Giovedì, 21 Luglio 2016 00:00

"Salute stabile per il settore, migliora il clima"

Manuela Soffientini, presidente di Ceced Italia, commenta i risultati di sell-in del primo semestre 2016

“Lo stato di salute del settore degli apparecchi domestici e professionali in Italia è complessivamente stabile rispetto al buon andamento dello scorso anno e non lascia intravvedere cambiamenti sostanziali nella seconda metà dell’anno. Il solo netto miglioramento si registra nella climatizzazione”. Lo ha dichiarato Manuela Soffientini, presidente Confindustria Ceced Italia, commentando i risultati di sell-in del primo semestre 2016. Il comparto dei grandi elettrodomestici (lavaggio, cottura, refrigerazione) conferma il progresso ei frigoriferi rilevato l’anno scorso: la crescita nella prima metà 2016 è pari al 9%, in forte aumento rispetto al periodo corrispondente del 2015 (+2%). La cottura (forni e piani da incasso, cucine a libera installazione) ha ribadito il suo ruolo di ambasciatore dell’Italian Style registrando vendite all’estero dei piani di cottura doppie di quelle nazionali (+8,6%). Stabili le lavabiancheria e in forte aumento (+14,4%) le lavastoviglie, queste ultime probabilmente trascinate dagli incentivi per i mobili nell’ambito delle ristrutturazioni edilizie. Complessivamente, il sell-in dell’intero comparto segna un piccolo incremento (+0,5%) rispetto al periodo corrispondente dello scorso anno.mI volumi produttivi dei grandi elettrodomestici nei primi sei mesi 2016 ribadiscono l‘andamento positivo della cottura con un incremento di +9,6% nel numero di piani cottura e di 1,7% nei forni da incasso. In controtendenza con il 2015, la produzione di frigoriferi è diminuita di -2,6% mentre quella delle lavabiancheria è rimasta stabile. Il totale dei volumi produttivi in Italia ha segnato un calo di -1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2015.

 

Nuova etichetta energetica

Per quanto riguarda le altre tipologie di prodotto, vanno evidenziati i risultati positivi degli apparecchi professionali per catering e ospitalità, che hanno confermato i segnali strutturali di ripresa in Europa, già evidenziati l’anno scorso. Si può quindi ipotizzare una chiusura d’anno tendenzialmente buona. L’entrata in vigore dell’etichetta di classificazione energetica per la refrigerazione sta portando a un miglioramento generalizzato del mercato e della produzione nel comparto professionale (l’Italia è leader mondiale). Il comparto dei piccoli elettrodomestici non ha registrato fatti salienti nei primi sei mesi 2016 e prevede una sostanziale stabilità nella seconda parte dell’anno: l’insieme del comparto è tradizionalmente stabile, pur registrandosi variazioni anche forti nelle diverse tipologie di prodotto.

 

Cresce la pompa di calore

Grazie alla stagione 2016, che si è presentata già a giugno con caldo estivo, il mercato dei climatizzatori domestici ha ulteriormente migliorato nel primo semestre 2016 i risultati altamente positivi della fine dello scorso anno. Si nota il consolidamento della tendenza alla destagionalizzazione. Grazie anche all’incentivazione, è in netto aumento la scelta degli apparecchi a pompa di calore, non solo per la climatizzazione estiva, ma anche per altri ambiti di utilizzo delle fonti rinnovabili. Le pompe di calore si confermano uno dei due elementi di innovazione trainanti per il comparto degli scalda-acqua elettrici. L’altro elemento è la smartness a bordo degli apparecchi, che riducono fino a -20% i consumi elettrici. Con le pompe di calore i risparmi possono arrivare a -70%. L’industria italiana rimane al primo posto in UE per volumi, qualità, capacità competitiva. Il 2016 si annuncia con un saldo commerciale molto positivo e un andamento del mercato nazionale in linea con gli ultimi anni.

 

Incertezze regolamentari

Il comparto delle cappe aspiranti è focalizzato alla gestione dei profondi cambiamenti tecnologici e produttivi richiesti dai regolamenti EU in vigore. Si prepara ai futuri miglioramenti a seguito dei nuovi regolamenti in definizione. Di conseguenza, l’offerta cambierà verso l’innalzamento generalizzato della qualità dei prodotti, per il quale i produttori in Italia sono all’avanguardia. Per i componenti il primo semestre 2016 ha dato segnali positivi che derivano da una parziale ripresa dei consumi e della produzione anche se permangono le criticità dovute al calo della redditività e alla mancanza di visibilità che rende difficile pianificare progetti e investimenti nel medio termine. I produttori di apparecchi a biomassa (stufe e caminetti) hanno continuato a presentare apparecchi innovativi, in grado di rispettare le regolamentazioni più stringenti sulle emissioni inquinanti (polveri sottili e gas). Le incertezze regolamentari hanno influito sul mercato italiano e su alcuni dei principali mercati di esportazione. Camini e canne fumarie mostrano segnali preoccupanti dovuti alla contrazione delle vendite di stufe a biomassa (pellet).

 

Questione "rescaling"

Riguardo all’etichetta energetica più complessa è la situazione degli elettrodomestici (grandi, piccoli, cappe aspiranti, scalda-acqua elettrici e, di conseguenza, la componentistica): siamo alla vigilia di un cambiamento che potrà essere profondo per il mercato e i produttori e che, in quanto tale, deve essere ben gestito da tutti gli attori per continuare una storia di successo che dura da oltre 20 anni. Marco Imparato, direttore generale Ceced Italia, ha approfondito il tema: “Da giugno di quest’anno - ha detto -, Parlamento e Consiglio UE stanno procedendo a passo spedito per finalizzare la nuova etichetta energetica che caratterizzerà gli elettrodomestici nei prossimi anni. Spariranno le attuali Classi A+, A++, A+++, dopo soli cinque anni dall’introduzione, e torneranno le sette Classi da A a G. La ridefinizione delle Classi avverrà secondo criteri tecnici che verranno definiti per ogni tipologia di prodotto”. Il cambiamento dovrebbe avvenire entro i prossimi cinque anni, partendo da quei prodotti (frigoriferi, lavabiancheria, lavastoviglie) per i quali erano già stati avviati studi sull’efficienza energetica. Il processo viene tecnicamente definito “rescaling”, cioè ricalcolo dei valori di entrata in ogni Classe di efficienza energetica sulla base del progresso tecnico e della velocità d’innovazione.

 

Opportunità di miglioramento

“La nuova etichetta energetica è un’ulteriore opportunità di miglioramento per gli elettrodomestici made in Italy, già oggi in maggioranza nelle attuali Classi di eccellenza - è il commento di Manuela Soffientini - Ma restano parecchi punti da definire per arrivare all’obiettivo fissato dalla Commissione UE: pubblicazione del regolamento entro il primo semestre 2017. Chiediamo: stabilità per l’industria attraverso la validità di almeno 10 anni per la nuova etichetta; rescaling differenziato per ogni tipologia di prodotto; criteri sicuri per i contenuti del database in cui saranno memorizzate le caratteristiche dichiarate dai produttori. Soprattutto chiediamo una sorveglianza di mercato basata su controlli fisici sui prodotti e non solo sui documenti. Infine, ma non ultimo, insistiamo per la più completa chiarezza nell’informazione al consumatore. Il tutto senza oberare produttori e distribuzione con ulteriori obblighi finanziari e normativi”.