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Sabato, 04 Luglio 2020 09:10

Mettere in sicurezza i dati del tuo smartphone? Si può

L’esplosione del numero di utenti del web ha fatto crescere anche le frodi informatiche. Ma qualche app può correre in nostro aiuto.

L'abbassamento dei prezzi medi di tablet e telefonini e altri fattori, a cominciare dall’emergenza sanitaria, hanno avvicinato a internet una fascia di utenti che fino a poco tempo fa ne sarebbe stata alla larga, per insicurezza o scarsa fiducia. Proprio questa ondata di nuovi utenti del web e dei dispositivi informatici ha però attirato le attenzioni di chi, in questo mondo, ci campa da una vita. Le truffe online sono cresciute a dismisura nel periodo di pandemia dovuta al Covid-19. "Registriamo un incremento della criminalità informatica in questa situazione di fragilità psicologica”: a parlare è Nunzia Ciardi, direttore del Servizio polizia postale, a proposito dell'esplosione di denunce dovute a raggiri informatici.

“Se vediamo arrivare una mail da un medico o una comunicazione urgente relativa allo stato di allerta del Coronavirus, è facile essere tratti in inganno anche se non si è degli sprovveduti, basta un attimo di distrazione” aggiunge Ciardi. Gli esempi di furti di dati sono praticamente infiniti: si parte dalla finta mappa della diffusione del Coronavirus nel mondo che nasconde un insidioso malware; si prosegue con email provenienti da falsi centri medici che, con il pretesto di fornire aggiornamenti sulla diffusione dell’emergenza, invitano ad aprire un allegato contenente un virus informatico. Questi file contengono un malware che consente all'hacker di assumere il totale controllo del nostro PC o telefonino e poterlo usare per attacchi informatici di vario tipo contro altre persone, a nostra totale insaputa.

Come migliorare la sicurezza del proprio telefono o tablet? Esistono innanzitutto delle app che monitorano costantemente link, url, allegati e file scambiati dal nostro dispositivo, avvisandoci in tempo reale se quello che stiamo visualizzando sia potenzialmente dannoso oppure no. Le migliori sul mercato sono quelle distribuite dai “giganti” degli antivirus: Norton e Kaspersky. Se invece volete un buon compromesso gratuito scaricate AVG, il programma free più usato al mondo per questo scopo.


Ultimamente i big della telefonia tengono molto al tema sicurezza dei dati e incorporano nei propri smartphone dei sistemi di sicurezza abbastanza avanzati. Apple prima di tutti ha costruito un impero sulla privacy, a tutti i costi. Vi basti ricordare che l'azienda di Cupertino si rifiutò di violare un dispositivo di un suo cliente dopo che questi era stato accusato di essere l'esecutore della strage di Boston, pochi anni fa. L'elevato grado di sicurezza dei suoi telefoni è però, a volte, anche un ostacolo per tutti gli utenti alle prime armi. Codici, password e impronte digitali sono spesso difficili da ricordare e gestire, quindi un nostro errore potrebbe farci perdere il dispositivo per sempre in caso le combinazioni di accesso andassero perse.


I propri dati personali sono conservati all'interno della memoria del telefono in modo non criptato, ovvero liberamente leggibili. Sarà quindi nostra premura “chiudere” con un lucchetto il telefono stesso per impedirne l’accesso. Esistono vari modi di bloccare una terza persona: inserire una password per lo sblocco, un codice numerico, l'impronta digitale oppure la scansione biometrica del volto. Ognuno di questi sistemi è complementare e sicuro al 100%, ma vi consigliamo di utilizzarne almeno due nel caso uno smetta di funzionare. E' infatti possibile che il chip che gestisce l'impronta digitale si possa rompere, oppure che l'intelligenza artificiale non vi riconosca più dopo un brusco cambio di look.


Esistono delle app per la sicurezza che funzionano in automatico, ad esempio “Trova il mio Iphone” su Apple e il relativo “Trova il mio telefono” per Android. In caso dovessimo perdere il nostro telefono, da un qualsiasi altro dispositivo (PC o tablet) è possibile individuarne la posizione tramite segnale GPS, spegnerlo o eliminare tutti i dati personali da remoto. Una app che ci sentiamo di consigliarvi è Cerberus, tramite la quale è possibile avere i dati di un eventuale ladro che inserisca la sua Sim telefonica nel nostro telefono e contemporaneamente impedisce la disattivazione di internet in caso di furto, rendendo il telefonino facilmente reperibile grazie ad allarmi audio-video e mappatura GPS in tempo reale. Nei casi più disperati è possibile anche resettare i nostri dati personali da remoto, in modo che non finiscano in mani sbagliate.

Ma la domanda che in molti si pongono è: come è possibile salvaguardare la propria privacy su uno smartphone che sa tutto di noi? Il vero “problema” non è tanto l'hardware bensì il software installato, a partire dalle app e dai social network. Facebook, Instagram, whatsapp, altro non sono che grandi contenitori di dati che memorizzano ogni nostra scelta, preferenza e informazione per poterle utilizzare a scopo di profilazione e quindi pubblicitario. La nostra privacy in questo caso non è compromessa perché decidiamo noi quali informazioni fornire. La questione è piuttosto essere consapevoli che qualsiasi cosa scriviamo, leggiamo o pubblichiamo verrà salvata in una nostra “banca dati virtuale” che servirà a chi paga la pubblicità per mirarci in modo più preciso ed efficiente.


Ad oggi avere una completa privacy su internet è una chimera, ma d'altra parte non è nemmeno ipotizzabile un futuro fatto di due passi indietro, tornando all'epoca dei telefoni a tasti senza connessione internet. La terza fase, quella più difficile che ci aspetta d'ora in poi, sarà quella della consapevolezza e della sicurezza. (c.c.)