Domenica, 18 Dicembre 2016 00:00

Ceced: anno positivo per il mercato multicanale

Con una crescita nelle vendite, l'industria degli elettrodomestici è impegnata in una riconversione produttiva di qualità

Il segno più è sempre una buona notizia per l'associazione nazionale dei produttori di apparecchi domestici e professionali - il Ceced Italia - che, lo ricordiamo, con 114 imprese associate rappresenta oltre il 90% del mercato. Nel periodo gennaio - novembre tutti gli apparecchi, tranne i frigoriferi, in fase di sell-in confermano un andamento di stabile positività. Speriamo che questo dato basti a rassicurare l'industria di elettrodomestici italiana che, in termini produttivi, nei dieci mesi ha perso a volume il 6%, era l'1,5% nel primo semestre 2016. E secondo le dichiarazioni della presidente Ceced Manuela Soffientini, amministratore delegato di Electrolux Italia (nella foto), "il riposizionamento non è ancora concluso".? La dinamica cui fa riferimento Soffientini è il fenomeno di ritorno nel nostro paese di attività produttive che necessitano di competenze qualificate. E' ciò che sta succedendo, ad esempio, per il segmento della cottura premium, delle macchine da caffè espresso, dello stiro.? Un riposizionamento che avviene a scapito dei volumi, in diminuzione per delocalizzazione. "In questo momento lo sforzo degli imprenditori è di difendere posizioni produttive indifendibili - aggiunge la presidente - a causa dei costi del lavoro, cercando di compensare settori in perdita con altri in utile. Ad esempio, difficile trattenere qui il lavaggio e la refrigerazione". Ceced dichiara che l'industria di apparecchi domestici e professionali italiana, oggi all'avanguardia per ricerca e sviluppo di prodotti a elevata efficienza energetica, produce il 70% degli elettrodomestici nelle classi di eccellenza energetica. Un impegno in innovazione interamente finanziato dai produttori che ha consentito il riposizionamento dell'industria italiana nella fascia medio alta del mercato, abbandonando i grandi volumi produttivi.

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Mercato in crescita, ma come

Dicevamo, tranne qualche caso, il mercato cresce, con almeno un paio di caratteristiche da sottolineare: la prima è il ruolo del canale online. Ad esempio, per il settore del grande elettrodomestico le vendite internet pesano a unità quasi il 7%, un trend che, precisa GfK, in otto mesi è cresciuto del 50%. Senza le vendite online questo mercato sarebbe a zero. La seconda è il rapporto fra i dati a volume e quelli a valore: le percentuali del primo sono in genere superiori al secondo. In tendenza contraria il ped: ad esempio il comparto cucina nel periodo gennaio-ottobre registra un dato a valore (2,3%) superiore a quello a volume (-1,9%) sul pari periodo 2015. Condizione che si capovolge nel bimestre settembre-ottobre con un 10,7% a volume contro il 6,5% a valore. E ciò, a conferma della caratteristica prevalente dell'offerta distributiva: la promozionalità, particolarmente aggressiva negli ultimi mesi dell'anno. Sempre secondo GfK, il totale grandi elettrodomestici, in equilibrio nei primi dieci mesi dell'anno (2,5% a valore, 2,5% a volume) registra in due mesi (settembre-ottobre) una crescita quasi doppia a volume (1,9%) rispetto al valore (1,0%). Un mercato in cui, come ha dichiarato Soffientini, "il sistema distributivo è fortemente sensibile alle iniziative delle industrie; è un mercato push invece che pull, dove le industrie spingono e la distribuzione? vende." Quello della pressione promozionale, che può raggiungere anche il 60% in alcuni comparti, è un contesto in cui nessuno vince, nemmeno il consumatore, che a fronte di sconti appetitosi spesso non ha accesso alle tecnologie migliori.??

