Domenica, 14 Giugno 2015 00:00

Unieuro: il nuovo spot e il suo (possibile) significato

A noi sembra realmente innovativo, e potrebbe tornare a vantaggio dell'intero mercato. Ecco perché

Quando ieri abbiamo ricevuto il comunicato stampa che presentava l'ultimo spot tv di Unieuro, e abbiamo cominciato a leggerlo, non abbiamo resistito: una risata fragorosa e sguaiata ci è uscita di getto, come la cascata d'acqua dopo aver demolito la diga. Toni troppo enfatici, aggettivi esagerati, insomma il solito comunicato da agenzia vecchio stampo. Di conseguenza, nessuna credibilità. Tanto è vero che non lo abbiamo pubblicato. Dopo qualche ora, però, ci è capitato di vedere lo spot e abbiamo smesso di ridere, oltre che chiedere idealmente scusa all'agenzia stampa per aver dato un giudizio prima ancora di vedere. Sì, perché si tratta realmente di un messaggio nuovo. O, almeno, noi lo abbiamo inteso così. Un messaggio che prima ancora di raccontare che cosa viene offerto in questi giorni a prezzi sottocosto, pone l'accento sullo strumento volantino in sé, accrescendo il valore di quello di Unieuro agli occhi dei consumatori. La comunicazione dell'offerta pura e semplice giunge solo in un secondo momento. E' il flyer che conta (ovviamente quello di Unieuro) e di conseguenza, ma solo di conseguenza, l'offerta in esso contenuta è "imperdibile". Fino ad oggi non avevamo assistito a nulla di tanto innovativo nella comunicazione ai consumatori, ai quali Unieuro dice: "Il mio volantino è altra cosa rispetto a quelli degli altri. Hai la certezza, caro potenziale cliente, di trovare qualcosa di interessante". E' ovvio che si tratta di un'operazione volta a dare sempre più valore all'insegna, soprattutto se le operazioni di vendita andranno avanti. Ma qui c'è ben altro, e può riguardare l'intero mercato. A nostro avviso uno scatto in avanti di questo tipo potrebbe tornare utile agli stessi concorrenti di Unieuro, laddove (lo abbiamo detto e scritto tante volte) cogliessero che la loro forza non è andare in collisione con Forlì sull'offerta di prezzo. Se infatti maturassero una loro individualità netta e distinta, vale a dire se maturassero qualcosa di alternativo da comunicare, il volantino manterrebbe ancora oggi una forza di comunicazione a loro vantaggio la cui efficacia probabilmente, e nonostante tutto, si colloca dietro al solo investimento pubblicitario in tv. Dopo mesi di pressione promozionale piatta e banale, e a tratti anche confusa nonché dannosa agli occhi dei consumatori, mesi durante i quali il più attivo è stata comunque Unieuro, ci vogliamo convincere che sia stata accesa una fiammella incoraggiante nel dialogo con gli utenti finali. Chiudiamo con una riflessione che sconfina nel fantamercato. Considerata la velocità a dir poco sostenuta con la quale sta crescendo il valore dell'insegna Unieuro nella mente dei consumatori finali, provate a pensare cosa succederebbe se tra uno o due anni l'insegna lanciasse un proprio brand di prodotti. (graziano girotti