Martedì, 12 Settembre 2017 00:00

Gli elettrodomestici sono tutti uguali? Per niente. Piuttosto i negozi?

Fare cose "diverse" significa aumentare le occasioni per trovare la propria strada

Alzi la mano chi non ha mai pensato, neppure una volta, che gli elettrodomestici in fondo sono tutti uguali. A volte il sospetto - lo confessiamo - ha sfiorato persino noi, e quindi nascondiamo la mano. Ma la recente edizione dell’Ifa di Berlino (torniamo sull’argomento), pur non essendo stracolma di autentiche novità, ci ha fatto riflettere sui nostri pregiudizi.

 

Perché se restiamo in un settore tradizionalmente difficile da spiegare - ma anche tanto decisivo per le sorti del punto vendita - come quello del bianco, chi ritiene che siamo di fronte solo a scatole bianche (appunto) commette un errore marchiano. Un cattivo pensiero che dovrebbe indurlo a guardare meglio e magari anche studiare un po’ i prodotti. Perché dopo tutto gli sforzi per proporre apparecchi diversi, le aziende li fanno. Magari non tutte le aziende, ma molte sì.

 

Attenzione, soprattutto nel bianco diversità deve far rima con utilità. E allora come smentire che LG stia facendo la sua parte con la doppia lavatrice (foto) e con il frigorifero che diventa trasparente senza aprirlo. Come smentire che la stiano facendo altre aziende come Electrolux con la lavastoviglie dotata di cestello che si alza per limitare la fatica; o brand più o meno noti ma con potenzialità immense come Haier nel freddo o Asko. Senza citare top brand in fatto di qualità a tutto tondo come Miele, Liebherr o AEG. E ci limitiamo a citare gli stand che abbiamo avuto il tempo di visitare.

 

Insomma, la materia prima - a nostro avviso - non manca. Ecco perché se parliamo di diversità e del suo contrario, l’omologazione, dobbiamo ancora una volta registrare che facciamo molta fatica a intravedere nei punti vendita sforzi per comunicare qualcosa di realmente nuovo in termini di ambiente, accoglienza e stimolo verso i consumatori. Piuttosto il ragionamento che ci passa per la testa, quando entriamo in un negozio, soprattutto di grandi superfici, è che esso è (troppo) uguale a quello visitato due ore prima. E allora se ti abitui all’omologazione, tu rivenditore - omologazione anche in termini di strategia commerciale - probabilmente non riconosci la diversità neppure quando ce l’hai sotto gli occhi. E invece c’è. Eccome, se c’è. Poi, però, caro rivenditore, non ti stupire se il signor Rossi va sul web per cercare di conoscere qualcosa di più e se poi giunge in negozio col fucile puntato. Lavora sulla tua identità, su chi vuoi essere, su cosa vuoi dire e come vuoi essere riconosciuto. Perché se farai con giudizio questo lavoro, magicamente di fronte a te si dipanerà la strada più adatta alla tua azienda.