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Sabato, 09 Novembre 2019 11:22

Bari, aggrapparsi al sottocosto è il miglior modo per affogare

Sul volantino mancano cariche dall’alto? Niente panico. Sarà la prima vera occasione per servire al cliente ciò che si aspetta: consigli, informazioni, ascolto. Ma non sempre è così. Ecco la nostra esperienza in tre pdv del capoluogo pugliese.

Domenica 13 ottobre, ventisei gradi all’ombra. Quale miglior giorno per far risorgere la gioia negli occhi di tuo figlio con la promessa di un pc pieno di videogiochi? Alle 11 del mattino siamo da Unieuro in viale Pasteur a Bari, presso il centro commerciale Ipercoop. Ma prima di raccontare la nostra spedizione in incognito, un’informazione di servizio. Nel senso che proprio di “servizio” si tratta: da questo numero abbiamo infatti deciso di premiare i negozi che offrono il cosiddetto post-vendita al consumatore. Quello come le estensioni di garanzia o le rateizzazioni, tanto per capirci. Quindi, chi proporrà servizi aggiuntivi (almeno in uno dei due reparti visitati) si meriterà un punto in più alla voce Disponibilità e Competenza.

Sintonia, quella merce preziosa
Ora possiamo tornare a noi. Unieuro di Bari, dunque. I dieci minuti in attesa di un addetto in tutt’altre faccende affaccendato passano in fretta, ancorché turbati da quel commesso che non si è prodigato in alcun modo per trovare una soluzione al problema informatico di un tale, con prole urlante al seguito, peraltro. Presto, infine, è il nostro turno. Ci occorre un notebook con schermo da 15 pollici utile per la famiglia e le distrazioni di un bimbo di otto anni. “Ah, non so”, è la prima risposta. Gli occhi del commesso fanno un girotondo del lineare, con piccoli passi ne costeggia gli scaffali, poi si ferma sicuro: quel computer sottocosto, con otto giga di ram, sul volantino a 369 euro, sarà la soluzione ad ogni problema. “Ma per giocare davvero - incalza - dovrai spendere almeno 900 o 1000 euro. Altrimenti, sempre a volantino, ci sarebbe un pc a 699. Va bene per giochi non molto complessi. Se però i giochi sono solo per nostro figlio alle prime armi informatiche - ci rassicura - quello da 369 andrà benissimo”. Lasciamo il reparto con un amaro senso di sconfitta, quello di non aver trovato la Maserati dei computer portatili nonostante un buon budget a disposizione (di cui l’addetto non si è tra l’altro interessato). Dare per scontato che il consumatore voglia spendere il meno possibile non sempre paga, questo lo sapevamo. Quello che ignoravamo, ma che non smettevamo di augurarci, era che potesse esistere una grande passione per le lavatrici, specie quelle a carica dall’alto. Dopo l’esperienza magra tra periferiche e pc, ecco una vera e propria sorpresa nel comparto bianco. “Occorre una nuova lavabiancheria? Dopo quanti anni si è rotta? A chi vi siete rivolti per l’assistenza?” La raffica di domande dell’addetta ci spiazza. Non perché sia invadente, ma perché sembra fare con naturalezza quella cosa che quasi nessuno ormai fa più: entrare in sintonia. Sorride gentile, ci dice che magari la prossima volta potremo andare in quel Cat di sua conoscenza, e che anche la volta scorsa, la lavatrice, avremmo fatto bene ad acquistarla da lei con estensione di garanzia. Così a quest’ora avremmo avuto uno sconto dell’ottanta per cento sulla riparazione. Poco male, siamo lì e lei non ci mollerà finché non saremo felici e beati con la nostra lavabiancheria nuova. Una nube però le passa sul viso quando scopre che per le cariche dall’alto non ci sono promozioni. Noi siamo anche disposti a passare a una carica frontale ma lei ne sa una più del diavolo. Decanta le caratteristiche di una Whirlpool, poi di una Hoover di fascia alta, tutte top loading. Preparata e accogliente, offre un bel panorama di possibilità nonostante quel dannato “peccato originale” di non avere prodotti sottocosto.

