Mercoledì, 30 Marzo 2022 14:29

Sull’ambiente, l’Europa rischia di penalizzare i produttori di elettrodomestici

L’allarme arriva da Applia Italia. “Si favoriscono le materie prime ma non i prodotti finiti” dice il presidente Paolo Lioy.

Paolo Lioy, presidente di Applia Italia Paolo Lioy, presidente di Applia Italia

In occasione della recente conferenza annuale di Applia Italia, l’associazione dei produttori di elettrodomestici, sono stati affrontati i temi di interesse strategico per l’industria insieme all’analisi dei dati del 2021. Quello scorso è stato un anno record, con un incremento di oltre il 18 per cento, superando gli 11 milioni di apparecchi prodotti. Anche l’export ha segnato un eccellente +18,5 per cento. L’industria degli apparecchi domestici e professionali si conferma quindi un’eccellenza manifatturiera del Paese, nonostante le pesanti difficoltà logistiche, di costo e di reperimento delle materie prime.

Volgendo lo sguardo al 2022 (iniziato con una flessione del mercato per più del 5 per cento nei dati di sell-in del bianco) è inevitabile rimarcare lo stato generale di incertezza dovuto – oltre alla situazione di instabilità geopolitica - alle perduranti difficoltà di approvvigionamento e agli aumenti dei costi delle materie prime e il forte rincaro energetico. Commentando i principali temi di natura ambientale, nel ribadire la volontà e l’impegno costante divApplia Italia nel supportare pienamente l'obiettivo di decarbonizzazione che si è posta l’Unione Europea per il 2050, il presidente Paolo Lioy è intervenuto sulla posizione dell’associazione riguardo il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) e la rimozione delle quote gratuite dell'Emission Trading System (ETS), che si pongono l’obiettivo di mitigare i cambiamenti climatici fissando un prezzo per le emissioni di CO2.

“La proposta di regolamento della Commissione sul CBAM interessa solo le materie prime, come acciaio e alluminio – spiega Lioy – e non include i prodotti finiti, come gli elettrodomestici. Nel complesso, i produttori europei di elettrodomestici dovranno affrontare un aumento del 5-10 per cento dei costi di fabbricazione per tutta la produzione con sede nell'UE, a causa dei prezzi più elevati delle materie prime e dell'energia quando le quote ETS gratuite saranno completamente eliminate, con grave impatto sulla loro competitività rispetto ai concorrenti extra europei. In assenza di un correttivo in fase di approvazione della proposta, nei fatti ciò spingerà a rilocalizzare la produzione al di fuori dall'Unione Europea, dove meccanismi equivalenti all’ETS non sono in vigore. Danni incalcolabili per i livelli occupazionali continentali e nessun beneficio ambientale”.

Sul tema dell’efficienza energetica, quanto mai di attualità per l’aumento dei costi delle bollette e più in generale per la situazione di estrema instabilità geopolitica, Applia Italia ricorda che gli elettrodomestici impattano per circa un terzo di tutti i consumi residenziali. Negli ultimi dieci anni, grazie all’efficientamento delle apparecchiature i risparmi hanno superato i 190 GWh/anno a livello nazionale. Il rinnovo del parco installato riveste dunque un’importanza primaria dal punto di vista della riduzione dei consumi: prendendo ad esempio la lavatrice, la sostituzione di un prodotto con più di dieci anni di vita garantisce un risparmio di oltre 200 kWh/anno che, con i costi dell’energia attuali, equivalgono a quasi 100 euro di risparmio in bolletta. Applia Italia stima possibili ulteriori risparmi energetici superiori a 280 GWh/anno, che equivalgono più o meno al consumo energetico di una città di circa 90mila abitanti. “E’ questa una strada che il legislatore deve promuovere convintamente - conclude Lioy -, capace di portare benefici concreti in tempi rapidi”.