Lunedì, 14 Maggio 2018 11:30

Consiglio: meglio evitare acquisti in pausa pranzo

A Siena due punti vendita su tre superano in modo brillante le nostre visite. Ma nel terzo abbiamo la pessima idea di entrare attorno alle 13.30. Un vero disastro. Attenuante per l’intervallo del panino? Sì, però c’è un limite a tutto.

Qualche giorno prima di Pasqua, giovedì 29 marzo, il nostro Mystery Shopper si è messo in auto e ha preso la direzione di Siena. Nella splendida località toscana ha visitato i punti vendita Trony e Euronics, entrambi in Strada Massetana Romana, e quello a insegna Unieuro in piazzale Rosselli. Trony, dove entriamo alle 10.30, si presenta accogliente, luminoso e con reparti ben identificabili. All’ingresso l’addetta alla cassa ci saluta, pur essendo impegnata. Troviamo pulizia un po’ dappertutto. Scorgiamo diversi addetti, aspetto questo non così consueto. In cerca di un laptop ci dirigiamo verso il reparto informatica: è accogliente, tutti i prodotti si possono toccare, anche se spenti. Non hanno dispositivi antitaccheggio, o almeno non ce ne accorgiamo. Li possiamo prendere in mano per saggiarne il peso. Su ogni prodotto troviamo cartelli, forse un po’ grandi ma molto chiari, che parlano di caratteristiche tecniche e prezzo. L’addetto ci affianca immediatamente e si dimostra disponibile e cordiale. Dopo domande semplici ma efficaci, ci orienta verso un ASUS da circa 600 euro. Spiega le caratteristiche in modo comprensibile anche a esperti della domenica come noi. Passa poi a un’altra macchina, sempre ASUS, a quasi 800 euro consigliandocela in quanto più veloce e soprattutto perché, visto che lavoriamo su vari programmi aperti, non rischiamo di perdere velocità. Lo mettiamo alla prova confessandogli che la nostra priorità, in questo momento, è una lavastoviglie perché la nostra si è rotta. Prontamente ci sottolinea che possiamo acquistare il laptop a rate: basta avere un bancomat e dietro autorizzazione della nostra banca ci addebiteranno le rate senza passare da una società finanziaria. Inoltre pensano loro a eventuali trasferimenti di dati dal vecchio portatile al nuovo (non ci dice però se questo servizio abbia un costo aggiuntivo e noi francamente ci scordiamo di chiederlo distratti dalla sua disponibilità). Siamo molto invogliati all’acquisto. Nel reparto lavastoviglie un signore di mezza età si mette subito a nostra disposizione e ci accompagna. è molto gentile e alla mano. Prima di proporci prodotti ci fa domande personali relative alla nostra composizione familiare, ai lavaggi giornalieri e se abbiamo calici da lavare spesso. Ci propone prodotti di fascia medio-alta come BOSCH e SIEMENS. Ci segnala una SMEG a 500 euro in promozione sottolineando che si tratta un prodotto tutto italiano. Spiega le funzionalità e le potenzialità senza troppi tecnicismi. Ci coinvolge positivamente, sembra il “negoziante sotto casa”. Nel reparto tv l’addetto è distratto dai programmi televisivi che sta guardando, anche se ci saluta. Notiamo subito il 65 pollici del brand TCL e il commesso con molto entusiasmo ci illustra il prodotto, premettendo che pur essendo cinese è un ottimo apparecchio. Loro stessi hanno testato il brand in dimensioni minori e non hanno mai avuto problemi di riparazioni. Elogia la marca che rispetto a SONY e ad altre crescerà nel tempo. Quindi ce lo consiglia vivamente. E ci stimola con lo sconto dell’IVA.

Addetti sorridenti e che salutano
Da Euronics, che si trova a qualche centinaio di metri da Trony, arriviamo attorno alle 11.30. Il negozio è luminoso e pulito. Prodotti esposti bene e reparti immediatamente identificabili: troviamo un ambiente molto confortevole e organizzato in modo efficace. Appena entrati, gli addetti ci salutano cordialmente. Sono tutti sorridenti. Prima dell’entrata avevamo notato due contenitori per lo smaltimento di piccoli elettrodomestici e lampadine, cosa che a memoria abbiamo trovato raramente: un servizio utile e da apprezzare. Siamo alla ricerca di un frigorifero e nel reparto non vediamo subito l’addetto. Una volta intercettato, ci rassicura che ci raggiungerà appena avrà terminato il lavoro che sta svolgendo. Nel frattempo, però, si avvicina una signorina che ci accoglie con garbo. Non ci fa particolari domande personali ma ci orienta subito su prodotti di fascia alta come LIEBHERR, confermando che è il top di gamma e leader nella refrigerazione. Ci mostra quasi tutti i modelli in esposizione, anche se con spiegazioni tecniche pressoché inesistenti. Abbiamo l’impressione che non conosca bene il prodotto. è gentile ma troppo scarsa nelle spiegazioni tecniche. Unica alternativa è LG, sebbene la sua preferenza rimanga LIEBHERR per il funzionamento autonomo dei vani frigo e freezer.

