Lunedì, 04 Dicembre 2017 00:00

Bompani rinasce e si rilancia. All'orizzonte il "forno perfetto"

L'annuncio fatto in una conferenza stampa congiunta tra azienda e istituzioni

Bompani nasce all’alba del miracolo economico – nel 1954 – quando gli elettrodomestici entravano per la prima volta nelle case italiane trasformando per sempre il modo di vivere delle famiglie. Oggi Bompani rappresenta uno dei pochi marchi ancora vitali, fra quelli che hanno fatto la storia italiana degli apparecchi per la cucina. Infatti dopo la grande crescita vissuta tra gli anni ’60 e ’80, questo marchio, divenuto ormai storico, ha saputo resistere alla recente crisi che ha colpito l’economia e in particolare il settore e oggi vive il suo rinascimento. L’azienda ha da poco inaugurato la nuova sede di Modena, dal 2015 ha effettuato circa 70 assunzioni, favorendo così il ricambio generazionale, nel 2016 è tornata all’equilibrio economico con un fatturato di 30 milioni di euro e per i prossimi tre anni lancia nuovi investimenti per oltre 5 milioni di euro.

 

Forte della propria tradizione Bompani ha cambiato rotta e capitano. Enrico Vento (che parla nel video, ed è al centro nella foto tra l'assessore Palma Costi e il sindaco di Ostellato Andrea Marchi), un passato da manager, è l’imprenditore che nel 2013 ha acquisito l’azienda presentando un piano di risanamento e di rilancio, unendo la propria storia personale con quella dell’azienda e del territorio. Ciò ha portato il marchio Bompani a focalizzarsi solo su prodotti italiani di qualità destinati all’Italia, ma anche ai mercati esteri nei quali trova grande spazio la bellezza e lo stile di vita italiano. Bompani esporta così il 90% della produzione di cucine e forni, che rappresentano il core business aziendale. C’è un mantra che Vento ripete: “Il marchio Bompani è solo per gli elettrodomestici prodotti in fabbriche italiane”. Gli elettrodomestici per la cottura sono prodotti nello stabilimento in provincia di Ferrara, i frigoriferi e le lavatrici negli stabilimenti partner di Nocera Umbra e Fabriano. Vento spiega con passione anche la logica di questa scelta: “Quando i consumatori scelgono prodotti di importazione a basso costo impoveriscono le nostre fabbriche, i lavoratori e l’economia nazionale. L'Italia ha una lunga e solida tradizione nella produzione di elettrodomestici ed è ancora il principale produttore europeo. L’elettrodomestico rappresenta la seconda industria manifatturiera italiana dopo l’auto. La qualità delle produzioni italiane è imbattuta. Tutto ciò che esce dalle fabbriche italiane Bompani è espressione e frutto della bellezza e dal saper vivere italiano”. A tutto ciò si aggiunge la nostra passione in cucina: “Solo noi italiani sappiamo come esaltare un modo di vivere, di mangiare e cucinare italiano” continua Vento.


A fianco di Bompani, in questa fase di rilancio, è la Regione Emilia-Romagna che, tramite la legge regionale 14/2014 finalizzata a promuovere investimenti e assunzioni, ha approvato un bando in grado di attrarre capitali e di sostenere la riconversione delle PMI del territorio. Proprio grazie a questo intervento, Bompani sta portando avanti un progetto di investimento su due importanti filoni: uno ambientale e l’altro legato alla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Il primo renderà la fabbrica ferrarese di Ostellato autonoma dal punto di vista energetico grazie allo sfruttamento delle energie rinnovabili; il secondo porterà al lancio di una nuova linea di prodotti per la cottura grazie alla sinergia fra la competenza di Bompani e quella dell’Università di Modena e Reggio Emilia, già maturata e sperimentata con successo dal dipartimento di ingegneria nell’automotive.

 

“L’accordo di sviluppo con Bompani, a cui stiamo dando seguito in base all’esito del primo bando sulla Legge regionale 14/2014, è particolarmente significativo perché segna il rilancio produttivo di un’azienda storica puntando su innovazione e ricerca” commenta l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi”. “Con queste - continua Costi - misure vogliamo incentivare e corrispondere la straordinaria reattività delle imprese puntando sulle competenze e sull’innovazione che sono gli assi vincenti del nostro ecosistema”.

 

 Il “forno perfetto” è l’immagine scelta da Enrico Vento per la ridefinizione di un nuovo punto di riferimento nella cottura. Il compito è affidato a un team Bompani, affiancato da ricercatori e ingegneri dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Il progetto è finanziato con il contributo della Regione Emilia Romagna e quello derivante dal piano nazionale Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico. Questo progetto genererà da subito 20 posti di lavoro e porterà dentro all’azienda almeno 5 ingegneri laureati. La sinergia fra Bompani e Unimore permetterà di trasferire le conoscenze della progettazione e simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics), già sperimentata nell’automotive e nel settore aerospaziale, ai forni delle cucine di casa per migliorare prestazioni e risultati di cottura. Nascerà così una linea di prodotti completamente nuova e altamente performante. Vento guida direttamente il progetto partendo da questa convinzione: “L’uomo ha sviluppato la propria intelligenza grazie al governo del fuoco che gli ha permesso la cottura dei cibi, le tecniche di cottura si sono evolute dal forno scavato nell’argilla del terreno al forno di casa. Purtroppo, dopo il grande successo iniziale, i forni di oggi hanno dimostrato poca capacità di evoluzione. Noi crediamo che il forno possa ancora andare verso la perfezione; grazie alla collaborazione con i ricercatori universitari vogliamo unire le nostre conoscenze, quelle sulla fluido e termodinamica e quelle della scienza della cottura. Vogliamo creare il ‘forno perfetto’, un forno dalle caratteristiche di cottura uniche: massima uniformità, il più efficiente sfruttamento dell’energia per i minori consumi, il governo di tutte le variabili necessarie per una cottura eccellente, la combinazione con gli strumenti adatti a ogni singola cottura, l’integrazione con tutti gli altri elettrodomestici. Chi può farlo se non noi italiani?”.