Giovedì, 11 Maggio 2017 00:00

Aspirapolvere: sull'etichettatura la Corte di Giustizia UE accoglie il ricorso di Dyson

Le prestazioni energetiche vanno misurate con "un certo grado di riempimento del contenitore"

In tema di etichettatura energetica degli aspirapolvere oggi a Lussemburgo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha accolto il ricorso giurisdizionale di Dyson contro la Commissione Europea, annullando la sentenza del Tribunale dell’Unione Europea. L’etichettatura energetica per gli aspirapolvere è stata introdotta in tutta Europa nel settembre 2013. Secondo le normative in materia, redatte dalla Commissione Europea di concerto con un gruppo di grandi produttori, le prestazioni di un aspirapolvere vanno testate a vuoto e senza polvere. "Verificare le performance senza polvere - scrive Dyson in una nota - non è rappresentativo e può essere fuorviante: infatti, a differenza degli apparecchi con tecnologia ciclonica – introdotta oltre 20 anni fa da Dyson, è possibile che la polvere accumulata durante l’utilizzo ostruisca gli aspirapolvere dotati di sacchetti e filtri, determinando spesso un calo della potenza di aspirazione. Di conseguenza, i consumatori si ritrovano ad acquistare un apparecchio che dichiara di rientrare nella classe energetica “A”, ma a tutti gli effetti scende in classe D o E quando il contenitore si riempie di polvere".

 

In condizioni di vita reale

Secondo Dyson, per riflettere la vera esperienza dei clienti, le prestazioni di un aspirapolvere vanno misurate in condizioni di vita reale ovvero utilizzando un apparecchio pieno di polvere. Max Conze, CEO di Dyson, ha dichiarato: “Si tratta di una vittoria storica per i consumatori, che avvalora la visione di Dyson secondo cui i test debbano rappresentare le prestazioni degli apparecchi utilizzati a casa. Di fatto la Commissione Europea ha reso questo test irrilevante e fuorviante per i consumatori. Dyson è stato l’unico produttore a proporre una limitazione della potenza in watt dei motori, presentandola come la soluzione più efficace per ridurre il consumo energetico e per ottenere una maggiore efficienza. Dyson infatti sviluppa dispositivi altamente performanti da utilizzare in condizioni domestiche reali.” Nella sua sentenza iniziale, il Tribunale dell’Unione Europea ha dichiarato non affidabile o ripetibile un test “a pieno carico di polvere”. Eppure, questo metodo è stato concepito dalla IEC (International Electrotechnical Commission) e adottato dagli organismi di collaudo dei consumatori e dei produttori di tutto il mondo, senza mai essere stato messo in discussione nei dodici anni del suo impiego. 

 

Metodo di calcolo

Nella sentenza di oggi, la Corte di Giustizia dell’UE ha imposto chiaramente l’obbligo di adottare nella fase di test, ove tecnicamente possibile, “un metodo di calcolo che consenta di misurare le prestazioni energetiche degli aspirapolvere in condizioni il più analoghe possibili a quelle effettive di utilizzo, che implicano un certo grado di riempimento del contenitore dell’aspirapolvere.” "Questa sentenza  - conclude la nota di Dyson -mette in discussione il futuro delle procedure di collaudo in Europa ed è precursore di cambiamenti positivi per i consumatori".