Domenica, 09 Luglio 2017 00:00

Expert, un gruppo fatto di persone

L'insegna della stella compie cinquant'anni. E guarda avanti

A qualcuno il titolo che abbiamo dato a questo servizio potrà apparire scontato, forse pure banale. D’altronde i gruppi da chi sono composti? Da persone, non certo da mele. Vero. Ma è ancora più vero che mai come in questi ultimi due o tre anni le insegne tradizionali hanno relegato in secondo piano il loro punto di forza nel dialogo con i consumatori. Quell’enorme vantaggio rispetto agli operatori online che è costituito dagli addetti vendita in carne e ossa (e cervello). Pertanto bene ha fatto Expert a impostare la propria convention 2017, per di più quella del cinquantesimo anniversario dalla fondazione, sul valore della persona. E del resto come puoi resistere per mezzo secolo senza l’apporto di uomini e donne che ogni giorno con un mercato dalle tante sfaccettature si mettono in gioco e provano a rispondere in modo efficace agli stimoli (magari possibilmente anticipandoli) che arrivano dai consumatori? Di conseguenza a nostro avviso sono stati tre i momenti clou della mattinata. Quello nel quale si sono ricordate le aziende presenti al momento della nascita del gruppo distributivo (foto), e quello - definiamolo pure emozionante, visto che anche il vicepresidente Enrico Somma si è fatto vincere da un pizzico di commozione - nel quale sono saliti sul palco tanti adolescenti o poco più a rappresentare la generazione successiva di imprenditori rispetto a quella attuale. Come dire: Expert ha il futuro garantito.

 

Il futuro va meritato

Però il futuro va meritato, soprattutto di questi tempi dove il destino del trade tradizionale sembra segnato da quel “mostro” che si chiama e-commerce. O almeno tale è considerato da molti (ma non da noi). Ecco, in questa cornice è sbocciato come uno splendido fiore di primavera l’intervento a braccio di Pupi Avati, notissimo regista, sceneggiatore, scrittore e tanto altro. Sì, perché Avati ha fatto compiere alla convention di Expert un balzo ancora più in alto riempiendola di un significato profondo, lui che è partito ricoprendo il ruolo di direttore commerciale della Findus, l’azienda dei celebri Sofficini. Insomma, le logiche di chi lo stava ascoltando non gli erano poì così estranee. E allora la sua lezione di vita ha fatto perno su come svolge i provini per scegliere i propri aspiranti attori. Che lui distingue in “Neri” e “Bianchi”. No, non sono da intendersi come colori bensì cognomi, attraverso i quali l’artista identifica il materiale umano che gli capita a tiro. I Neri sono coloro che vengono spinti ad affrontare il provino dalla madre, dalla sorella, da un amico. Loro non vorrebbero farlo perché sono convinti che nel mondo dello spettacolo tutto venga deciso dalla raccomandazione. Quindi il loro capro espiatorio è già pronto. è tutta colpa della società. Lui li caccia e loro sono soddisfatti: hanno avuto la conferma che è tutto già scritto. Sono in pace con la loro coscienza. Poi ci sono i Bianchi, quelli che mantengono la capacità di sognare, la voglia di sognare. Questo li porta a essere aperti nei confronti della vita e dunque a cogliere ogni opportunità che si presenterà, fuggendo da capri espiatori e pretesti vari. Sono i Bianchi che lui cerca, coloro che si pongono in modo positivo nei confronti del mondo. Auguriamo ai soci di Expert e ai loro collaboratori di fare tesoro della lezione di Avati, e di sentirsi sempre “Bianchi”.