Domenica, 02 Luglio 2017 00:00

Commessi: quelli che si sentono camerieri di ristorante (e sono tanti)

"Quando un cliente ci chiede un fuori menù gli facciamo capire che deve andarsene..."

"Io ormai, per non mangiarmi il fegato, sono passato alla filosofia che il punto vendita vada visto e vissuto come un ristorante. Noi siamo i camerieri di questo ristorante. E se lo chef ha un determinato menù, noi dobbiamo guidare i clienti nella scelta di quel menù. Il problema di oggi è che, quando un cliente chiede un piatto fuori menù, un bravo chef potrebbe e dovrebbe accontentarlo. Noi invece gli facciamo capire che non possiamo e che deve semplicemente cambiare ristorante...". In questi giorni ci stiamo confrontando con diversi addetti e capi-reparto sul tema del rapporto fra centrale e negozio sul territorio. Quella che leggete sopra è l'amara confessione di uno di questi, indubbiamente ragazzo brillante e appassionato. Una passione che, però, è sfiorita, appassita, lentamente uccisa dallo scollamento tra la sua sede centrale e il negozio dove lavora. Una situazione molto, troppo diffusa. Trasformare i propri venditori in camerieri (senza nulla togliere a chi svolge questo nobile lavoro che, però, attiene i ristoranti appunto e non i punti vendita di elettronica) è il delitto peggiore della managerializzazione spinta che ha interessato il nostro trade tradizionale e della disattenzione di troppi imprenditori. Managerializzazione spinta e disattenzione degli imprenditori (per di più alcuni di questi pronti a cedere la propria impresa se solo si presentasse l'occasione) sono alla radice di una demotivazione talmente profonda tra coloro che lavorano a contatto con i consumatori che sembra quasi pianificata scientemente. (g.g.)