Venerdì, 02 Dicembre 2016 00:00

LETTERA - "La mia esperienza in negozio nel giorno degli sconti"

Ci scrive un addetto di Media World e ci racconta cosa gli è successo ieri

Caro Direttore,

  

a parte il nostro claim pubblicitario di questi giorni, che francamente mi ha lasciato perplesso, io questa mattina (ieri, ndr) entro in punto vendita depresso. Credo che mai nella mia vita lavorativa mi sia sentito così poco orgoglioso dell'appartenenza a questo Gruppo. Unieuro festeggia il Black Friday con il 25% su tutto. Noi, che festeggiamo i nostri 25 anni, semplicemente NO.

 

Certo, ad ogni punto vendita è stata data carta bianca sugli sconti da applicare sulla merce vecchia (stock fermo, obsolescenze, le chiami come vuole), ma per il resto gli sconti a livello nazionale riguardavano pochi articoli selezionati. Al cliente non è stata data facoltà di scegliere.

 

Poi ho capito.

 

Dopo i primi clienti che cercavano GLI SCONTI, ho capito.

 

Ho capito che l'HOMO OFFERTIS non è un cliente fidelizzato. E non sarà per nessuna insegna possibile fidelizzarlo. L'HOMO OFFERTIS è a caccia del prezzo più basso, da strappare oggi a Unieuro, domani a Mediaworld. Poco importa chi vende cosa. L'importante è aver preso l'OFFERTA.

 

E mi sono reso conto che, forse, di quei clienti potevamo anche fare a meno. Perché non avrebbero certo guardato il disservizio, la coda in cassa, gli spintoni e le lunghe attese. A loro non interessa. A loro serve solo mettere le mani sul prodotto in OFFERTA.

 

In compenso avremmo fatto una magra figura con chi, assieme al prodotto, cercava anche un servizio, un cross selling, un po' di assistenza.

 

Ecco che invece, selezionando solo alcuni prodotti, oggi la giornata è stata sostenibile. Non parlo dal punto di vista economico (anche se probabilmente a conti fatti sarà così), ma a proposito del fatto che sono riuscito a dare servizi e assistenze nonostante ci fosse un'affluenza fuori dal normale.

Eravamo ben “coperti” dal punto di vista degli addetti. Quindi siamo riusciti a fronteggiare il Black Friday mantenendo un livello medio alto di professionalità e cortesia nei confronti del cliente.

 

Forse lo sconto da noi non era memorabile, ma abbiamo lasciato un buon ricordo a chi voleva comprare.

 

Abbiamo venduto una cosa più importante dello sconto: una buona immagine nella giornata che dovrebbe lanciare lo shopping natalizio. Ma che in Italia è stata interpretata come la giornata dello SCONTO.

 

G.M.  

 

(lettera firmata)

 

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Questa lettera ci piace per due motivi. Il primo è che, nonostante tutto, le insegne mantengono ancora sul campo addetti legati alla “maglia”. Addetti che, nonostante tutto (lo ripetiamo volutamente) conservano un livello più che decoroso di passione e di senso di appartenenza alla propria azienda. In altre parole, addetti fidelizzati in tempi nei quali il trade (tutto, sia chiaro) fa a gara nello s-fidelizzare i consumatori con messaggi di marketing e politiche commerciali sul campo tese a svilire prima il valore dell’insegna e, subito dopo, quello dei prodotti che l’insegna vende. Il secondo motivo per cui questa lettera ci piace è che dimostra come, volendo, le cose “per bene” si possono ancora fare. Per di più nella giornata dove più forte è l’attesa per lo sconto. Suggerimento non richiesto a Media World e alle altre insegne: se volete realmente fare concorrenza a colossi e non colossi dell’e-commerce, provate a conoscere meglio coloro che rappresentano il vostro vantaggio decisivo rispetto al web: i vostri collaboratori sul campo. E valorizzate chi si merita di essere valorizzato. Tutto il resto verrà di conseguenza. (g.g.)