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Lunedì, 19 Febbraio 2018 07:57

Ceced Italia: un 2017 positivo con qualche lacrima

Per l'associazione di Confindustria risultati positivi in tutti i gruppi rappresentati, ma l'erosione dei prezzi scontenta. Cambia la stagionalità delle vendite, l’impegno per la sostenibilità continua, tuttavia si naviga in un mare con venti contrari.

È vero, bisogna avere un attitudine positiva, giustamente adottata anche in Ceced Italia, l'associazione di Confindustria dei produttori di elettrodomestici. Infatti, presentando l’andamento del comparto per il 2017, la presidente Manuela Soffientini bene ha fatto a sottolineare la generale positività raggiunta nel 2017 da tutti i mercati dei gruppi di prodotto presenti in Ceced, vale a dire elettrodomestici grandi e piccoli, apparecchi professionali, cappe, stufe e camini, componenti. Bene ha fatto a sottolineare gli obiettivi raggiunti: l’etichetta energetica per l’aspirazione, la definizione della nuova etichetta energetica in arrivo a fine 2019, il lavoro ai tavoli di trattativa europea e nazionale per le normative di sicurezza e sostenibilità Ecodesign ed Economia Circolare, l’innovazione digitale degli elettrodomestici, soprattutto lavatrici (nel 2009 erano 9 i modelli disponibili, nel 2017 oltre 100). Quando però si arriva all'andamento del mercato elettrodomestico è difficile mantenere un tono rassicurante se la “solfa” anche per il 2017 è la seguente: volume tendenzialmente stabile o in crescita, valore in calo. Ecco, è l’ormai tradizionale appuntamento con gli effetti della price erosion, la contrazione del valore per dirla con GfK. Colpa della promozionalità, e dei suoi “picchi isterici” (la definizione senza fraintendimenti è della presidente Soffientini), uno strumento che viene utilizzato a prescindere, azzera altre strategie, ignora domande di buon senso su quante probabilità ci sono che il consumatore possa comprare più lavatrici di quelle che gli servano, oppure sulla opportunità di costringere l’asciugatrice in una stagionalità “da panettone” (la battuta è sempre di Soffientini), quando c’è ancora un mercato da penetrare. Bene, cioè male, anche quest’anno vince lei, l’erosione del valore. Di chi è la colpa? E perchè, se tutti si lamentano, tutti stanno al gioco cannibale? Siamo perplessi. Forse è il momento di dirlo chiaramente: la promozionalità è “il sistema” di distribuzione dei beni durevoli, almeno i fatti dicono così. Del resto il sistema è potente: il black friday, più che altro un black fifteen, visto che è durato 15 giorni, ha cambiato la stagionalità delle vendite natalizie, anticipandole di un mese, nei grandi elettrodomestici ha prodotto a novembre un + 5,4% di vendite a volume, a dicembre ha causato una perdita di due punti percentuali. Davvero qualcuno si stupisce?

Economia circolare, con qualche angolo buio
Il mondo che conosciamo non ha risorse illimitate, tranne quelle rinnovabili, forse. Pertanto si sta facendo strada il concetto di Economia Circolare. Nel settore elettrodomestici significa soprattutto Ecodesign, riciclo-riuso dei materiali. Obiettivi ambiziosi che “potrebbero comportare cambiamenti profondi di progettualità e produzione”, temi che vedono le associazioni di produttori impegnate con le Istituzioni europee nella definizione di nuove regole. Dicevamo, riciclo e riuso, che significa recupero delle materie prime con la raccolta Raee, ma anche mercato second hand. In entrambi i casi parliamo di sani fondamenti di una economia circolare, che alla prova pratica però manifestano aeree di degenerazione. Nel caso del mercato dell’usato, un fenomeno relativamente recente, manca una regolamentazione per qualificare operatori in grado di assumersi le responsabilità sul prodotto ricondizionato, un passaggio obbligato che garantisca il consumatore, ma anche i brand. In ambito Raee, invece, la questione è complessa, anche dopo anni di impegno. Uno studio di Ceced Europa ha quantificato i volumi di materiali recuperabili da rifiuti elettrici ed elettronici, Raee appunto: sono 67 milioni di tonnellate di plastiche, acciaio, rame etc. (valore europeo). “I nostri consorzi per il trattamento Raee sono in grado di recuperare circa l’80% di questi materiali, rendendoli di nuovo disponibili per essere re-immessi nel ciclo produttivo” ha dichiarato la presidente Soffientini. Bene, cioè male: solo il 30% degli elettrodomestici eliminati ogni anno viene conferito correttamente ai sistemi di trattamento, succede nonostante normative, leggi e buone pratiche. E nonostante l’impegno e lo sforzo, bisogna dirlo, dei produttori. Che fine fa il 70% dei Raee? Evidentemente il problema travalica l’attività delle singole associazioni e arriva sui tavoli istituzionali, delle parti sociali, e in casa dei consumatori. Pare infatti molto difficile riuscire a far partire una economia circolare in una società che di circolare ha poco.

Il mercato secondo GfK
Per gli amanti delle percentuali riportiamo qui i dati relativi al 2017 rilasciati da GfK. I beni durevoli registrano nel 2017 un trend a valore in calo (-0,7%); perdono la Consumer electronics, Photo e Information Technology; guadagna la Telefonia (+4%) e l’Home Comfort (+18%). Il Grande Elettrodomestico - il secondo comparto dei Beni Durevoli - cresce bene nella prima parte dell’anno, ma chiude con una perdita di valore (-0,3%), mentre guadagna a volume un 2,9%. In dettaglio sono lavatrici (-3,0%), congelatori (-4,1%) e cucine a libera installazione (-6,0%) a lasciare sul terreno la maggior fetta del loro plus. Per il Piccolo Elettrodomestico, la situazione è positiva, anche se rimane l’asimmetria fra risultati totali a volume (3,4%) e a valore (1,1%). È la cura della Casa a sostenere il trend positivo del valore, grazie i mercati dell’aspirazione(+8,5%) e della pulizia a vapore (+14,9). Calano i ferri da stiro (-3% a volume; -4,0% a valore); la Food Preparation lascia sul tappeto il 6% a valore (a fronte di un +2,7 a volume), maggiormente colpiti impastatrici e robot da cucina in fascia medio alta. L’alto di gamma riduce la sua importanza anche nel settore delle macchine da caffè, dove le superautomatiche registrano una performance negativa. La cura della Persona registra un trend positivo sia a volume (+6,1%) che a valore (1,3); cresce maggiormente la rasatura maschile (+16,3% a volume, +8,4% a valore), seguita dalla depilazione femminile (+10,0% a volume, + 1,1% a valore) e dall’igiene orale, testine di ricambio comprese (+9,8% a volume, +4,1% a valore).