Domenica, 23 Luglio 2017 00:00

Commessi: ma anche magazzinieri, nerd, psicologi e tanto altro (con la stessa paga)

Li chiamano commessi, o meglio ancora Addetti Vendita. Addirittura, e sono quelli più bravi, c'è chi si spinge fino a Sales Assistant. Ma chi sono? Semplici persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, che indossano polo colorate, e non importa che siano rosse, arancioni, blu o azzurre. Addetti Vendita. Peccato che a volte il loro obiettivo primario, la loro mission, la vendita per l'appunto, diventi l'ultimo pensiero della giornata: un vero e proprio peso. 

Li chiamano commessi, o meglio ancora Addetti Vendita. Addirittura, e sono quelli più bravi, c'è chi si spinge fino a Sales Assistant. Ma chi sono? Semplici persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, che indossano polo colorate, e non importa che siano rosse, arancioni, blu o azzurre. Addetti Vendita. Peccato che a volte il loro obiettivo primario, la loro mission, la vendita per l'appunto, diventi l'ultimo pensiero della giornata: un vero e proprio peso. 

 

Addetti Vendita che, con il passare delle ore, assumono le sembianze del Responsabile (senza averne la qualifica, né tantomeno la retribuzione), del magazziniere, del cassiere, dell'addetto ai finanziamenti, del nerd informatico nonché dell'arredatore di interni, esperto nell'installazione di quel costosissimo piano cottura. Tutto nel nome di una insensata ed utopica multisettorialità. Ma non solo. No, perché i nostri eroi sono anche dei matematici, dei mediatori, soprattutto degli psicologi. Devono affrontare un cliente che "ha sempre ragione", ma che soprattutto "vuole sempre avere ragione", e devono farlo con il sorriso sulle labbra: non vorrai mica passare per quello scorbutico, antipatico e che "non ha voglia di lavorare", vero!?

 

Ma, nello specifico, quali sono gli ostacoli da affrontare? La giornata tipo inizia alle 9 (se non prima) e tendenzialmente finisce alle 20 (se non dopo). Dal lunedì alla domenica. Sette giorni su sette, festivi inclusi. Dieci, undici, anche dodici ore inframmezzate da pause più o meno lunghe, fino alle due ore e mezza. Ore durante le quali c'è la necessità di coprire uno, due, anche tre reparti a causa della mancanza di personale, delle ferie, delle malattie e della solidarietà. Il che costringe l'addetto vendita a rimbalzare da una parte all'altra del negozio.

 

Conclusa una vendita, mentre c'è quel cliente in coda che ti guarda con l'aria insofferente, stufo di aspettare (nemmeno avesse da fare chissà che cosa nell'immediato futuro...), c'è da rispondere al telefono e preparare i documenti per il finanziamento, ma non prima di aver consegnato la lavastoviglie in magazzino. E le promozioni? Decine di cartelli da stampare, testate e lineari da preparare, prezzi da cambiare. I prezzi, appunto. Quei 90 centesimi di differenza tra il prezzo esposto e quello reale diventeranno oggetto di vere e proprie interrogazioni parlamentari, dibattiti accesi con richieste di interventi da parte di avvocati ed associazioni dei consumatori.

 

E poi capita che ti prendi una pausa. Un caffè, una sigaretta, un bisogno fisiologico. Ed è proprio in quel momento che arriva il cliente, quello che "vuole sempre avere ragione". Non ti troverà, andrà a lamentarsi in Direzione, e quando tornerai in reparto ti assalirà, quasi furioso per aver atteso cinque, interminabili minuti. E questo succede anche la domenica e nei festivi. Giorni durante i quali la paga "si impenna", ed il bonifico di fine mese potrà contare su quei (decisivi) trenta euro scarsi in più. Questa è la vita dell'Addetto Vendita che sì, a volte è svogliato, demotivato e pure antipatico. Ma forse, non tutto dipende da lui. Aprite gli occhi gente, aprite gli occhi. (Nathan)

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