Venerdì, 26 Gennaio 2018 11:34

Area milanese, attese infinite in negozi semivuoti

Nel Milanese, dove siamo stati nel mese di marzo 2017, le nostre visite hanno raccolto risultati deludenti. Abbiamo trovato negozi deserti o quasi, e nonostante questo riuscire a parlare con un addetto è stata un’impresa. E quando ci parli...

Decisamente poco fortunata la nostra puntata milanese. Tra il 20 e il 21 marzo 2017 abbiamo visitato alcune delle più note superfici di vendita nell’hinterland del capoluogo lombardo: Media World ad Assago, Unieuro e Trony a Cesano Boscone. E in tutti i casi i risultati sono stati decisamente insufficienti.

Ci aggiriamo per minuti, ma siamo invisibili
Da Media World siamo entrati lunedì 20 marzo alle ore 18.15. Pur essendo a fine giornata, sotto il profilo dell’ordine e della pulizia temevamo molto peggio. Nella zona audio campeggiano pallet di legno da grande magazzino, che nulla hanno a che vedere con prodotti di alta tecnologia. I cartellini dei prodotti offrono le informazioni essenziali, ma il QR Code sul nostro cellulare non funziona. Ci siamo aggirati per qualche minuto attorno a un sistema di Sonos, che appariva essere una delle ultime novità. A nessuno dei due commessi che a non più di due metri da noi parlottavano fra di loro è venuto in mente di offrirsi per qualche informazione. Ed eravamo i soli nel reparto in quel momento. Ci è piaciuta la zona dei tv, molto ben organizzata e di impatto. Nella zona informatica due addetti, indaffarati nelle loro cose, non si sono avvicinati (e non hanno salutato) nonostante noi siamo rimasti minuti ad aggirarci con interesse di fronte ai laptop. Alla fine abbiamo dovuto farlo noi e l’addetto è riuscito a darci una quantità di informazioni che riteniamo sufficiente. Cortese e preparato. Nel giorno della nostra visita era in corso una promozione dedicata ai servizi offerti dall’insegna, intitolata infatti “Al tuo servizio”. L’addetto non ne ha fatto alcun cenno. Nelle aree del piccolo e grande elettrodomestico ci siamo imbattuti in una “povera” signora che girovagava visibilmente affaticata trascinando un carrello nel quale si intravedeva un prodotto. Era sorpresa di non trovare nessuno che la aiutasse. E con noi, gli unici in zona, ha cominciato a parlare cercando sostegno. Poi ha preso il coraggio a due mani e ha cominciato a sbracciarsi in mezzo al reparto in direzione di un commesso, che in lontananza l’ha finalmente individuata.

Un’accoglienza disastrosa
Varchiamo l’ingresso del negozio Unieuro martedì 21 marzo alle ore 12.30. L’impatto è molto buono: si percepisce ordine e pulizia. Appena dentro vieni catturato da un pannello che spiega le promozioni in corso. Utile. Qualche passo più in là sono elencati tutti i servizi in modo chiaro e immediato. Qualche pecca in fatto di pulizia l’abbiamo vista addentrandoci: troppe cartacce sul pavimento. Le informazioni sui prodotti vengono espresse in caratteri piacevoli e ben leggibili. Disastro in fatto di accoglienza da parte degli addetti. Nella zona dei tv ci siamo aggirati per venti minuti senza essere serviti. Abbiamo avvicinato un addetto che ci ha rassicurato, dicendoci che il responsabile era in magazzino e sarebbe arrivato dopo pochi minuti. Attesa vana, e così ci siamo diretti verso altre zone del punto vendita. Poi, tornando nel reparto (era passata già mezz’ora), abbiamo trovato un commesso, che avevamo già visto in realtà al nostro ingresso, stazionare in altri reparti. Quindi non era vero che fosse in magazzino. Illustrandoci i tv di ultima generazione, ha sottolineato più volte la necessità di stipulare l’estensione di garanzia perché senza di essa, qualora si guastassero i pixel del pannello, la relativa riparazione sarebbe sempre a carico del consumatore. Ci siamo informati e il commesso ha peccato di imprecisione, enfatizzando la necessità di sottoscrivere l’estensione sempre e comunque. Poi siamo andati nel piccolo elettrodomestico e abbiamo chiesto un estrattore di succo. Abbiamo trovato una ragazza molto disponibile, che ci ha spiegato con chiarezza la distinzione tra centrifuga ed estrattore, ponendo l’accento sui problemi di digeribilità del succo ricavato dall’estrattore che possono avere alcune persone, compresa lei stessa.