Giovedì, 22 Luglio 2021 08:09

Quando a "tradirti" è il tuo migliore amico. Che compra dalla concorrenza

Gli si era rotta la lavastoviglie. Consigli, tempo perso, consegna immediata (da parte mia). Nulla da fare. Per trenta denari.

Capita spesso che amici, parenti o conoscenti mi chiedano prezzi e consigli su prodotti per sapere se “passarmi a trovare” o andare altrove. Quasi sempre fornisco con piacere ogni genere di informazioni, apprezzando il fatto che si rivolgano a me in prima battuta. Di solito, però, dopo un paio di scambi su WhatsApp, la mia pazienza si esaurisce e inizio a rispondere a monosillabi. Quando a contattarti è il tuo migliore amico di infanzia, tuttavia, le cose cambiano.

È successo circa due settimane fa. Durante il mio turno di lavoro, ho ricevuto un messaggio inaspettato dal mio carissimo amico che mi ha fatto allarmare: “Posso chiamarti?”. Pensando subito al peggio, mi sono precipitato a richiamarlo, salvo poi scoprire che l’emergenza consisteva in una lavastoviglie guasta. Essendo una di quelle amicizie con la “A” maiuscola, di quando avevi 11 anni e saresti disposto a buttarti nel fuoco per il tuo compagno di giochi, ci ho riso sopra e ho cercato di prendermi a cuore il suo “problema”.

Dopo qualche proposta di prodotto all’insegna di un ottimo rapporto qualità/prezzo, parliamo della consegna, che avrei cercato di effettuare già il giorno successivo, cioè sabato, senza alcun sovrapprezzo. “Non puoi questa sera? Nel week-end siamo fuori”. Per un amico questo e altro, penso, e gli propongo di anticipare il pagamento di tasca mia, caricarmi la lavastoviglie in macchina e portargliela la sera stessa.

Trascorrono ore di silenzio. Io proseguo nella mia giornata lavorativa pensando a come scusarmi con mia moglie per la deviazione che dovrò fare prima di rientrare a casa. Quando si avvicina la fine del turno, ricevo un paio di foto di lavastoviglie scattate in negozi della concorrenza: “Che ne pensi di queste?”. Lì inizia a vacillare la pluriennale amicizia, ma resto saldamente ancorato ai più dolci ricordi di infanzia e tengo duro. “Una può andare, l’altra nemmeno al mio peggior nemico”, digito velocemente sul cellulare.

Ancora alcuni minuti di suspense, poi vedo arrivare su WhatsApp alcuni screen-shot tratti da siti di e-commerce, uno dei quali – fortunatamente - è della catena per cui lavoro. Guardo il prezzo: è di qualche decina di euro sotto rispetto a quanto praticato in punto vendita. Preso dallo sconforto, e visto l’avvicinarsi dell’ora di uscita, gli rispondo che “ok, ti faccio lo stesso prezzo, però devo chiedere autorizzazione”.

Ma evidentemente il mio caro amico non è ancora convinto, perché non risponde. Decido quindi di infrangere le varie promesse di “amici per sempre” che solo due ragazzini in un noioso pomeriggio d’estate si possono fare, ed esco dal mio punto vendita senza acquistare nulla, alla volta di casa. Dopo qualche ora, mi arriva il suo messaggio “Alla fine l’ho presa on-line su XXX (concorrenza), mi arriva tra una settimana, ma era quella che mi hai consigliato tu e costava meno del vostro sito. Non volevo più disturbarti”.

Ora, il pensiero di non arrecarmi disturbo, di per sé, è pure carino, ma per me non era alcun disturbo aiutare un vecchio amico. Sarebbe anche stata una bella esperienza, di quelle che ogni volta che guardi quella lavastoviglie ti ricordi di quando l’hai comprata. Semmai il disturbo è stato quello di dovermi “appartare” ogni quarto d’ora del mio turno lavorativo per risponderti e darti una consulenza che, a quanto vedo, non ha fatto altro che portarti nelle “fauci del nemico” per acquistare online - in maniera asettica - un prodotto che potevo consegnarti a mano la sera stessa. E tutto questo per 30 euro di sconto.

