Giovedì, 15 Dicembre 2022 12:47

Macchine utensili, robotica e automazione: ottimo 2022

Si prevede che anche nel 2023 prosegua il trend positivo, seppur con tassi di crescita più contenuti.

Non si arresta la crescita dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione: dopo un 2021 positivo il 2022 si chiude con incrementi a doppia cifra per quasi tutti i principali indicatori economici in vista di un 2023 favorevole, sebbene con tassi di crescita più contenuti. Questo, in sintesi, quanto illustrato da Barbara Colombo, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno.

Come emerge dai dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, nel 2022, la produzione si è attestata a 7.255 milioni di euro, segnando un incremento del 14,6% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato dall’ottimo andamento delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, cresciute del 27%, a 3.980 milioni di euro, e dal positivo riscontro delle esportazioni, attestatesi a 3.275 milioni di euro, il 2,5% in più rispetto all’anno precedente.

La domanda italiana di macchine utensili, robot e automazione è risultata vivace nel 2022, proprio come nell’anno precedente. Con un incremento del 31,3%, il consumo domestico è cresciuto a 6.575 milioni di euro, trainando non solo le consegne dei costruttori italiani ma anche l’import (2.595 milioni di euro, +38,5%). In aumento anche il dato import/consumo, aumentato di un circa 2 punti percentuali (a 39,5%), rimasto comunque sotto la “soglia di attenzione” del 40%.

Sul fronte estero, sempre secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, i principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di settore nel periodo gennaio-agosto 2022 (ultimo dato disponibile) sono risultati: Stati Uniti (281 milioni di euro, +24,7%), Germania (199 milioni, -15,6%); Cina (122 milioni, -3,5%), Polonia (111 milioni +4,7%), Francia (105 milioni, +9,1%). Il dato di export/produzione si è ridotto di circa 5 punti percentuali attestandosi a 45,1%.

Nonostante i fattori di incertezza a livello internazionale si prevede che il trend positivo prosegua anche nel 2023. In particolare, secondo le previsioni elaborate dal Centro Studi UCIMU, nel 2023, la produzione crescerà a 7.565 milioni (+4,3% rispetto al 2022) in virtù dell’incremento registrato dalle esportazioni, che si attesteranno a 3.375 milioni di euro (+3,1%), e dalle consegne dei costruttori sul mercato interno, che sono attese in crescita del 5,3%, a 4.190 milioni di euro. Anche il consumo continuerà a crescere, raggiungendo i 6.820 milioni di euro, con un 3,7% in più rispetto al 2022. Sebbene in misura minore rispetto alle consegne dei costruttori, anche le importazioni beneficeranno del dinamismo della domanda interna segnando un incremento dell’1,3% che ne porterà il valore a 2.630 milioni di euro. Il dato export/produzione scenderà ancora, fermandosi al 44,6%.

La conferma di un andamento favorevole anche nel 2023 arriva anche dall’analisi del carnet ordini dei costruttori italiani, che nei primi nove mesi dell’anno (ultimo dato disponibile) risulta pari a 8,1 mesi di produzione assicurata, il valore più alto registrato negli ultimi 30 anni.

“Nonostante i problemi di contesto, quali difficoltà di reperimento di materie prime, componenti elettriche e elettroniche e caro energia - ha commentato Barbara Colombo, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE - il 2022 ha segnato nuovi record per i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, che hanno raggiunto risultati mai toccati prima per quasi tutti gli indicatori economici. In particolare emerge chiaramente la vivacità della domanda interna sostenuta dagli incentivi 4.0 che, nel 2022, presentano ancora aliquote decisamente elevate (credito di imposta pari al 40% del valore dell’investimento) per poi, se non si interverrà con correttivi, ridursi al 20% già a partire dal 2023”. La grande mole di investimenti in sistemi di produzione di ultima generazione che è stata attivata in questi anni, e in particolare nel biennio post-2020, dimostra la validità dei provvedimenti messi in atto dalle nostre autorità di Governo. Per questo chiediamo che le misure di incentivo alla sostituzione di macchinari obsoleti e alla digitalizzazione degli impianti produttivi divengano strutturali, perché l’innovazione - digitale e non - è un processo continuo”.