Giovedì, 07 Luglio 2016 00:00

Amazon cancella gli sconti. Una lezione anche per noi?

Il colosso di Seattle ha capito che la promozione non è più efficace come prima. E sposta l'attenzione sui servizi

La notizia è di quelle che passano sotto silenzio perché richiedono un minuto, non di più, per rifletterci sopra. Ma il suo potenziale è deflagrante. Visto però che trovare un minuto di riflessione oggi è un lusso per quasi tutti, ecco che proviamo a tirarla fuori noi. Segnalata da corriere.it, la novità è questa: Amazon, neppure sotto traccia, sta eliminando l’indicazione del prezzo di listino dai prodotti su cui applica lo sconto che fino ad oggi è stata l’arma letale che ha consentito al colosso di Seattle di diventare colosso planetario. Ormai, scrive il quotidiano riportando le riflessioni di un docente americano che si occupa di studi sui consumatori interpellato dal New York Times, Amazon non ha più bisogno di “irretire” (scrive proprio così) potenziali clienti perché può contare su oltre 300 milioni di affezionati acquirenti. Ora la sua attenzione è concentrata sull’obiettivo di allargare coloro che utilizzano il servizio Prime, consapevole che lo sconto non è più efficace come prima. E quindi sposta la barra del suo transatlantico in tutt’altra direzione. E’ una decisione sulla quale anche il nostro trade dovrebbe perdere cinque minuti di riflessione? Secondo noi, sì. E forse addirittura dieci. Perché è vero che Amazon è Amazon, è vero che può contare su milioni di referenze e noi su poche migliaia, è vero che ha una forza che noi neppure ci sogniamo. E’ vero tutto questo e se ci volessimo mettere a posto la coscienza potremmo piantarla qui. Ma è anche vero che nel nostro settore, sul piano dei servizi utilizzati per fidelizzare i consumatori finali, sul piano delle innovazioni nel dialogo con loro, sul piano delle strategie per allontanarsi da sconti e sottocosti stante la loro conclamata ridotta efficacia (tutti dicono che perdono forza e tutti li utilizzano sempre più, e si scannano), se guardiamo il settore dall’alto, vediamo un immobilismo incrollabile e immarcescibile da questo punto di vista. E l’immobilismo di solito - anzi, sempre - non porta sul lungo periodo a far crescere le aziende. Tra 0 e 100 la differenza c’è. La lancetta della storia e soprattutto del futuro si è messa a correre alla velocità della luce. Ma noi non riusciamo a scrollarci di dosso un amore viscerale, romantico e autolesionista per l’età della pietra.