A volte parenti e conoscenti si ricordano di noi solo quando hanno bisogno di qualcosa di “elettronico” e dopo aver risposto a un paio di domande spariscono nuovamente nel nulla fino al pranzo di Natale. Ma quando a “tradire” è il tuo migliore amico ci resti male. Per 30 denari poi. Perché molti si attaccano al prezzo fino all’ultimo centesimo, ignorando l’affidabilità e il servizio che il negozio fisico può offrire? Se persino gli amici approfittano dei miei consigli e del mio tempo per effettuare l’acquisto online dalla concorrenza, come posso fidarmi del cliente che non conosco nemmeno? E viceversa, se non si fida di me nemmeno il mio migliore amico, come può darmi fiducia chi non mi ha mai visto?

Capisco che questo mestiere sta diventando sempre più difficile, o forse sono io che la prendo troppo sul personale. Ormai è normale guardarsi intorno per risparmiare il più possibile, ma sono rimasto il solo a pensare che il vile denaro non potrà mai ripagare un rapporto umano?

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Vuoi farmi sapere cosa ne pensi su questo argomento? Scrivimi a nathan@biancoebruno.it

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Commenti (8)

  1. Roberta

Prurtroppo non esiste etica, il prezzo diventa interessante e il negozio fisico o l'amico o il fratello solo per avere delle conferme per qualità e prestazioni. siamo purtroppo i primi arteficiprima a rincorrere i volantini ,ora un...

Prurtroppo non esiste etica, il prezzo diventa interessante e il negozio fisico o l'amico o il fratello solo per avere delle conferme per qualità e prestazioni. siamo purtroppo i primi arteficiprima a rincorrere i volantini ,ora un elettrodomestico ha meno importanza di un letto di prosciutto.

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  1. Peppe

Mi succede ormai molte volte all'anno, esattamente come hai descritto. La mia risposta standard è "passa in negozio e ne parliamo" almeno mi guarda in faccia ? e se è il caso gli rispondo in maniera adeguata!

 
  1. Massimo

Caro collega, caro compagno, di lavoro, d'avventure e, talvolta, di disavventure... In questi mesi ricorre il quarantennale di un album musicale straordinario quale è "La voce del padrone" dell'immenso Franco Battiato. Continua...

 
  1. Massimo

E, guarda caso, proprio oggi pomeriggio, prima di leggere il tuo articolo, ascoltavo: "... siamo figli delle stelle, PRONIPOTI DI SUA MAESTÀ IL DENARO..." Ecco. IL DENARO. Al di sopra, al di là, al di fuori di ogni... etica, morale, valori,...

E, guarda caso, proprio oggi pomeriggio, prima di leggere il tuo articolo, ascoltavo: "... siamo figli delle stelle, PRONIPOTI DI SUA MAESTÀ IL DENARO..." Ecco. IL DENARO. Al di sopra, al di là, al di fuori di ogni... etica, morale, valori, sentimenti, affetti... Continua...

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  1. Massimo

Rispetto a quanto avrebbero pagato acquistando lo stesso articolo sull'e-commerce dell'azienda per cui lavorano e di cui ricevono un lauto stipendio!!! Inoltre, in maniera clamorosa, in alcuni casi, anche per meno di trenta denari di...

Rispetto a quanto avrebbero pagato acquistando lo stesso articolo sull'e-commerce dell'azienda per cui lavorano e di cui ricevono un lauto stipendio!!! Inoltre, in maniera clamorosa, in alcuni casi, anche per meno di trenta denari di differenza...!!! Continua...

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  1. Massimo

Forse, alcuni di noi, non saremo figli delle stelle ma, certamente viviamo su altri pianeti rispetto alla massa, alla moda, alla moltitudine di pronipoti di Battiato memoria.

 
  1. Massimo

Tra il secondo ed il terzo commento di Massimo, manca una parte, che è questa: nel mio lavoro quotidiano, mi capita sovente, di ascoltare colleghi di negozio che, con notevole nonchalance e vanità, raccontare "dell'affare" che hanno fatto...

Tra il secondo ed il terzo commento di Massimo, manca una parte, che è questa: nel mio lavoro quotidiano, mi capita sovente, di ascoltare colleghi di negozio che, con notevole nonchalance e vanità, raccontare "dell'affare" che hanno fatto acquistando su Amazon.it...

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  1. Giuseppe

brutto dirlo, ma ormai i clienti "fedeli" non esistono più, son tutti mercenari pronti a tradirti per pochi euri. allora bisogna dare ragione ad amazon, il negozio fisico non conta più, la consulenza e la professionalità non valgono nemmeno 30 euro.

 
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