Venerdì, 28 Aprile 2017 00:00

Brita: l'acqua filtrata diventa emozione

Le strategie del nuovo direttore generale Lorenzo Sarvello

Brita è la Ferrari (quella delle ultime gare, beninteso) dell’acqua filtrata. Quote di mercato da capogiro, che superano di molto il 50%, rendono il colosso tedesco artefice della salute dell’intera categoria di prodotto. A guidare l’azienda nel nostro Paese è stato chiamato, da qualche settimana, Lorenzo Sarvello (foto), manager di lungo corso nel mercato dell’elettrodomestico e con un’esperienza ultradecennale in Whirlpool, altro “campione” del suo settore. 

 

Sarvello, qual è la sfida principale per Brita oggi?

“Allargare il mercato cambiando le abitudini di consumo degli italiani. In Spagna, Paese per tanti versi paragonabile al nostro, il canale consumer è grande tre volte quello dello Stivale. Da sottolineare che l’Italia è il secondo mercato al mondo per consumo di acqua in bottiglia. Insomma, di fronte a noi si distende una prateria da conquistare. Da qui nasce la nostra vision di cambiare le abitudini di consumo”.

 

Come vi muoverete?

“Lavoreremo con tutte le leve di marketing, rivolgendo un’attenzione molto forte verso il mondo social. In termini di messaggio vogliamo uscire da quello tradizionale e legato a un’acqua dal gusto migliore e con meno calcare. Sono convinto, infatti, che la nostra comunicazione debba porre l’accento sul valore emozionale dell’acqua filtrata mettendo in primo piano il gusto. Del resto, acqua filtrata significa anche buon caffè, buon tè; significa pasta per la pizza e brodo. In poche parole, l’acqua filtrata migliora la vita a 360 gradi”.

 

Oltre alla comunicazione, avrete novità di prodotto?

"Due ed estremamente importanti. La prima è la caraffa Style, con un design lineare, più accattivante ed elegante. Ma il 2017 sarà soprattutto l’anno del filtro Maxtra Plus. Da sempre i nostri filtri sono costituiti da due elementi: i carboni attivi, del tutto naturali essendo i gusci delle noci di cocco portati ad altissima temperatura e poi sminuzzati. Quindi nulla di chimico o artificioso. Il loro compito è quello di assorbire il cloro,  i suoi derivati e altre impurità presenti nell’acqua di rubinetto. Recentemente la nostra casa madre ha affrontato un grosso investimento per l’acquisto di macchine ultratecnologiche in grado di sminuzzare ancora più finemente i gusci delle noci di cocco, una vera e propria tecnologia Made in Germany. Il risultato è che i nuovi carboni attivi aumentano del 30% la capacità di assorbimento di quelli precedenti. L’altro elemento dei filtri sono le resine, che tolgono il calcare e i metalli pesanti".

 

Senta, Sarvello, una domanda personale. Ho già provato i nuovi filtri e dopo un mese la vostra caraffa mi ha invitato a cambiarli. Non è un periodo troppo breve?

“Assolutamente no. L’acqua è un alimento e dunque va curata in modo corretto, la manutenzione dei filtri fa parte della prassi di utilizzo della caraffa. Pertanto suggeriamo di cambiarli dopo trenta giorni proprio per mantenerne un buono stato igienico. Si avrà un filtro alla massima capacità di assorbimento e dunque alla massima capacità di aumentare il gusto dell’acqua che si beve o si usa per la cucina”. 

 

Insomma, tutta salute. 

“Tutta salute e ... più gusto”.