Martedì, 14 Marzo 2017 00:00

Privacy. Che?

Giocattoli tecnologici che interagiscono con i nostri figli. E con facilit? possono spiare tutta la famiglia
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Beh, lo sapevamo già, la tecnologia del """"tutto connesso"""" migliora la qualità della vita. Con riserva sul prezzo da pagare, e la consapevolezza che la indubbia comodità del nuovo mondo si porta appresso - almeno per quel che sappiamo - spioni a tradimento, notizie fasulle e bufale di ogni genere. 

 

 

Smart toys: leggere attentamente le istruzioni 

Bambole e piccoli robot con cui giocare, raccontano storie, riconoscono voci, insomma si rapportano ai piccini come se fossero umani - o umanoidi. E registrano, raccolgono informazioni e dati che vengono convogliati in server lungo la catena tecnologica delle cose connesse. Noi, genitori normali, magari anche digitalmente poco alfabetizzati, nella nostra beata ignoranza partecipiamo al gioco, onestamente accattivante, scarichiamo la relativa applicazione sul nostro smartphone senza troppe preoccupazioni. E invece qualche pensiero dovremmo averlo. 

 

 

Cayla spiona

Non ancora sul mercato italiano - ma online sì - la bambola Cayla ha un microfono bluetooth e conversa con i bambini: ascolta le domande dei piccoli e, tramite Wi-Fi, spedisce la voce a un'azienda che la traduce in testo e avvia una ricerca online. La risposta viene così elaborata e fornita ai bambini. Bene, peccato che il tutto venga fatto senza le necessarie garanzie di protezioni sia di conservazione dei dati, sia di sistema, tanto che,  secondo quanto riportato da molti quotidiani, l’Agenzia federale tedesca per le Reti di Telecomunicazione ha reputato che  la vulnerabilità del sistema consentirebbe facilmente a qualsiasi estraneo di ascoltare le conversazioni e addirittura inserirsi nel discorso sostituendosi alle bambole, per parlare direttamente con i bimbi.

 

Uno scenario agghiacciante, in Germania anche illegale, tanto che l’Ente governativo ha consigliato ai genitori di spegnere Cayla, togliendo le batterie. Genitori avvisati, mezzi salvati: oltre alla sicurezza dei propri piccini evitano di incorrere in grane legali. Per la Giustizia tedesca, infatti, Cayla potrebbe essere considerata “strumento illegale di spionaggio” con pene fino a due anni di detenzione anche per chi la ospita in casa.

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