Mercoledì, 07 Settembre 2016 00:00

L'Ifa è come il festival di Sanremo

Da qualche anno, tra gli operatori italiani parlare male di Ifa (la fiera di elettronica di consumo e di elettrodomestici che si tiene a Berlino e che chiude proprio oggi l'edizione 2016) è diventato uno sport molto diffuso, solo paragonabile alle critiche che con regolarità svizzera e a labbro rialzato prendono di mira il festival di Sanremo. Solo che poi all'Ifa continuano ad andarci tutti (o quasi), così come tutti puntualmente si ritrovano a guardare il festival. Evidentemente è meglio esserci che non esserci. Certo, pensare che siamo in una fiera dal respiro internazionale e quasi tutti gli show vengo presentati il lingua tedesca e non in inglese, lascia perplessi. Ma tant'è. Quindi da questo punto di vista nulla di nuovo sotto il cielo della capitale teutonica. Detto ciò, difficile pensare che la rassegna di quest'anno non venga ricordata per il clamoroso infortunio nel quale è inciampata Samsung, il cui lancio del nuovo smartphone è stato bloccato per l'incendio delle batterie. Conferma che se la fortuna è cieca, la iella ci vede benissimo. E se proprio vogliamo girare il coltello nella piaga, il dirimpettaio di Samsung, vale a dire Lg, al contrario ci ha colpito molto positivamente sia per le conferme nei tv sia per la strategia nel bianco. Impressionanti le dimostrazioni di forza di TCL, Vestel, Beko (anche con Grundig), Haier e della stessa Hisense. Affollatissimo lo stand di AEG, che ha dato una sistemata al logo e che soprattutto ha presentato la nuova gamma del lavaggio, con una "edizione" speciale per il mercato nostrano. Senza dimenticare chi giocava in casa come Bosch, Liebherr e Miele, che punterà molto sul nuovo aspirapolvere. Il fil rouge, nostro personalissimo? Che non mancheranno le occasioni di parlare di prodotto anche nel prossimo futuro. E che parlare di prodotto resta l'unica strategia possibile per il nostro trade. Ma anche questa non è una novità. (g.g.)