Un dialogo come in una sitcom
Sono le 12 ed entriamo nel negozio Expert Mallardo all’interno del centro commerciale Bariblu a Triggiano, sempre nel Barese. Abbiamo avuto una pessima esperienza con un tv Samsung che a un certo punto ha smesso di farci accedere a YouTube, con grave danno per la colonna sonora domestica. “Perfetto, le propongo questo Samsung da 49 pollici - risponde il giovane addetto - oppure ci sono i Samsung della serie 8000 del 2019”. Ci siamo trovati male con Samsung e cosa ci propone? Un Samsung. Sembra il dialogo di una sitcom. La cosa positiva però è che tra le alternative non manca un prodotto di fascia alta. Ci pieghiamo all’idea di ricomprare il brand coreano curiosando il cartellino di un modello da 869 euro, prezzo più o meno a metà strada tra i due precedenti. “è un tv della serie Qled - spiega solerte l’addetto -, in 4K si vede meglio, ma senza Sky o altro non serve a molto”. Liquidato. Non resta che sondare un Sony o un LG esposti nei paraggi. “Quel Sony costa ben più del prodotto base della sua gamma, si va dai 599 agli 899 euro. La differenza è che ha il sistema operativo Android”. “Vuol dire che lo posso gestire come un tablet”, osservo legittimamente. “No - riprende l’addetto - significa che ha un ventaglio di applicazioni più ampio”. Del tv LG esposto a pochi passi sa dire solo il prezzo al pubblico: 599 euro. Chissà se ha mai sentito parlare di tecnologie Oled e Nanoled. Ci viene quasi da pensare che a volte le opere di formazione riescano non solo a non formare, ma pure a fare crateri nell’acqua. Prima di parlare con l’addetto del bianco alla ricerca di una lavastoviglie ad incasso, dobbiamo aspettare che finisca di chiacchierare col collega del ped. Ma finalmente arriva pieno di consigli. Anzi di un consiglio solo: quello di una Rex in offerta a volantino con la scopa elettrica in omaggio in classe A++. Che in negozio neanche c’è. Però c’è il modello superiore, quello con tre più. Il vantaggio di avere un + aggiuntivo? “Nessuno - ammette il commesso - anzi, visto che c’è la scopa in regalo, meglio quello con una classe energetica inferiore. Poi la differenza è di circa 20 chilowatt all’anno. Neanche ve ne accorgereste”. Altre proposte? Non pervenute. Però di quell’unico prodotto in offerta sa tutto: Aquastop, consumo in litri per ogni lavaggio, programmi speciali. Peccato non applicare la stessa capacità e competenza al mondo lavaggio per intero.

“Ne approfitti, l’offerta scade oggi”
Per uno smartphone da regalare alla moglie e un frigo combinato andiamo da Mediaworld nel centro commerciale Auchan di via Noicattaro a Casamassima, Bari. Nonostante l’ora di pranzo (sono le 13) attorno all’isola della telefonia c’è una calca da Gran Premio. Prendiamo il numero come dal salumiere e ci mettiamo in fila. Perché non mettono delle sedie a disposizione dei poveri visitatori stanchi? Fortunatamente non passa molto tempo prima che l’addetta ci sfoderi la sua cortesia: chiede qual è il modello attuale e quanto dovrebbe essere grande lo schermo del nuovo. La risposta è istantanea: Huawei P30 Lite in sottocosto volantino a 279 euro è la nostra carta vincente. A parte le nozioni accurate su fotocamera e memoria interna, non ricorda tutte le caratteristiche tecniche, allora rimedia cercandole sul sito Mediaworld dal proprio telefono. “Ma comunque conviene approfittarne - insiste - perché l’offerta scade oggi”. E come se l’affare fosse già fatto, inizia a parlare di garanzia Casco e custodia protettiva in silicone. In realtà noi ne preferiremmo una a portafoglio, con la finestra per la visualizzazione rapida dei dati. Bene, perché le custodie originali Huawei sono proprio così, spiega. E per la pellicola non dobbiamo preoccuparci, giacché i prodotti in promo ne hanno già una in dotazione. Esperienza discreta. Sarebbe stata migliore se l’addetta non si fosse focalizzata su un unico modello. Passiamo al freddo. Di commessi neanche un miraggio, finché, dopo diversi minuti spunta un giovane in divisa. Anche lui avrà subito il fascino del volantino, perché mira dritto a un prodotto in offerta, un Hisense a 599 euro. “Ottimo il rapporto qualità-prezzo - afferma -. Se siete abituati al fabbricatore di ghiaccio, questo però è un po’ semplice”. Ed ecco che parte con la sua lectio: Samsung e LG sono molto avanzati, il secondo poi ha la tecnologia Dual Cooling che raffresca gli alimenti con un gettito d’aria quando apriamo le porte. Miele, infine, è il top, anche se non è No Frost. Come Liebherr (sul secondo dei brand tedeschi, però, non scuce una parola). La domanda del giorno, infine, è questa: quale dovere morale obbliga l’addetto a proporre d’emblée un prodotto sottocosto? Tanto più che, a ben vedere, le competenze spesso non mancano. Piuttosto che aggrapparsi alla ciambella del volantino, non sarà il momento di iniziare a nuotare? (red.)