Lunedì, 11 Giugno 2018 08:30

Gli industriali faranno i conti con l'economia circolare

Riconfermata presidente Manuela Soffientini per Ceced Italia, diventata Applia Italia. Sul tavolo dell’associazione dei produttori di apparecchi domestici e professionali l'arrivo della nuova etichetta energetica e nuovi modi di fare business.

Fa un certo effetto vedere riuniti tutti insieme 15 miliardi di fatturato annuo, sotto le non mentite spoglie di top manager delle aziende aderenti ad Applia Italia, nuovo nome di Ceced: del resto l’annuale assemblea generale dell’associazione questo è. Ceced cambierà nome, un rebranding che ha lo scopo di “rafforzare l’identità dell’associazione e dei settori rappresentati in un’ottica sempre più europea”; il nome infatti è più assonante con appliances, che con il nostro “elettrodomestici”. Presidente è di nuovo Manuela Soffientini (foto), riconfermata in carica a rappresentare l’associazione per il prossimo biennio di questo tempo di rivoluzionari cambiamenti. Fra gli argomenti sotto la lente dell’associazione, l’adozione della nuova etichetta energetica a fine 2019, che sarà direttamente operativa per regolamento in tutti i paesi dell’EU, e i nuovi modelli di business che si annunciano come portatori di profondi cambiamenti. Anche sul fronte della raccolta Raee c’è molto da fare, se entra nella filiera del trattamento un terzo degli elettrodomestici a fine vita. Su questi ed altri argomenti si sono confrontati i relatori della tavola rotonda seguita all’assemblea generale di Applia Italia.

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Economia circolare: cos’è?
Uno dei nuovi modelli economico- sociali è l’Economia Circolare. Con questo termine si intende, “un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo”. Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, associazione mondiale promotrice della causa, in una economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera” (fonte Wikipedia), e i materiali tecnici sono, ad esempio, gli elettrodomestici e tutta l’elettronica di consumo. In pratica, la nostra società dovrebbe funzionare senza togliere o aggiungere al nostro ecosistema, ma facendo “circolare” risorse ed energie. Diversamente qualcuno ha stimato che, con i consumi attuali, fra circa 10 anni avremo bisogno di un altro pianeta. Dunque l’economia circolare, non cosa da poco, è l’opzione per il futuro. Un obiettivo non proprio dietro l’angolo e soprattutto che contempla grossi cambiamenti a vari livelli e su scala continentale, ormai.

Elettrodomestici rigenerati o ricondizionati, ma come?
Attualmente c’è grande confusione, il mercato degli apparecchi “rigenerati” è un far west di operatori. Perchè? Non esistono regole e tanto meno regolamenti generali per definire i requisiti che un apparecchio usato deve avere per essere re-immesso sul mercato, nessuna garanzia per l’utente finale. “Spesso la rigenerazione si limita a un refresh estetico” ha precisato Soffientini con la sua abituale chiarezza. E il consumatore è “disorientato per parole usate in modo seduttivo e privo di significato” ha precisato con cognizione di causa Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Senza regole, quello del riuso e riciclo, più che una economia circolare rischia di diventare una bufala commerciale.

Una questione di garanzia, di immagine e di reale convenienza
Che tipo di garanzia viene data al consumatore su questi prodotti? Soffientini lo sottolinea: le aziende mettono a disposizione del consumatore proprie reti di assistenza tecnica, investono sulla fiducia per la marca, che sta tornando a essere elemento cardine del rapporto fra industria e consumatore. In un mercato di prodotti rigenerati come si difende la reputazione del brand che, agli occhi del consumatore, comunque identifica l’apparecchio, anche se è ricondizionato; come chiarire all'utente che il tal marchio non ha responsabilità su come funziona una lavatrice usata e rigenerata? C’è un forte rischio d’immagine, il professor Enrico Finzi, di AstraRicerche, suggerisce la creazione di una marca certificata ad uso delle terze parti che intervengono sul prodotto usato. Difficile, al momento, stabilire - e misurare - il reale vantaggio in termini di sostenibilità del re-utilizzo di un apparecchio usato e forse obsoleto. In questo settore l’innovazione ha raggiunto notevoli risultati in termini di riduzione dei consumi energetici, di ottimizzazione dei cicli di funzionamento. È allo studio un documento ministeriale di valutazione sull’impatto ambientale del sistema circolare, lo riferisce Monica Tommasi, presidente dell’associazione Amici della Terra, che prende in considerazione indicatori fisici ed economici. Ad esempio per un frigorifero, risulta vantaggiosa la circolarità per il recupero dei materiali - è il 90% - , ma meno per i consumi, in dieci anni il mercato offre modelli energicamente molto più efficienti. È il professor Finzi a dare voce a un principio imprescindibile: “interrompendo la relazione perversa fra distributori e produttori focalizzati sul prezzo, bisogna tornare a discutere di qualità, diversamente il sistema capitalista si suicida”.

La presidente Soffientini (Electrolux) in carica dal 2016 e riconfermata per il biennio prossimo, è affiancata in qualità di Vice Presidenti da Vladimiro Carminati (De’Longhi Appliances), Antonella Ferrara (O.L.S), Beppe Fumagalli (Candy Hoover Group), Giorgio Marazzi (BSH Elettrodomestici), Evaldo Porro (Electrolux Professional). L’Assemblea ha inoltre ratificato l’ingresso in Consiglio Generale di Massimo Bordin (Whirlpool Italia) e Mario Salari (Ariston Thermo Group).