Giovedì, 02 Agosto 2018 07:52

Essere o non essere Raee? Questo è il problema

Il 15 agosto 2018 entra in vigore il cosiddetto "Open Scope", il “campo aperto” di applicazione della direttiva Raee. Tutto chiaro? Forse.

Gli apparecchi elettrici “sono tutti Raee, fino a prova contraria”. In una battuta, si potrebbero riassumere così gli effetti delle novità introdotte dall’Open Scope di prossima applicazione. Il decreto legislativo prevede la riorganizzazione delle categorie di riferimento delle Aee (apparecchiature elettriche ed elettroniche), che da dieci diventano sei. In virtù di questa modifica si allarga di fatto l’obbligo del trattamento Raee (rifiuti di apparecchi elettrici ed elettronici) a molti prodotti, finora rimasti esclusi. A pochi giorni dal via, ci sono ancora dubbi però su come gestire la novità: a quali delle categorie di trattamento dovranno essere attribuiti i nuovi arrivati, e quali costi i loro produttori dovranno sostenere. Anche se  “le modifiche attengono solo ed esclusivamente a una diversa ripartizione delle categorie di AEE”, come precisa il Comitato di Vigilanza del Ministero dell'ambiente,  è certo che con l’applicazione delle nuove categorie aumenteranno i produttori obbligati alla filiera del trattamento Raee. Si stima che saranno circa 6000 le imprese interessate alla normativa, confluendo nei sistemi collettivi porteranno a 13.000 il numero dei soggetti interessati alla filiera virtuosa del trattamento di apparecchi elettrici ed elettronici.

Fabrizio Longoni Direttore Generale Centro di Coordinamento RAEE

I sistemi collettivi sono pronti 
“Cambiando le categorie che identificano i Raee, aumenteranno i prodotti che rientreranno nella normativa di raccolta e trattamento Raee - afferma Fabrizio Longoni (nella foto), direttore generale del Centro di Coordinamento dei sistemi collettivi Raee -. Alcune stime indicano che raddoppieranno i volumi sottoposti alla normativa Raee”. Ad esempio, rientreranno nelle categorie Raee le caldaie, gli automatismi dei cancelli elettrici, i saliscendi per le persone, le stufe a pellet. ”Diventa un Raee tutto ciò che dipende dall'elettricità per il suo funzionamento - precisa Longoni - consideriamo che solo per le stufe a pellet sono circa 50mila le tonnellate di immesso sul mercato, su un totale attuale di 800mila RAEE ante Open Scope”.

Impatto su tutto il sistema
L’attuale filiera di trattamento Raee è un modello organizzativo che funziona, con aree di miglioramento che però coinvolgono anche altri attori: i privati, gli enti pubblici. Le nuove categorie di AEE potranno essere assorbite dai sistemi collettivi e il Centro di Coordinamento è pronto a gestire gli apparecchi del nuovo ‘campo aperto’ dei Raee, basta fare un giro sui siti di tutti i consorzi. eventualmente in attesa di indicazioni ministeriali.