Venerdì, 26 Gennaio 2018 12:21

Reggio Emilia, la doccia da giardino che non ti aspetti di trovare

Due negozi su tre raggiungono una buona sufficienza. Il migliore si rivela Mediaworld. Ma ciò che abbiamo trovato da Unieuro ci dice che questo settore può - e secondo noi deve - allargare i propri “confini” merceologici.

Reggio Emilia è stato il teatro del nostro Mystery Shopper di giovedì 17 agosto 2017. Come al solito, abbiamo scelto tre dei negozi più rappresentativi della zona. In particolare si è trattato di Comet, al centro commerciale Meridiana in via Kennedy 31; di Unieuro in viale Martiri di Piazza Tien An Men 2; e di Mediaworld all’interno del centro commerciale I Petali di piazzale Atleti Azzurri d’Italia. Ecco come è andata.

Nessuno saluta e poca pulizia
Ore 9.35: entriamo da Comet. La prima sensazione all’ingresso è di un negozio che non viene rinnovato da tempo. Pavimento e scaffali, così come alcuni prodotti, tradiscono scarsa pulizia. Molti reparti presentano buchi espositivi che non comprendiamo di prima mattina. Soprattutto nel reparto telefonia troviamo teche sporche e completamente vuote. I cartellini informativi sono inutili: troppo piccoli, anonimi, non attirano e sembrano lì da mesi. La nota positiva è il QR Code funzionante. Passando nella zona dell’informatica, i tablet e i notebook si presentano spenti, così come i pc. Non attirano. In tutto il negozio individuiamo quattro addetti, di cui due alla telefonia, oltre a un’addetta alla cassa che all’ingresso non ha salutato, uniformandosi ai suoi colleghi, peraltro. Nel reparto lavatrici la commessa, dopo aver servito un cliente, si avvicina e alla nostra richiesta di una carica dall’alto ci propone, senza farci alcuna domanda personale, due modelli AEG, spiegandoci le differenze in modo breve e semplice. Non ci propone altre marche di sua iniziativa, così la spingiamo verso una MIELE. Lei diligentemente ce la apre, ma l’oblò è talmente sporco che non spenderemmo mai 1200 euro. Pur esaltandone la qualità ci indirizza di nuovo verso AEG. è gentile, ma non coinvolge. Solo dietro una nostra esplicita richiesta ci parla dell’installazione e del ritiro dell’usato per 30 euro (per la verità, il ritiro dell’usato è dovuto per legge). In più ci sarebbe la possibilità di estendere la garanzia. Nel reparto telefonia i due addetti sono impegnati rispettivamente a riparare un cellulare e a installare un programma su un altro apparecchio. Non salutano e non sorridono. Dopo un’attesa di diversi minuti, durante la quale nessuno ci ha riservato un cenno, ce ne andiamo. All’uscita nessun saluto.

Impatto incoraggiante, ma i cestini pieni...
Alle 10.45 da Unieuro troviamo un locale ben illuminato e con reparti ben visibili e identificabili. Il primo impatto stimola a entrare. Purtroppo, però, scopriamo un pavimento sporco, mentre i cestini dell’immondizia sono strapieni di carta fin dall’inizio della giornata. L’impressione comunque è di un locale nuovo con prodotti ben allineati e ben distanziati. Lo notiamo soprattutto nel reparto piccoli elettrodomestici, dove l’effetto-bazar è molto diffuso in giro per l’Italia. Qui, invece, c’è spazio fra un prodotto e l’altro (macchine per il caffè e aspirapolvere su tutti) e ciò invoglia a soffermarsi. I cartellini delle informazioni sono scritti in modo piacevole: sintetici, diversificati fra loro in relazione alle promozioni in corso. Anch’essi attirano e non respingono. Tablet, notebook e pc accesi e accessibili. I pochi addetti che troviamo non tutti ci salutano (diciamo uno su tre). All’ingresso, poco evidenti, scorgiamo cartelloni dove sono elencati in modo minuzioso tutti i servizi offerti, soprattutto per il post-vendita. Andrebbero valorizzati meglio e magari pure raccontati dagli addetti durante la trattativa. Nel reparto bianco ci imbattiamo in un prodotto che non ci aspetteremmo mai di trovare: una doccia da giardino che funziona a energia solare. Attira la nostra attenzione e stimola la curiosità. Oltre a trasmetterci l’idea di un punto vendita sempre alla ricerca di novità.

