Lunedì, 06 Agosto 2018 10:37

Vado al bar "plastic free"

Cannucce di bamboo, bicchieri di plastica lavabile, sono alcune delle soluzioni per ridurre il consumo di plastiche monouso e imballaggi nei locali pubblici.

D’estate in particolare ricorrere a piatti e bicchieri usa e getta può essere una grande comodità che, però, ci ritorna come un boomerang dritta in faccia. Perché, lo sappiamo, insieme agli imballaggi, gli oggetti monouso primeggiano nell’inquinare l’ambiente. Se un privato non ha scuse per evitarne l’utilizzo, per bar o caffetterie fare a meno del bicchiere di plastica sembrava un traguardo più difficile. Bello, pertanto, scoprire locali che, invece, hanno adottato soluzioni “plastic free”.

Alcuni esempi virtuosi
I risultati di una indagine svolta recentemente da Greenpeace sono incoraggianti. Su 162 bar intervistati in 10 città italiane (Bari, Bologna, Firenze, Udine, Napoli, Milano, Palermo, Torino, Pisa, Padova) il 95% non usa piatti monouso né in plastica né in altro materiale. La maggior parte (77%) usa agitatori per cocktail in metallo, più della metà (58%) non usa posate monouso, mentre il 13% usa cannucce in metallo lavabili e riutilizzabili. L’ indagine cita per nome e cognome alcuni esempi di locali virtuosi: “Lortica” di Bologna sceglie per i propri acquisti alimenti sfusi, riducendo allo stretto indispensabile i rifiuti da packaging, qualunque essi siano. L’Ex Asilo Filangieri di Napoli usa bicchieri da birra in plastica lavabile e riutilizzabile, il cliente lascia una cauzione di 50 centesimi che gli viene restituita alla consegna del bicchiere. A Palermo, il Sabir usa cannucce di rame.

Ridurre l’uso di plastica a monte
Sempre secondo Greenpeace, una diffusa criticità fra tutti gli intervistati riguarda l’acqua in bottiglia. Solo il 15% adotta per questa bevanda universale imballaggi alternativi alla plastica, perché, spiega l’associazione, le aziende produttrici - acqua in bottiglia, appunto - forniscono al mercato poche alternative alla ormai tradizionale contenitore in pet. Secondo Greenpeace, “è impossibile salvare i mari dalla plastica” senza che la grande industria alimentare e delle bevande riduca l’impiego di imponenti volumi di contenitori e imballaggi di plastica monouso.