Lunedì, 10 Luglio 2017 00:00

I consumatori visti dai commessi: ecco il Negoziatore

Li vediamo entrare in negozio in ogni periodo dell'anno, ad ogni ora, con "problemi irrisolvibili" che noi, gente comune, nemmeno ci immagineremmo. Sono "di fretta", ansiosi spesso senza alcuna (reale) motivazione e tendenzialmente stressati. Sono i consumatori! Croce e delizia delle nostre giornate. Con questo post iniziamo un viaggio tra i loro profili, esagerando volutamente, e graffiando con un pizzico di ironia.

Li vediamo entrare in negozio in ogni periodo dell'anno, ad ogni ora, con "problemi irrisolvibili" che noi, gente comune, nemmeno ci immagineremmo. Sono "di fretta", ansiosi spesso senza alcuna (reale) motivazione e tendenzialmente stressati. Sono i consumatori! Croce e delizia delle nostre giornate. Con questo post iniziamo un viaggio tra i loro profili, esagerando volutamente, e graffiando con un pizzico di ironia.

 

Il Negoziatore. Un classico, quel cliente che non manca mai, pronto a tirare sul prezzo come se fosse al mercato. Alla costante, spasmodica ricerca dello sconto. Non tanto per il valore reale dello stesso (molto spesso insignificante), quanto per il piacere, la goduria che deriva dalla trattativa in sé. 

Proviamo a tracciare l'identikit del Negoziatore medio. Uomo. Nella maggior parte dei casi ci troveremo di fronte ad un soggetto maschile, eccezion fatta per quelle signore di una certa età che sperano di fare breccia trattandoti come il loro nipotino. Uomo, quindi. Tendenzialmente di mezza età, anche perché l'arte di negoziare necessita di una certa esperienza che lo sbarbato di turno difficilmente possiede.

Il primo distinguo arriva "dall'estrazione sociale" del soggetto. Possiamo infatti trovarci di fronte all'uomo di paese, quello che ad un dialetto stretto (qualunque sia la sua provenienza geografica), mischia anche qualche concetto in un italiano più o meno corretto. Di contro, dall'altra parte, abbiamo il manager, o presunto tale. Camicia slacciata, chiaro segno di stacco da una giornata evidentemente impegnativa, lessico strutturato ed ottima preparazione matematica: questi i suoi tratti distintivi.

Da queste due tipologie poi, prendono vita i seguenti tre "livelli".

Livello I. Il più basso: potremmo definirlo il principiante. È colui che ci prova, ma senza molta convinzione. La butta lì, ti chiede lo sconto quasi perché costretto dalle circostanze, come ad esempio un prodotto esposto. Che poi, quel frigo con la porta ammaccata, resta tale e quale, anche se lo paghi 50€ in meno, o no? Si tratta del Negoziatore meno problematico da gestire. Si liquida in fretta.

Livello II. L'intermedio, colui con il quale bisogna "sudarsela". Potremmo definirlo un procuratore. Sì, perché non solo ci prova, ma cerca anche di inserire delle vere e proprie clausole nell'acquisto: "L'aspirapolvere in omaggio non mi serve, mi dà una stampante?" Oppure: "Non mi fa lo sconto, allora il trasporto gratis?". Con lui la vita é più difficile, lo scontro è abbastanza duro, ma con tenacia e convinzione se ne può uscire vincitori.

Livello III. Il massimo, il professionista. Lui non ci prova, ci riesce! Come il procuratore, è solito inserire clausole fantasiose all'interno della trattativa, ma non si ferma qui. Con la sua solida esperienza, cerca di metterla sul piano morale, facendoti capire di come nel punto vendita accanto lo abbiano trattato meglio, molto meglio (e la domanda che sorge spontanea è: beh, che ci fai ancora qui?). Poi snocciola dati, percentuali, addirittura prefigura i margini di guadagno che il negozio avrebbe nonostante quel piccolo sconto che lui chiede. La trattativa è estenuante, dura, lunga, e quando sembra finita, quando pensi di aver portato a casa il match, ecco il colpo del ko. Lui vuole parlare con il Responsabile, quella figura mitologica che tutto può. Allora tu fai finta di stare al telefono, oppure fai quattro giri del negozio, cercando di seminarlo, ma è impossibile. Sa già, e non si capisce come faccia, dov'è il Direttore, e riesce ad entrare in contatto con lui. A quel punto è finita. Lo sconto arriverà, è matematico, e tu avrai perso. Game over!

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