Domenica, 07 Ottobre 2012 00:00

Comet, una bella storia

Il sisma di maggio distrugge il negozio di Mirandola, che rinasce dopo appena due mesi. Grazie all'impegno di tutti

Parliamo di elettrodomestici, novità di prodotto, strategie, volantini? Manco per sogno. Parliamo di cose molto più im­portanti, di sofferenze, di mani che si stringono, di solidarietà, di rinascita. Il terremoto emiliano, nel maggio scorso, ha inferto ferite profondissime a una zona d'Ita­lia tra le più produttive e dunque tra le più ricche. Ma la ricchezza, quando è frutto del lavoro e dell'ingegno, del rischio e della fatica, deriva da uomini che non si fanno abbattere. Neppure quando la terra decide di tremare. E questa è una di quelle storie, una di quelle storie straordinarie che nessuno racconta. Anzi, quasi nessuno. Noi lo facciamo.

Il tendone
A Mirandola, una delle cittadine più colpite dal sisma, nella bassa modenese, la Comet aveva un punto vendita. Un negozio che era una sorta di istituzione per la comunità locale, do­ve addetti e clienti si chiamavano per nome. Già, esistono ancora questi negozi. Per fortuna. La botta del 20 maggio lo danneggia in modo irrimediabile, quella del 29 lo abbatte quasi del tutto. Nel 2008 era stato completamente rinnovato. I danni am­mon­tano a quasi 3 milioni di euro. I di­pendenti che vi lavorano perdono il lavoro dalla sera alla mattina. E molti anche la casa. La reazione dell'azienda, però, è istantanea. Nessun ragazzo viene messo in cassa integrazione: alcuni vengono spostati in punti vendita non lontani da Miran­dola, ad altri si offre l'opportunità di andare in ferie. Mentre altri ancora restano in paese e continuano a vendere elettrodomestici sotto un tendone di circa 200 metri quadrati.

Si torna alla normalità
Lavoro massacrante da parte di tutti, dirigenti dell’azienda, dipendenti e collaboratori. Ma la voglia di ricominciare è tanta, e tutti ci mettono il massimo impegno. Dopo qualche settimana l’azienda affitta un locale fino a quel momento utilizzato da un’altra insegna dell’elettrodomestico. Al­l’i­ni­zio di agosto l’attività torna alla normalità. In poco più di due mesi, il sisma viene messo alle spalle. Tutti hanno mantenuto il posto di lavoro e altri l’hanno addirittura trovato.    

Nessun licenziato. Anzi, assunti più dipendenti

"La sola agevolazione che avremmo potuto ottenere dal Governo - confessa con amarezza Marco Cervellati, Consigliere Delegato di Comet - era la cassa integrazione per i nostri dipendenti coinvolti nel terremoto”. “Eventualità che non abbiamo mai preso in considerazione visti gli enormi disagi che i nostri collaboratori si sono trovati a dover affrontare nell’arco di pochi istanti”. “Pertanto - anche grazie alla loro incredibile disponibilità - ci siamo rimboccati le maniche e da tempo siamo ripartiti in un nuovo negozio. Con qualche dipendente in più di prima”.