coffea Canephora). Le tecniche di coltivazione dipendono dalle aree di produzione, tradizionalmente il caffè viene coltivato in piccoli appezzamenti di terreno da piccoli coltivatori, esposti al rischio di raccolti fortemente condizionati da fattori climatici. Per questi mllioni di piccoli agricoltori disseminati tra America centrale e meridionale, Africa, Asia e Oceania, il caffè è l’unica fonte di reddito, incerta per vicende meteorologiche e per l’andamento dei prezzi del mercato internazionale.

Gli Italiani e il caffè: la moka perde terreno
Un piacere della vita, fonte di energia, momento conviviale, occasione per una pausa, rito irrinunciabile: il caffè è sempre un simbolo dell’Italianità, lo conferma una ricerca condotta da AstraRicerche per il Consorzio Promozione Caffè, che riunisce le principali aziende italiane di produzione e commercializzazione di caffè. Ben il 97% degli intervistati, infatti, afferma di bere caffè o bevande a base di caffè; di questi, il 54% ne consuma tre o più tazzine al giorno (+2% rispetto al 2020). La casa è sul podio dei luoghi di consumo: su 100 caffè, 57 sono consumati tra le mura domestiche, proprie o di amici e parenti. Cambia però il modo di prepararlo: viene lentamente abbandonata la moka (31,5%, in calo del 5,7% rispetto al 2020) in favore delle macchine da caffè domestiche in capsule o cialde (43%, +3,6% rispetto al 2020). Le ragioni di questo cambiamento sono principalmente la comodità di preparazione (77%), l’ottimo gusto (62%) e un italiano su due valuta giusto il rapporto qualità-prezzo.

Il caffè fa bene o male?
Gli amanti della bevanda - i cosiddetti coffee lovers - possono stare tranquilli: nelle giuste quantità il caffè fa bene. Lo afferma una fonte autorevole come l’Istituto Superiore di Sanità. Bere fino a tre/quattro tazzine di caffè espresso al giorno, per un totale di 400 milligrammi circa di caffeina, si ritiene non comporti danni alla salute nelle persone adulte e sane. Il merito è della caffeina, che agisce sul sistema nervoso, cardiovascolare ed endocrino. Tutti abbiamo sperimentato le qualità energizzanti del caffè ‘per stare svegli’: la caffeina si distribuisce in tutti i tessuti del corpo, i suoi effetti si manifestano dopo 15-30 minuti dall’assunzione e durano diverse ore. Per questa sua caratteristica il caffè è considerato un tonico e un alleato contro la stanchezza. Ricerche recenti suggeriscono benefici effetti del caffè sulla salute, in particolare:
- aumenta la resistenza al sonno
- diminuisce il senso di affaticamento
- stimola la concentrazione
- aumenta le prestazioni fisiche e mentali
- migliora l’umore
- attenua i disturbi della memoria.

È bene precisare, però, che la caffeina non agisce su tutte le persone allo stesso modo. Anche se il suo consumo moderato è ritenuto sicuro, in individui non abituati a bere caffè possono comparire alcuni effetti indesiderati anche con dosaggi bassi. Le donne in gravidanza e in allattamento dovrebbero ridurre della metà la quantità di caffè che abitualmente consumano, senza superare i 200 milligrammi al giorno di caffeina: la sostanza è in grado di attraversare la placenta e può passare anche nel latte materno. La quantità di caffeina indicata (circa 400 milligrammi) è il totale giornaliero consigliato; chi ha l’abitudine di consumare alimenti e bevande come tè, cioccolato, energy-drink, deve tenere presente che contengono caffeina, che si aggiunge a quella dei caffè giornalieri: il rischio è  assumerne quantità eccessive rispetto alla dose consigliata, quasi senza rendersi conto.(l.c.)