Nelle stampanti è un disastro
Chiediamo informazioni per l’acquisto di una stampante per l’ufficio e la commessa si dimostra completamente impreparata e soprattutto scontrosa. Ci orienta su una stampante laser, senza però farci alcuna domanda sulle nostre esigenze, anche le più banali: non descrive i prodotti, non legge nemmeno i cartellini descrittivi e dopo parecchie pause di silenzio ci consiglia di andare sul loro sito per l’acquisto visto che potremmo risparmiare. Non c’è empatia, non c’è gentilezza, non c’è preparazione tecnica. Ci allontaniamo senza aver capito cosa ci conviene comprare visto che non abbiamo ricevuto consigli sulle varie marche. Passiamo al piccolo elettrodomestico e incrociamo una commessa che ci saluta gentilmente. Ne approfittiamo per chiedere informazioni su una impastatrice da regalare. Troviamo l’addetta socievole e preparata. Nel corso del nostro breve colloquio si scioglie sempre di più e sorridendo ci consiglia un regalo per nostra suocera di 70 anni: una KENWOOD sui 230 euro. “Un buon prodotto”, ci dice. Inoltre è molto semplice da utilizzare. Pertanto adatta a chi la vorremmo regalare. Non ci consiglia di acquistare questo prodotto sul loro sito visto che ha la possibilità di includere nel prezzo l’estensione di garanzia. Cosa che non si può fare acquistando sul web, ci avvisa.

Emozionanti nei tv gli spazi per le novità Oled
Entriamo da Mediaworld alle ore 11.45. All’ingresso i reparti non sono facilmente identificabili. Il negozio si presenta pulito con cartellini informativi dei prodotti essenziali e con QR Code funzionante. In ogni angolo troviamo indicazioni sui servizi dell’insegna. Utile. Peccato per la postazione dove sarebbe possibile sperimentare la realtà virtuale: è spenta. Nel reparto informatica tutto è acceso e funzionante. Proseguendo, incrociamo la signora delle pulizie che sta spolverando i televisori, molto rassicurante. E molto coinvolgenti le esposizioni dei nuovi tv LG e SONY con tecnologia Oled. Nel punto vendita la musica è un po’ troppo alta, e gli addetti pochissimi. Ci dirigiamo verso il reparto frigoriferi dove troviamo i prodotti ben allineati e puliti. Spicca il nuovo LG con porta che diventa trasparente e attira l’attenzione di una signora. Siamo due clienti alla ricerca di un commesso che però non troviamo. Finalmente lui compare e subito viene intercettato dalla nostra antagonista, già abbastanza spazientita. Capiamo in quel momento che aspettava da un po’ di tempo. Ci mettiamo in attesa e magicamente compare un signore che gentilmente si avvicina a noi e si mette subito a nostra disposizione. Non è un commesso, forse un responsabile, ma ci coccola e ci accompagna verso un commesso esortandolo ad assisterci nel nostro eventuale acquisto. Il commesso non ci fa domande personali sulla nostra vita quotidiana, limitandosi a dimensioni e capienze. Poi ci indirizza su prodotti molto tecnologici e di bel design. Si tratta di apparecchi di medio-grandi dimensioni a brand WHIRLPOOL e HOTPOINT. Molto esaustivo nelle spiegazioni tecniche, ci consiglia sul miglior utilizzo del prodotto: l’addetto si dimostra molto bravo e competente e sa creare fiducia anche ricorrendo alla sua esperienza personale.