Venerdì, 26 Ottobre 2018 11:58

L’azienda perfetta è fatta così (e non è solo un sogno)

Cari manager, guardate oltre il vostro e nostro orticello.

Pensiamo per un attimo, solo per un attimo, di poterci immergere all'interno di un contesto di lavoro assolutamente perfetto. Ok, diciamo quasi perfetto, perché la variabile impazzita del cliente (a volte impazzito pure lui...), non si può proprio eliminare.

E se... la nostra azienda, molto prosaicamente, ci pagasse il giusto? Non poco, non troppo, diciamo ciò che basta per valorizzare il nostro lavoro. Affiancando poi, allo stipendio dei premi tanto sostanziosi, quanto effettivamente raggiungibili. Niente di impossibile, obiettivi "alla portata" che generano ulteriori stimoli all'interno della giornata lavorativa.

E se... oltre ad una retribuzione adeguata, quella stessa azienda ci fornisse (udite, udite!) tutto ciò che serve per affrontare il nostro lavoro? Mezzi, supporto logistico, strumenti tecnologici. Mai più fogli buttati qua e là, ma finalmente gestionali in grado di tener traccia di quel prodotto, o di quel cliente, in maniera chiara, semplice, veloce. Programmi sicuramente perfettibili e quindi, proprio per questo motivo, costantemente aggiornati da team dedicati, pronti ad ascoltare ogni possibile suggerimento che arrivi dal basso.

E se... questa azienda continuasse a crescere nei numeri e nelle dimensioni, anno dopo anno? Fatturati in costante ascesa, una parte dirigenziale capace di impostare le giuste strategie commerciali, senza fare mai il passo più lungo della gamba, non cedendo alla ormai sempre più dilagante moda del "prezzo basso a tutti i costi", superando di slancio anche gli inevitabili passi falsi.

E se... organizzasse, periodicamente, degli incontri (o meeting, che fa più moderno...)? Incontri a livello regionale, nazionale. Incontri all'interno dei quali si parte dal "macro" per arrivare al "micro", si analizza il contesto generale senza dimenticarsi delle situazioni specifiche. Incontri dove la magnificazione dei grandi numeri non è il fine, ma solamente il mezzo; dove le domande poste dal dipendente diventano il centro del problema, non solamente un'inutile perdita di tempo.

E se... ci accorgessimo poi che dietro a quei manager in giacca e cravatta si nascondessero anche Uomini e Donne (volutamente in maiuscolo)? Persone che, smessi i panni del leader, sono i primi a concedersi un buon bicchiere di vino, una chiacchiera, una risata. Persone pronte a dare una mano all'ultimo arrivato, senza trattarlo come il servo di turno; responsabilizzandolo ma, al tempo stesso, proteggendolo e formandolo.

E se vi dicessi che tutto questo esiste?

Davvero, esiste! Si tratta di aziende solide, solidissime. Veri e propri riferimenti per il proprio mercato, che danno il giusto spazio al materiale umano a disposizione, mettendolo nelle condizioni ottimali per lavorare. Aziende dove lo stress e le ansie vengono lasciate fuori dalla porta. Ecco, allora sarebbe bene evitare di correre dietro a modelli irraggiungibili, di farsi abbagliare da fatturati scintillanti che nascondono brutture indicibili. Cari manager, se solo iniziaste a guardarvi intorno seriamente, a mettere veramente il naso fuori dal vostro/nostro orticello, potreste finalmente vedere che là fuori, in fondo, non è proprio tutto da buttare!

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