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Giovedì, 12 Maggio 2016 00:00

COMMENTO - Trade, quella fame di cultura di prodotto

Dopo il workshop di Nordest Distribuzione (Gruppo Cove) che si è tenuto a Mantova nei giorni scorsi

Una sintesi del workshop di Nordest Distribuzione (Gruppo Cove), a cui siamo stati invitati e che si è tenuto nei giorni scorsi a Mantova dando modo a una trentina di industrie di incontrare direttamente i loro clienti negozianti, attuali o potenziali? Che da parte di questi ultimi c'è una grandissima voglia, oltre che necessità, di informazioni di prodotto, di spiegazioni, di fare domande alle aziende. Insomma, di occasioni di confronto con i brand. Possiamo usare un termine più aulico ma sicuramente non fuori luogo? C'è fame di cultura su ciò che i negozianti vendono ai consumatori. Non a caso diversi rappresentanti delle aziende ce l'hanno confessato, registrando un coinvolgimento dei negozianti maggiore dell'edizione 2015. Ecco, queste occasioni devono aumentare nel mondo del trade. E quando usiamo il verbo "dovere" lo usiamo proprio nel senso imperativo: è una cosa che va fatta. Punto. Ciò implica che con i fornitori il rapporto riprenda strade perdute negli ultimi anni, durante i quali si è pensato a strappare lo zero virgola per cento di contributo in più a fronte di nulla, se poi i negozianti che si trovano sul territorio non conoscono (o conoscono poco) ciò che vendono. Molte industrie (non tutte) hanno funzionari preparatissimi, ma sono troppo pochi e poche sono le opportunità di parlare direttamente al rivenditore. (g.g.)