Ci chiede scusa
Nell’allontanarci dal reparto incrociamo il primo addetto, quello che ci doveva raggiungere, che subito ci chiede scusa per non essere stato presente e ci chiede se abbiamo avuto le informazioni e l’assistenza necessaria. Nella zona cellulari troviamo diversi clienti in attesa e dopo alcuni minuti desistiamo per passare al settore tv, dove gli apparecchi sono tutti accesi e ben esposti. Solo in due zone i prodotti sono collocati sulle rispettive scatole di cartone, che non infastidiscono comunque lo sguardo né impoveriscono l’immagine del reparto. Nel settore pc ogni prodotto riporta in modo chiaro e preciso tutti i servizi offerti dal punto vendita. Tra i tablet, invece, troviamo spiegazioni molto efficaci e originali sugli espositori: riguardano i punti di forza di questa categoria di prodotto. Indubbiamente attirano l’attenzione. Gli apparecchi sono a libero tocco, oltre che puliti. Anche qui i commessi salutano con cortesia. Un po’ ovunque sono disseminate colonnine digitali dove scegliere il prodotto, acquistarlo e andare in cassa.

Urla come se fossimo in un mercato rionale
Alle 13.30 varchiamo la soglia di Unieuro ubicato all’interno di un centro commerciale. Ci mettiamo un po’ prima di trovarlo, percorrendo le lunghe scale mobili che portano alla salita finale verso il centro storico della città. Appena dopo l’ingresso notiamo la moquette scura molto pulita (una vera e propria impresa, pensiamo) mentre i lineari ci appaiono datati e troppi prodotti impolverati. Pochi addetti che sfuggono e non si mettono a disposizione. Eppure non vediamo altri clienti. è l’ora di pranzo, alcuni addetti potrebbero essere in pausa, pertanto una piccola attenuante la concediamo. Ma restiamo sorpresi ugualmente. Ci dirigiamo nel reparto piccoli elettrodomestici senza incrociare alcun commesso. Ne troviamo uno intento a esporre alcuni prodotti e gli chiediamo dove possiamo trovare un forno a microonde. Ci indica lo scaffale in modo freddo e senza alcuna gentilezza. Giriamo un po’ alla ricerca di un addetto e finalmente scoviamo un signore accovacciato che ci informa che l’addetto arriverà. Scopriamo che è lo stesso che ci ha indirizzato al reparto (non capiamo per quale motivo non ci abbia assistito subito). Lo informiamo che non ne abbiamo mai posseduto uno e vorremmo un buon prodotto. Non ci chiede alcuna informazione sull’utilizzo che pensiamo di farne e non ci fornisce alcuna spiegazione tecnica. Ci orienta su un SAMSUNG in promozione che funge da forno tradizionale e forno a microonde senza illustrarcelo, neppure per sommi capi. L’addetto si comporta in modo impersonale, sembra quasi irritato dalla nostra presenza. Ci sentiamo in imbarazzo e soprattutto non graditi. Ci dirigiamo verso i piani cottura e li scopriamo molto impolverati con tutti i fuochi legati al pianale da un brutto nastro adesivo. Sistema antifurto? Probabile, ma l’effetto è pessimo, sembrano quelli di un magazzino. Dopo diversi minuti incrociamo un addetto, che alla nostra richiesta di spiegazioni, ci informa che chiamerà l’addetto. Lo fa urlando a mo’ di mercato rionale. E così scopriamo che è lo stesso commesso del microonde. La preoccupazione monta. Dopo alcuni minuti si presenta una commessa: quello del microonde starà arrivando, ma all’orizzonte non spunta ancora nessuno. Siamo spazientiti e camminando verso l’uscita lo scorgiamo ancora intento a disporre prodotti sui ripiani. L’esposizione viene prima del cliente? Ce ne andiamo irritati. Ripensiamo alla pausa pranzo e ci viene voglia di cancellare questa attenuante. C’è un limite a tutto. Note positive: un cartello offre il servizio di consegna del prodotto all’ora e al giorno più congeniale al cliente. Tutti i pc sono accesi e gli smartphone a libero tocco.