Martedì, 30 Maggio 2017 00:00

Restart Project, una seconda vita per tutti (gli oggetti)

Arrivano i restarter, promuovono il recupero e il riuso dei prodotti tecnologici. Come? Riparandoli
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L’idea di riparare e riutilizzare era di comune buon senso fino a non molto tempo fa. Almeno fino a quando sono arrivati sul mercato prodotti che rendono la riparazione meno conveniente del nuovo acquisto. E quindi si compra e si butta, con tutto quel che ne  consegue, quello tecnologico è il rifiuto che globalmente cresce più di tutti, è fra i più impattanti per l’ambiente e  fra i più complessi da smaltire. Oggi, parallelamente al business del “ricondizionamento” dei prodotti tecnologici, arrivano i restarter, volontari della riparazione che intervengono sui nostri dispositivi e tentano il salvataggio prima di dichiarare l’oggetto definitivamente da buttare. Lo fanno gratis.

 

 

Restart Party

 Tutto è partito da Londra, dove nel 2012 è stato organizzato il primo party. Oggi ci sono gruppi di restarter che organizzano eventi a Firenze, Langhe-Roero, Milano, Torino.  E che si fa al party? Si accede gratuitamente nel locale dove proprietari sconsolati di prodotti “lenti o guasti” incontrano i riparatori, persone che hanno competenze tecnologiche volontariamente messe a disposizione per il salvataggio dei dispositivi, al grido di  “prima di buttare prova a riparare”.  I tecnici non solo riparano, ma anche - se possibile -""""insegnano"""" ai proprietari dell'apparecchio malato a risolvere il problema, o a migliorare la tecnica di utilizzo. 

 

 

 

Andare oltre la “throw away economy”

Alternativi all’economia “usa e getta”, per i restarter la questione non è solo  il semplice risparmio economico o ambientale. E’ riportare a un  giusto equilibrio il rapporto fra utente e apparecchio tecnologico, perché sia chiaro: siamo noi a usare le tecnologie e non viceversa.

Per questo la dimensione social è un aspetto importante del progetto, così possono essere diffuse e condivise idee e concetti educativi, una “etica dell’ apparecchio tecnologico ”,  oltre a suggerimenti e “dritte” per risolvere problemi e piccoli guasti.

 

 

Restart Project , l’origine

L’associazione no profit, in Inghilterra le chiamano “Charity” nasce a Londra, con il primo party nel 2012 e la costituzione formale  dell’impresa sociale nel 2013.  Si definisce un’impresa sociale e un movimento con l’obiettivo di  incoraggiare e insegnare alle persone un corretto uso dei propri prodotti elettronici per una più lunga durata.  L’obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti tecnologici. In tre anni di attività - dal 2012 al 2015 - sono stati organizzati 85 party durante i quali sono stati “risparmiati” 1270 chilogrammi di rifiuti tecnologici, pari a 25.8 tonnellate di C02.

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