Domenica, 06 Novembre 2016 00:00

Commessi: da noi ruota di scorta (sgonfia). Mentre leggete cosa fa Walmart

Il colosso americano della distribuzione ha capito che salario più alto vuol dire azienda più ricca

Nel settore della consumer electronics, in particolare nel rapporto negozio-consumatore finale, tutto complotta a danno delle risorse umane. Per risorse umane intendiamo coloro che contano di più: gli addetti alla vendita. E contano di più perché accolgono e parlano direttamente ai potenziali clienti. Quelli che comprano. Se si adottano politiche commerciali basate solo e soltanto sul ribasso dei prezzi - e le insegne da almeno quindici anni, andando al sodo e guardando in generale, sanno fare solo questo - i primi a rimetterci sono i venditori. Cui si chiede di coprire mille mansioni, di rinunciare a sogni di carriera, di faticare molto di più per avere in cambio di meno. Poi quelle stesse insegne corrono dai fornitori per chiedere corsi di formazione che hanno la funzione della foglia di fico: coprire le vergogne. Perché se tu imprenditore del trade sei il primo a non credere nei tuoi principali collaboratori, hai voglia a correre dai fornitori. Dai quali, peraltro, negli ultimi mesi corri ancora più veloce per pretendere contributi e premi finali a prescindere dal rispetto degli obiettivi di fatturato decisi a inizio anno. E la colpa è tutta dell'e-commerce. Che nel nostro settore pesa ancora poco o nulla. Di fronte a questo quadro si distende l'esempio di Walmart, il colosso americano della grande distribuzione, che invece sta investendo non poco nelle proprie risorse umane. Un lettore ci ha segnalato l'articolo che trovate sotto. E' tratto dal periodico pagina99, che si trova anche sul web. Forse vale la pena di leggerlo.

 

WALMART, QUANDO IL SALARIO PIU' ALTO FA L'AZIENDA PIU' RICCA

Pagare di più i dipendenti, anche quelli poco qualificati, e investire sulle loro possibilità di crescita interna genera profitti per le aziende, almeno nel breve periodo. Il colosso della grande distribuzione Walmart ne è la dimostrazione. All’inizio del 2015, per la prima volta nella sua storia, la catena ha visto scendere i propri ricavi. I sondaggi tra i clienti, invitati con un messaggio sul retro degli scontrini a fornire via web il loro parere rispetto all’esperienza di acquisto, hanno dato risultati pietosi: bagni sporchi, scaffali spesso vuoti, file alla cassa interminabili, personale irreperibile. Solo il 16% dei negozi era stato in grado di raggiungere gli obiettivi di assistenza ai clienti previsti dai piani aziendali.

IN 19 MESI LA SVOLTA. Ma 19 mesi dopo, quegli stessi sondaggi hanno dato esiti più confortanti: il punteggio assegnato a pulizia, velocità e gentilezza era salito, e ricerche condotte da enti esterni alla multinazionale hanno segnalato un maggiore livello di soddisfazione della clientela. In mezzo c’è stato un netto cambio di strategia. La  svolta radicale fu annunciata con un video a febbraio 2015 dal ceo Doug McMillon: salari più alti per tutti, anche per chi non ricopre ruoli manageriali.

PAGATI 13,69 DOLLARI L'ORA. Un impiegato a tempo pieno oggi guadagna 13,69 dollari all’ora, il 16% in più rispetto al 2014. È l’applicazione della teoria del salario d’efficienza: i datori di lavoro disposti a pagare meglio i propri dipendenti, avranno in cambio dipendenti più leali e che lavorano di più. Ma il cambiamento va oltre la busta paga, riguarda anche le maggiori prospettive: Walmart ha costruito 200 training center per fornire strumenti  e percorsi chiari di carriera agli impiegati - compresi quelli pagati a ore - che desiderano crescere, giocarsi la propria scalata fino alle posizioni manageriali.

LA CARRIERA CHE ATTIRA. Così la più grande catena della distribuzione organizzata ha rivoluzionato la propria immagine: prima era nota per le politiche di contenimento dei costi, e «lavorare da Walmart era l’equivalente di un fast food nel settore ristorazione», ha detto qualche giorno fa al New York Times il 22enne Garrett Watts, ex receptionist di un hotel e ora fresco di promozione a manager, che dichiara di essere stato inizialmente attratto non tanto dallo stipendio, ma dalle possibilità di carriera. L’esperimento Walmart pone una domanda per l’economia nel suo complesso: buste paga più consistenti possono dare uno sprint generale alla domanda di beni e servizi? Il dato interessante è che, nel caso di Walmart, anche la spesa nei punti vendita da parte degli stessi impiegati è cresciuta. Una metafora di ciò che il salario d’efficienza potrebbe produrre nelle nostre economie.