Venerdì, 21 Settembre 2012 00:00

"I piani a induzione non convengono in assoluto"

Ce lo hanno detto in un pdv Trony a Teramo. E da Unieuro "meglio un frigorifero in A+ che in A++. Costa meno"

Un ambiente accogliente, rilassante, quasi familiare, benché si tratti di un punto vendita di grandi dimensioni. I pc accesi, disposti simmetricamente su file parallele, occhieggiano al visitatore appena en­trato con il loro marchio Trony fis­so su tutti i monitor, tanto per ricordargli dove si trova. Siamo a San Nicolò a Tordino, frazione di Teramo, e il pdv Gre è il primo della nostra quinta in­cursione nei negozi eldom d’Italia sotto le vesti di consumatori misteriosi, che questa volta fa tappa in A­bruzzo. Sono le 10 di mercoledì 8 agosto e i consumatori presenti non superano la dozzina. “Buongiorno, ha bisogno di qualcosa? Siamo subito da lei” è il saluto di  benvenuto che, già a pochi passi dalla soglia dello store, ci colpisce. Non è cosa di tutti i giorni nei negozi di elettrodomestici e lo gradiamo più dell’aria condizionata in una mattinata di piena estate.
 
"L'ideale per chi non cucina mai"
Gli scaffali sono fitti di prodotti e al tempo stesso ordinati, con cartellini chiari e ricchi di informazioni comprensibili. Non è il solito proliferare di sigle e nomi in codice: descrizioni e caratteristiche tecniche sono complete e soprattutto in lingua italiana in tutti i comparti. La giornata è iniziata bene, pensiamo corazzati di occhialini, seduti su uno dei due divanetti dedicati alla vi­sione di programmi in 3D. Di lato, nel cestello che li contiene, scopriamo in­formazioni essenziali su quelle lenti speciali: visione ottimale da qualsiasi angolazione, nessuna di­storsione del­le immagini né affaticamento della vi­sta e addio batterie da ricaricare, la durata è illimitata senza alcuna radiazione e­lettromagnetica. Il consumatore, in tempi di crisi, chiede di essere rassicurato. E pare che almeno sul fronte de­gli occhialini 3D possa godere di vi­sioni tranquille. Ma vediamo quanto sono preparati i commessi. Chiediamo lumi per l’acquisto di una cappa, spiegando di non avere problemi di spazio né di spesa. L’incipit è buono: “Si consiglia una zona aspirante di pari larghezza rispetto a quella del piano cottura sottostante. Per il resto - e qui restiamo di stucco - gli apparecchi so­no tut­ti esattamente u­guali, non resta che scegliere il design”. Ma non esistono modelli che purificano l’aria del­la cucina? proviamo a sondare. “Pro­ba­bil­mente sì - risponde l’addetta - forse qualche cap­pa Fa­ber, ma co­munque noi non ne abbiamo”. Pro­via­mo coi piani a in­du­zione: “Non convengono nel modo più assoluto - ci sentiamo ri­spon­de­re - il consumo è proibitivo e supera i 6 chilowatt, quei piani sono indicati solo a chi possiede pannelli fotovoltaici o a chi ha già innalzato la potenza del proprio contatore domestico per altri motivi, ad esempio per apparecchi elettromedicali. Sono mol­to belli ma scomodi, van­no usati con stoviglie ad hoc e da chi cucina poco. Anzi, so­no l’ideale per chi non cucina mai”. Meglio concedersi due minuti di relax con un massaggio rigenerante, meditiamo alla vista di una poltrona shiatsu. Peccato abbia la spina staccata. Niente relax.  

