Domenica, 09 Settembre 2018 10:38

La shopping experience che dimentica l’addetto vendita

I negozi, per combattere l'online, si stanno lentamente trasformando in un "online 2.0", dove basta un "QR code" per ottenere tutte le risposte. E il fattore umano?

Nel disperato tentativo di restare a galla, di sopravvivere, le piccole e grandi catene della distribuzione, le provano un po' tutte. Ovviamente, lo fanno cercando di stupire ed affascinare il cliente e per questo, spesso e volentieri, sfoggiano terminologie inglesi e paroloni roboanti. Ultimamente è molto in voga il "restyling"; i negozi "si rifanno il look", perché è molto meglio che ammettere che quei vecchi ed obsoleti punti vendita non hanno più ragione di esistere...

Ed un ottimo restyling non può prescindere dall'attenersi scrupolosamente ad un ben preciso "layout" (oppure "format", fate voi) studiato a tavolino da esperti del settore. Esso prevede un'organizzazione maniacale di ogni centimetro quadrato di superficie (almeno sulla carta...); e da esso ne scaturiscono corsie progettate al dettaglio dove ogni prodotto ha il suo posto all'interno di un "display" predefinito, seguendo le linee guida di un determinato planogramma (toh, una parola in italiano!).

Ok, traduco. Il primo passo, solitamente, è quello di sradicare quella vecchia e odorosa moquette e sostituirla con nuovi e puliti piastrelloni bianchi. In seguito si riposizionano le varie gondole cercando di organizzare al meglio gli spazi ed aggiungendo sulle pareti determinati "claim" (questa non ve l'aspettavate, eh) che richiamano l'attenzione del cliente. I risultati? Dal punto di vista estetico si possono fare poche osservazioni, perché i negozi cambiano effettivamente faccia: molto più ordine, molta più linearità. Ma avete provato ad andare più nel dettaglio?

Pulizia ed ordine si trasformano (spesso) in ambienti asettici, quasi ospedalieri; quei numeretti sugli scaffali che richiamano il prodotto esposto poi, sanno tanto di catalogo. Il mantra che ripetono i Manager è quello di regalare al cliente una nuova ed avvolgente "shopping experience" (giuro, non lo faccio più), ma è questa la strada giusta?

Tornate a casa, sedetevi alla vostra scrivania, davanti al computer, e navigate all'interno di uno dei siti di queste grosse aziende. Dal menù a tendina potete scorrere le tipologie ed i prodotti che state ricercando e anche qui sono catalogati con dei numeretti. A guardar bene, sui vostri monitor brillano molti più colori che in negozio e poi avete tutte le informazioni tecniche che vi servono, senza il bisogno di dover chiedere a qualcuno.

Già, chiedere, ma a chi?? Purtroppo infatti, l'ultimo ingrediente della famosa "shopping experience" è proprio colui che dovrebbe essere in cima alla lista: l'addetto vendita! I negozi, per combattere l'online, si stanno lentamente trasformando in un "online 2.0", dove basta un "QR code" per ottenere tutte le risposte. E il fattore umano? L'addetto vendita, sempre meno presente all'interno dei negozi, si sta trasformando in colui che semplicemente carica la merce e questo perché (fortunatamente) i prodotti non si possono ancora esporre da soli.

Ma è proprio di questo che abbiamo bisogno? Una ristrutturazione, una montagna di promozioni, un netto e deciso taglio alla spesa più grande (il personale) ed un ricarico di lavoro su coloro che restano e che devono sobbarcarsi il lavoro di altri, spesso senza una adeguata formazione. Et voilà. Con un colpo di bacchetta magica i fatturati torneranno a salire.... Ne siamo (siete) veramente sicuri?

Altro in questa categoria: « Il colloquio di lavoro

Commenti (0)

There are no comments posted here yet

Invia un commento

Posting comment as a guest.
0 Characters
Allegati (0 / 3)
Share Your Location