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I risultati 2016 di Ceded Italia

Ecco, infine, i dati dell'associazione: il comparto dei grandi elettrodomestici (lavaggio, cottura, refrigerazione) conferma la crescita del sell-in, aumentato di +2,7% rispetto al pari periodo del 2015, coerentemente con i dati di sell-out di GfK. Buono l'andamento del sell-in per i forni (+8,2%) - ottimo il contributo dei modelli a vapore - oltre che dei piani di cottura (+6,8%) e delle lavastoviglie (+9,5%), grazie anche agli incentivi. In negativo, invece, il risultato dei frigoriferi: -3,6% da gennaio a novembre, era stato di +9% nel primo semestre. Crescono nel segmento dell'incasso, con il canale dei mobilieri, a conferma dell'effetto degli incentivi, nei mobili da cucina?registrano?comunque un aumento del 2% tra gennaio e ottobre. Il comparto delle cappe aspiranti per uso domestico registra risultati leggermente positivi a volume (+0,5%) e a valore (+1,7%). Continua il processo di evoluzione tecnologica, prestazionale, ecologica innescato dai regolamenti su etichettatura energetica ed Ecodesign, che porta, sia pure ancora troppo lentamente, verso le fasce più alte.

I piccoli elettrodomestici segnano un risultato complessivo positivo: secondo i dati GfK, la crescita a valore è stata, nei primi dieci mesi dell'anno, pari a +4,1%; quella in volumi è stata di +1,6%; manca dal dato il bimestre d'oro del periodo natalizio. Gli andamenti di alcune famiglie di prodotto, però, indicano la propensione del consumatore a privilegiare la qualità, cui inizia a contribuire l'etichettatura energetica, per ora sui prodotti per l'aspirazione tradizionale. E anche, magari, una minor disponibilità di promozioni sul mercato. Da segnalare anche il ritorno in Italia di alcune produzioni che richiedono il massimo impegno nella qualità: per esempio, le macchine per caffè espresso.

Il comparto clima e pompe di calore ha registrato risultati molto positivi, a volume, per gli apparecchi fissi a pompa di calore (+31%) e per i portatili (+17%). Altrettanto buoni i risultati a valore grazie a un leggero incremento del prezzo medio. Il settore rimane, comunque prevalentemente stagionale. Scalda-acqua elettrici e pompe di calore sanitario, a riprova di una crescente sensibilità dei consumatori verso apparecchi smart e a pompa di calore, assicurano sensibili riduzioni nei consumi di elettricità.

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Soddisfazioni dal professionale, i componenti si difendono

Il comparto delle apparecchiature professionali per catering e ospitalità, è andato bene. Nel 2016 è entrata in vigore l'etichetta energetica per la refrigerazione professionale, avviata e promossa dalle aziende in Italia. Il made in Italy si è confermato leader mondiale con un fatturato di oltre 5 miliardi di euro e un export che copre oltre il 70% della produzione. La domanda interna è rimasta tonica e buoni risultati sono stati ottenuti nell'area mediterranea, nel Nord America e nel Far East. Per i componenti il 2016 non ha risposto alle aspettative dei produttori in Italia, che hanno dovuto confrontarsi con la concentrazione industriale del prodotto finito. Il settore è fortemente impegnato nella specializzazione e nell'innovazione, riuscendo a mantenere i volumi diversificando i mercati di export. Il mercato nazionale ha registrato una lieve ripresa.

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Riscaldamento a biomasse, serve più informazione

Il comparto degli apparecchi domestici a biomassa continua a risentire delle contraddizioni tra le normative delle varie regioni e dei singoli comuni, oltre che di una cattiva ed errata informazione che assimila le stufe a pellet più moderne ed ecologiche alle fonti maggiormente inquinanti di Pm10. Il risultato dell'anno è -7% a valore e -10% a volume. Il comparto dei camini e canne fumarie risente di questa negatività e attende miglioramenti dalla conferma del Conto Termico e, soprattutto, da più incisive azioni delle istituzioni per spingere la consapevolezza degli utenti in merito all'efficacia e alla sicurezza degli impianti di evacuazione fumi. Da parte sua Ceced ha avviato una campagna di comunicazione, prevalentemente sul web, per fare chiarezza sulle emissioni degli apparecchi di riscaldamento a biomassa: "Il Calore della Natura #Riscaldiamoci con consapevolezza".