Scaffali, poco spazio
Anche nello store Unieuro, a Piano D’Accio, altra frazione di Teramo, gli addetti sono solerti nell’accogliere i visitatori con un sa­luto. L’occhio vola im­me­dia­ta­mente ai cartellini di vendita: ospitano descrizioni ac­curate e dettagliate, con al­cuni particolari mes­si in evidenza all’interno di appositi rettangoli blu. Nel settore dei dischi aspirapolvere e degli aspirabriciole si punta ad esempio su tipo di alimentazione e autonomia offerta, mentre per i bidoni sulla potenza e sulla funzione del recupero liquidi. Sugli scaffali i prodotti sono molto vicini, specie nel reparto stiro, dove i ferri distano tra loro meno di un centimetro e i cavi di due o tre diversi apparecchi sono aggrovigliati tra loro. 

A caccia di informazioni
Pure il lineare dei minipimer e degli asciugacapelli desta qualche perplessità: il primo, per le due scatole vuote sdraiate sullo scaffale in compagnia di altrettanti prodotti addossati uno sull’altro e di un paio di bicchieri graduati rovesciati di lato. Qualcuno ha lasciato un tappo giallo a poca distanza. O forse fa parte della dotazione di accessori. Nello scaffale dedicato alla cura dei capelli, invece, tre phon privi di indicazioni e confezioni giacciono accanto ad una spazzola racchiusa in una scatola trasparente. An­che qui nessuna informazione, neppure di prezzo. Tra le bombolette per la pulizia del pc un paio sono rovesciate, e a qualche metro di distanza, sot­to a uno stendibiancheria elettrico, scopriamo una catasta di cinque o sei ali stendibucato di ricambio, proprio vicino a una gomma da masticare che schiviamo per miracolo. 

Quanto costa? Dipende
Belle le macchine da caffè Krups e probabilmente lo erano anche le loro confezioni di for­ma ellittica: una ha la carta strappata e il coperchio mancante, mentre i prodotti mostrano resti di adesivi appena staccati. Fingo allora di voler comperare un frigo: “Tra un A+ e un A++ il risparmio è minimo - mi in­forma il commesso -me­glio un A+, che costa meno. Come lo vuo­le, ventilato o no fro­st? - ci chiede -. Tutti prendono il no frost (non ci lascia ri­spon­dere), lo prenda anche lei”. “Con­su­len­za e servizi no problem” si legge infine sulle brochure sparse per il negozio: un’estensione di garanzia che of­fre anche il prodotto di cortesia quando il proprio è in assistenza. In­te­res­sante, ma quanto costa? Di­pen­de, ri­sponde un addetto. Cioè è in percentu­ale sul prezzo? chiediamo. “Beh, sì, ma non sa­prei dire quale”. E sparisce. Apprezziamo l’onestà. A Sam­bu­ceto, frazione di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti ma a pochi km an­che da Pe­sca­ra, visitiamo il pdv Eu­ro­nics del centro commerciale Centro D’A­bruzzo. Colpiscono da lontano i consumatori chini sui layout, intenti a leggere i cartellini. Il motivo è presto svelato: le descrizioni viaggiano dalle tre alle sei-sette righe riportando informazioni precise, dettagliate, qua­si una scheda di vendita in formato ri­dotto.

Le consiglio una Miele
C’è il giusto spazio tra i prodotti esposti in tutti i settori, in un negozio ordinato a libera circolazione. Si notano i congelatori a pozzo, bianchi e mastodontici che spiccano davanti a un pannello blu scuro. Le offerte sono po­che e non in­vadenti, non più di due per li­ne­are. Pro­viamo a “comprare” una lavabiancheria: poche do­mande dell’addetta alla vendita, quanti siamo in casa e se ci sono bambini, se abbiamo un budget massimo da rispettare (per facilitare il compito rispondiamo di no), ed ecco che si realizza il miracolo. “Le consiglio una Miele”, tuona la commessa, pronunciando il marchio tedesco all’italiana, con l’accento sulla prima “e”. E via con la descrizione dei benefit offerti, dall’oblò che resta chiuso finché l’elettrodomestico non è attaccato alla corrente, fino al cestello a nido d’ape che salvaguarda i capi delicati con una carezza. “Costa molto - incalza -, ma ne vale la pena”. Sospirone.