Domenica, 22 Gennaio 2017 00:00

Samsung: la magistratura di Vicenza ordina il sequestro di smartphone e tablet. Rossi (Aires): "Sconcertato"

"I negozi coinvolti sono stati discriminati rispetto agli altri"

Sulla vicenda del sequestro di prodotti Samsung (smartphone e tablet), ordinato dalla magistratura di Vicenza nei giorni scorsi in 26 punti vendita specializzati per la presunta violazione di un brevetto, abbiamo raccolto il parere di Davide Rossi (foto), direttore generale di Aires, l’associazione dei retailer specializzati cui aderiscono Euronics, Unieuro, Expert e Gre (Trony). “Siamo sconcertati” sbotta immediatamente. E perché mai, Rossi? “Per due ordini di motivi. Il primo è che il magistrato vicentino si è mosso sulla stessa contestazione che qualche tempo fa fece muovere la magistratura maceratese. E di solito in questi casi si attende quanto meno che si concluda il lavoro di di chi l’aveva iniziato per primo. Altrimenti si va a indagare contemporaneamente sulla stessa notizia di reato”. La seconda ragione del suo sconcerto? “Questa. Non siamo di fronte al sequestro di botti a Capodanno, ma in ballo ci sono aziende serie e sul mercato da anni, che per di più pagano una marea di tasse, dando lavoro a tantissime persone. Pertanto la magistratura vicentina poteva recarsi presso la sede di Samsung, che si può trovare facilmente anche su Internet, e farsi dare tutti i prodotti e tutte le informazioni che stava cercando. E così non ci sarebbe stato bisogno di spaventare la clientela nei nostri punti vendita, non ci sarebbe stato bisogno di far perdere vendite agli operatori del nostro mercato, e non ci sarebbe stato bisogno di far perdere vendite a operatori di un certo territorio salvando tutti gli altri. Perché a Vicenza si provvede al sequestro e nel resto d’Italia no? E perché non andare nei punti vendita di altri operatori? E l'e-commerce? Certamente ci muoveremo con Confcommercio per vederci più chiaro”.