Lunedì, 06 Novembre 2017 00:00

"L'Europa ci chiede di sostituire i gas HFC, ma quelli alternativi sono insicuri e non all'altezza"

L'allarme lanciato da CECED Italia per il freddo professionale, gli scaldacqua e le asciugatrici a pompa di calore

Ceced Italia, l’associazione che riunisce le imprese che operano nel settore degli apparecchi domestici e professionali, lancia un allarme per i settori del freddo professionale, degli scaldacqua e delle asciugatrici a pompa di calore domestico, che si trovano a dover affrontare una situazione critica dovuta al complicato reperimento di gas refrigeranti. “Con il Regolamento (UE) 517/2014 - si legge in una nota dell’associazione - la Commissione Europea ha impostato un percorso di eliminazione progressiva, dei gas fluorurati, istituendo una tempistica per il phase down di alcuni composti. In particolare, i principali gas refrigeranti utilizzati nei settori sopracitati, come gli idrofluorocarburi (HFC) R404a e R134a, non potranno più essere utilizzati in alcune applicazioni a partire dal 1/1/2020 o 1/1/2022. Gli effetti devono essere andati evidentemente oltre le intenzioni della Commissione. Si assiste infatti - prosegue Ceced Italia - ad uno spropositato ed ingiustificato aumento dei prezzi degli idrofluorocarburi accompagnato, inoltre, sia da una scarsa disponibilità di tali sostanze da parte di chi le produce e sia da una mancanza delle autorizzazioni per l’utilizzo delle quote; questo comporta in particolar modo per gli importatori di apparecchiature precaricate un duplice aumento dei costi: del prezzo del gas e delle autorizzazioni all’uso”. 

 

Le aziende del settore sono da tempo impegnate nella sostituzione degli HFC con gas alternativi, ma sul mercato non sono ad oggi disponibili refrigeranti equiparabili, in termini di performance e di sicurezza, a quelli in via di sostituzione. Per alcune di queste tecnologie (le macchine per la produzione del ghiaccio, gli abbattitori di temperatura, gli scaldacqua e le asciugatrici a pompa di calore) risulta pertanto impossibile sostituire gli attuali gas e nel contempo rispettare le leggi e norme nazionali, europee e internazionali inerenti la sicurezza (limiti di carica nelle apparecchiature, di installazione in luoghi pubblici, adeguamenti in fabbrica), l’efficienza energetica (Regolamenti europei Eco-design), la tossicità. 

 

Ceced Italia ritiene dunque di dover sensibilizzare le istituzioni affinché si attivino nel gestire una situazione critica che sta mettendo a rischio un settore di punta dell’industria italiana e leader a livello mondiale, con particolare sofferenza per le piccole e media imprese.